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giovedì 24 gennaio 2019

Polverigi Ricorda la Schoa. 1 febbraio 2019

PARTECIPANO
Dott. ANTONIO MASTROVINCENZO
Presidente del Consiglio Regionale

Sig.MARCO ASCOLI MARCHETTI
Pres.Comunità Ebraica di Ancona

Gen. MASSIMO COLTRINARI
Dir.CESVAM Istituto Nastro Azzurro

Dott. DANIELE CARNEVALI
Sindaco di Polverigi

PRESENTAZIONE DEL QUADERNO DELLA MEDIATECA

POLVERIGI E LA SHOAH

POLVERIGI - SALA DEL CONSIGLIO COMUNALE
VENERDI 1° FEBBRAIO ORE 17,30


MEDIATECA COMUNALE
GUALTIERO GIAMAGLI
COMUNE DI POLVERIGI

PRESENTANO L’OPERA

GLI AUTORI
SERGIO RIGOTTI
Ideatore e Coordinatore

CRISTIANA CARNEVALI
Giornalista

LEONELLO FALASCHI
Storico
DELLA
LA CITTADINANZA È INVITATA

domenica 20 gennaio 2019

Associazione Storia Contemporanea. Gennaio 2019


DICEMBRE 2019
LA FRASE del MESE
Il lavoro è una necessità, ma quando altri oziando
ne prendono i frutti migliori,
il lavoro diventa una maledizione
Emilio Gaiolini, detto Sparafucil
Marinaio e anarchico senigalliese
Gent.me/.mi Socie e Soci,
siamo in un periodo di transizione - il 1° febbraio p.v. arriverà il nuovo bibliotecario pro tempore -  e di cambiamenti significativi e pertanto Vi chiedo di avere un po’ di pazienza per ricevere il nuovo numero della rivista.
L’attività di questo nuovo anno parte significativamente da Falconara Marittima, dove il sottoscritto - unitamente ad alcuni soci/e- tiene da 23 anni un corso gratuito di storia contemporanea, e termina, in maniera certo non meno eloquente, con la presentazione del volume sulla Senigallia contemporanea che ha richiesto oltre due anni di lavoro. Si tratta di un’opera particolarmente attesa, visto che la foto e l’articolo che lo hanno annunciato la scorsa settimana hanno complessivamente raccolto, solo sui giornali on-line della zona – oltre 4.000 letture (un nostro comunicato si attesta solitamente sulle 3/400 letture di media).
L’anno che si è appena aperto sarà particolarmente denso di iniziative per le quali contiamo sul Vostro appoggio. Per partecipare non c’è bisogno di essere presenti, ma lo si può fare a vario titolo. A partire dal pagamento della quota associativa (sempre di 12,00 euro) che Vi invito a corrispondere, scegliendo una delle tre consuete modalità (pagamento cash in Sede, aperta il venerdì dalle 18.00 alle 19.30; conto corrente bancario; conto corrente postale: rimando al link “Opportunità” del nostro sito). Così come invito tutti Voi a partecipare alla prima, importante Assemblea sociale dell’anno, che inserisco tra gli eventi, o, se impossibilitati, a delegare qualche socio/a, con la certezza della sua presenza (io, la Vicepresidente e la Segretaria lo saremo).
Buon 2019 a tutti.
Marco Severini
Presidente ASC

1.      Falconara Marittima, venerdì 11 GENNAIO, ore 17.00, Liceo “Cambi”, conferenza del Presidente associativo sul tema “Costruire la nazione: scrittrici, giornaliste, patriote”. NEWS
2.      Numana, sabato 12, ore 17.00, Biblioteca comunale,  presentazione del volume Dizionario biografico delle donne marchigiane 1815-2018, a cura di L. Pupilli e M. Severini (il lavoro editoriale, 2018); evento promosso dalla Biblioteca locale. Introduce un amministratore cittadino; intervengono i curatori dell’opera.
3.      Senigallia, domenica 13, ore 18.30, Sala “Chiostergi” del Centro Mazziniano, prima Assemblea sociale, con programmazione dell’intera attività annuale. NEWS
4.      Senigallia, lunedì 14, ore 16.30, Sede associativa, ripresa dell’inventariazione del Fondo archivistico Chiostergi-Tuscher. NEWS
5.      Senigallia, sabato 26, ore 11.00, Auditorium S. Rocco, presentazione del volume Senigallia. Una storia contemporanea 1860-2000, a cura di Marco Severini (Ed. Ventura, pp. 560). Seguirà per tutti gli autori e le autrici pranzo (g. o.) presso il Ristorante “Pomodoro”. NEWS


venerdì 11 gennaio 2019

Aspirante Giulio Morresi I


Si riporta il testo dell'album di "Ricordi e Condoglianze" dell'Aspirante Giulio Morresi caduto sull' Hermada il 17 agosto 1917 compilato dalla famiglia.


Durante la Grande Guerra, chi aveva un congiunto o una persona cara al fronte temeva e sperava nello stesso tempo molto di vedere arrivare il postino. Ciò significava due cose, una bella ed una brutta: nel primo caso arrivavano missive del congiunto e della persona cara con le relative notizie ed, almeno alla data della lettara, era ancora in vita; nel secondo caso signicava l’annuncio della morte con le sue tristi conseguenze.
In famiglia vi era sempre qualcuno che raccoglieva le missive e le conservava con cura e diverse di queste raccolte sono giunte fino a noi; in caso di perdita del congiunto era prassi preparare un album in cui si trascrivevano con cura tutte le manifestazioni di cordoglio avute per la perdita della persona cara. In genere questo accadeva nelle famiglie della media ed alta borghesia oltre che quelle nobili ed aristrocratiche; nelle famiglie delle classi più povere non vi era questa usanza, anche perchè il tasso di analfabetismo era molto alto.


Si riporta di seguito il testo dell’Album preparato in occasione della morte del S. Tenente die bersaglieri Giulio Morresi, Caduto il 17 agosto 1917  sull Hermada, sul Carso. L’Album si apre con la foto del S. Ten Moresi, che lo ritrae in divisa con il suo cappello piumato. Era prassi prima di partire per il fronte andare dal fotografo e farsi ritrarre. La fotografia a quel tempo muoveva i primi passi, ma abbastanza tecnologicamente accettabile di divenrire uno strumento di usufrizione di massa.

L’Album si apre, come detto con la fotografia del S.Ten Morresi e in bella calligrafia, con scritte ad inchiostro ( si scriveva con penna, pennino e calamaio) sono riportate la data di nascita (Osimo (Ancona) 25 maggio 1897) e quella in cui era Caduto, Hermada 19 agosto 1917. Praticamente  aveva appena compiuto vent’anni.

L‘ Album ha in titolo  Ricordi e Condoglianze, riportato al centro della pagina
La prima lettera trascritta è quella del Sindaco di Osimo. I sindaci avevano il triste compito di comunicare ai familiari l’avvenuta morte del loro congiunto. I testo, quello di un telegramma, inviato dieci giorno dopo la morte di Morresi dal Comando del suo Reggimento,  è il seguente:
Zona di guerra 28 – 8 – 17
prego comunicare debite cautele famiglia interessata morte gloriosa avvenuta campo onore aspirante Morresi Sig. Giulio (figlio) di Francesco ed Iva Biondini.
Comando 11° Reggimento Bersaglieri  (Firmato) Colonnello Graziani

La seconda lettera trascritta è quella che il Comandante del Reggimento, di suo pugno, scrisse al Padre di Giulio Morresi. Trattandosi di Ufficiale, era prassi questo usanza di scrive una lettera da parte del Comandante del reparto in cui in genere sono tessute le lodi e i meriti del Caduto
Il testo di questa letttera, venti giorni dopo l’evento, è il seguente:
11° Reggimento Bersaglieri. Zona di guerra,  8 settembre 17
Pregiatissimo Signor Morresi,
Compio il dovere d'inviarle a nome dell'intero Reggimento le più vive condoglianze per la morte eroica incontrata dal compianto suo figlio sul campo di battaglia.
Quantunque egli fosse da breve tempo al Reggimento, pure avevo avuto modo di apprezzare elette virtù militari, la nobiltà dell'animo, l'alto sentimento del dolore.
La mattina del 19 u. s. durante il combattimento, cadde colpito a morte da granata nemica mentre conduceva all'assalto i plotoni a lui affidati.
Il sacrificio purissimo del glorioso Ufficiale, sarà ricordato sempre dal Reggimento ed è sacro il culto per coloro che caddero per la Patria.
Il sincero rimpianto di noi tutti e l'onore che tributiamo alla memoria del compianto Tenente le fungano di conforto in quest'ora dolorosa.
Per onorare la memoria ho proposto gli venga concessa la medaglia al valore.
Col maggiore ossequio.
Il Colonnello Comandante il Reggimento
 (firmato) G. Graziani
Dopo quella del Comandante il reggimento, è riporta la lettera scritta dal superiore diretto del S. ten Morresi, il Tenente Carlo Pocci, comandante della 7a Compagnia (non viene indicato il Battaglione, ma per prassi, la 7a Compagnia era inquadrata nel III Battaglione) dell 11° Reggimento Bersaglieri. In questo reggimento aveva prestato servizio anche Benito Mussolini, dall’inizio della guerra, ma all’epoca dell’arrivo di Morresi il futuro Duce era in licenza per l’incidente occorsogli pochi mesi prima. Il testo della lettera è il seguente

Zona di guerra 7 settembre 1917
Pregiatissimo Signor Morresi
Anzi tutto la prego volermi scusare se subito non ho risposto alla Sua del 31 agosto.
Ho avuto il piacere e l'onore di avere ai miei ordini il suo Eroico figliuolo solo fino a due giorni avanti la sua gloriosa fine, che avvenne mentre prestava servizio alla 6° Compagnia, che era rimasta priva di ufficiali. Nei giorni che egli è stato con me, ho avuto campo di apprezzare e di valermi delle sue sublimi qualità: pieno di ardore e di viva fede Italica, fu per me collaboratore valido e prezioso, ed appresi con dolore l'ordine che lo mandava temporaneamente a prestare servizio in altra compagnia. Le ultime notti abbiamo diviso insieme il cibo ed il letto. Chi è stato presente alla sua fine il Sottotenente Farulli, me ne ha parlato come di un eroe antico, ed io sono orgoglioso di poter dire che apparteneva alla mia Compagnia. Posso anche dirle che il nostro Comandante di Battaglione  Maggiore Cav. Galasfini. ha proposto che la sua bella memoria sia onorata con una ricompensa al Valor Militare. Circa la sua roba, cassetta ed indumenti, sono state inviate tutte al Deposito del Reggimento in Ancona e ne esiste inventario presto l'Ufficiale d'Amministrazione del Reggimento qui.
 Colgo l'occasione per inviare a Lei ed alla sua famiglia, da parte mia e di tutti i Bersaglieri della 7a Compagnia, le più profonde condoglianze per la perdita del suo figliuolo, che noi consideriamo sempre vivo nella sua aureola di gloria.

Devotissimo Tenente Carlo Pocci Comandante della 7a Compagnia  all'11° Regg.to Bersaglieri

La terza lettera di condoglianze è quella del Comandante del Deposito del Reggimento, di stanza in Anzona. Secondo le leggi Ricotti Magnani del 1773 l’organizzazone territoriale prevedeva oltre ai Distretti che svolgevano funzione di leva e reclutamento ed invio ai reparti, l’amministrazione die Reggimenti era affidata ad un Ente preposto, il Deposito, per tutte le funzioni logistich ed amministrative in modo tale che i Reggimenti potessero avere solo l’incombenza operativa.
L‘11° Reggimento Bersaglieri aveva il suo depoito in Ancona. La lettera del Comandante il deposito è la seguente:

Deposito 11° Reggimentoto Bersaglieri. Ufficio Comando                                                                                            
Ancona 3 settembre 1917

Illustrissimo Sig. Sindaco

Con vivo dolore questo Comando comunica alla S.V. la perdita dell'Aspirante Ufficiale Morresi Sig. Giulio, di Francesco, della classe 1897, al N. 6272 di matricola, caduto nel campo dell'onore il giorno 19 agosto u.s.
Voglia V. S.(Vostra Signoria) informarne con ogni riguardo la famiglia, esprimendo l'affettuosa partecipazione dei superiori e dei compagni al suo lutto. Assicuri che egli è Caduto nell'adempimento dei santi doveri verso la Patria; la Sua perciò onorata memoria ed avrà il posto meritato fra gli eroi dell'11° Reggimento.
Questo pensiero sia il conforto ai suoi cari.
Il Colonnello Comandante del Deposito  (firmato) V. Bacileo


(continua)  

mercoledì 9 gennaio 2019

Aspirante Giulio Morresi II


L’altra autorità che scrive è il Sindaco di Osimo, che è la lettera di inoltro di quella del Comandante del Deposito dell‘11° Reggimento bersaglieri;  il testo della lettera è il seguente


Municipio di Osimo
Osimo 11 settembre 1917
Signor Francesco Morresi
Nell'accompagnare alla S.V.I. (Signoria Vostra Illustrissima) l‘unita. lettera del Deposito 11° Reggimento Bersaglieri, a nome della Civica Rappresentanza porgo a Vostra Signoria. ed alla desolata famiglia le espressioni del più vivo cordoglio per la morte del glorioso giovane Signor Morresi Giulio. Posto questa solidarietà di sentimenti riuscire a V.S.I. di qualche conforto e a sentire meno grave il lutto che inesorabile pur incombe sui famigliari.
Con tutta osservanza
Il Sindaco (firmato). C. Gambrini

Son riportati, a pag. 11 dell’album, due telegrammi: uno degli ufficiali della 7a Compagnia, la compagnia ove prestava servizio Morresi,  ed uno di un conoscente di famiglia.

Caserta 7 settembre 1917
Profondamente colpiti fieri d'essergli stati compagni dividiamo loro immenso dolore
Ufficiali 7a Compagnia
*******
Falconara 2 – 9 – 1917
Addoloratissimi triste notizia ... sincere condoglianze

Riportata una lettera dal parlamento Italiano, evidentemente un amico di famiglia, l’on. Ediardo Soderini.
Camera dei Deputati
5 settembre 1917

Gentilissima Signora
So quale conforto fosse per Lei il figlio così gloriosamente perito, e so pure quante giuste speranze le avesse fatto concepire. Comprendo dunque tutta la vivezza del di Lei dolore e  mi vi assoicio di cuore, dispiaciuto solo che non vi siano parole atte a lenire tanta pena. Faccio voti perchè i figli, che se rimangono, possano darle conforto e fare rivivere in loro le belle qualità del Caro Estinto. E lo spirito di questo veglierà certo in quanti amò e ripeterà loro rassegnazione e pace.
Gradisca i migliori omaggi e e mi creda
Suo devotissimo
Edoardo  Soderini

Seguono due lettere di insegnanti che hanno avuto pochi anni prima se non pochi mesi prima Giulio Morresi come studente, o studenti della Madre di Morrsi, che era insegnante:

Liceo Ginnasio di Osimo
Osimo 3 settembre 1917
Egregio Signor  Morresi
Anche il suo Giulio, come altri e non pochi del nostro Istituto, ha dato il suo sangue per la causa nazionale. Pochi altri giovani ho conosciuto così tenaci del proprio dovere, così devoti alla famiglia e alla patria per la quale nessun sacrificio gli sarebbe parso troppo grave. Con le mie condoglianze le mando anche quelle dei miei colleghi e degli alunni, e mi sento di non averlo fatto prima di ora perchè la triste notizia mi è giunta un pò tardi.
Con ogni osservanza
Il Preside. Alessandro Ippoliti

*******
Fano 2 settembre 1917
Cara maestra
Leggo nel Giornale d'Italia la inaspettata, triste, inesorabile notizia. Anche a nome di Vittoria e di Celestino, faccio a voi, alla vostra figliuola, a tutti, le più sincere e profonde condoglianze, tante più sincere e profonde e, quanto più ammiro la bontà d'animo, e la tenacia di volere del vostro povero figliolo. Delle sue bontà d'animo fa testimonianza l'affetto grande di cui tutti, compagni di scuola e professori, lo circondavano: dalla sua tenacia di volere è prova tutta la sua breve esistenza, non esclusa la sua fine, che però chiamarsi anch'essa un atto di volontà: Egli ebbe una fede, e a questa s'immolò; e ne risente rispettabili presso tutta la sua memoria. Non vi dico fatevi coraggio, perchè questa esortazione potrebbe essere una brutta ironia. La vita, purtoppo, è un dramma lacrimoso. Felici noi quando potremo dire d'esser ginti all'ultimi atto. A Voi e a Checchino. stringo affettuosamente la mano.
Vostro devotissimo Cesare Romiti
*******
Gentilissima Signora,
Osimo 30 agosto 1917
tentare dirle parole di conforto nell'ora più tragica della sua vita, sarebbe opera vana o inutile; permetta quindi che Le dica solo che mi associo con tutto l'animo al suo dolore. E col dolore c'è tanto rimpianto per quella balda giovinezza così forte nella sua ferrea volontà eppure a un tempo così delicato e mite nella Sua bontà: loro hanno perduto un figlio ottimo, la Patria uno che sin. della prima età le si era dedicato e la società un giovane tanto volenteroso, tanto buono. Che cosa dire di fronte a questa perdita? Sia così buona da partecipare le mie condoglianze a Suo marito, ai Suoi figli e mi creda con tanti rispetti e con tanto dolore.
Suo Manlio Pinori
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Regio Vice Ispettorato Scolastico                        
 Osimo 31 agosto 1917

Gent.ima Signora,
Ho appreso la notizia. - Esprimo sentite profonde condoglianze a Lei, alla famiglia. – Caduto da Eroe per il santo ideale che infiammava l‘anima sua, affretta la redenzione della Patria, onorando di sua gloria la famiglia, che lo piange, la cittadinanza che lo ammira.
A. Torresi
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Pennabilli 3 settembre 1917
Caro Signor Morresi,
apprendo in questo momento la dolorosissima notizia. Piango con lei, con l'ottima Sua consorte e con l'intera famiglia il giovane buono e bravo, il cui animo onesto vibrava die gentili affetti per ogni cosa nobile e grande. Mentre mando alla sua cara memoria un commosso e reverente saluto, faccio voti che i suoi genitori e fratelli sappiano trovare nel ricordo delle sue virtù e nella nobiltà del suo sacrificio il necessario conforto.
Le stringo affettuosamente la mano.
Gustavo Belloni

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La lettera che segue è di una Società attiva in Osimo agli inizi del Novecento, a cui Francesco Morresi era iscritto. Il presidente scrive questa lettera:
Osimo 30 agosto 17
Societa Chi Fà – Fà
Egregio Consocio,
la funesta notizia della dolorosa e inaspettata scomparsa del suo ben amato e ottimo figlio Giulio è stata accolta con grande rammarico dalla scrivente Commissione e dai Soci tutti di questo circolo Chi – Fà – Fà. Egli ha volentieri immolatio sull'altare sacro della Patria la sua giovane e preziosa esistenza passando alla gloriosa e nobile schieradi quelli che diedero la vita per una causa nobilissima onorando sè stessi; la patra è il luogo che l'ha visti nascere ed educare. Ciò valga a lenire in qualche modo il dolore suo e della famiglia. A Lei, alla sua signora, al figliuolo Carlo e figliuole la Commissione manda le più vive condoglianze e l'augurio insieme di giorni migliori. Con ossequio.
La Commissione
Seguono lettere di Istituto ed Enti e colleghi che vogliono manifestare il proprio cordoglio. Il Patronato Scolastico di Osimo, comunica alla Signora Morresi che i colleghi a gara si sono offerti per sostituirla nelle sue incombenze di insegnante, come segno di stima e di riguardo. Così si esprime:

Patronato Scolastico Osimo                                                                            
Osimo 4 settembre. 1917

Pregiatissima Signora Morresi,
Nessuna parola, nessuna formalità, nessun atto consuetudinario può lenire certi dolori. Se pur tuttavia un impellente bisogno morale l'espressione del proprio cordoglio, quando esso è sinceramente condiviso, in circostanze ferali come la presente, con persone verso cui esistono relazioni e di colleganza e di stima insieme. Poichè per altro in occasioni tali non è l'atto convenzionale cui si dà conto, ma un sentimento realmente provato che siestrinzeca, ho ragione di ritenere  che la condoglianza di tutti i colleghi di questa amministrazione per la immatura, fulminea scomparsa del Figlio affettuoso, del prode cittadino, dell'Ufficiale esemplare torni accetto al cuore di lei, ottima madre, educatrice coscenziosa, degna collega. Risulta a quest'ufficio che alcuni insegnanti, compresi dall'immane sua angoscia, si sono offerti con slancio fraterno a sostituirla per turno nell'insegnamento a lei attualemente affidato, coll'intento di evitarle ogni altra inopportuna preoccupazione. Valga anche questo attestato spontaneo a dimostrarle che la solidarietà dei colleghi nel dolore si rafforza intensificandosi. Le porgo pertanto isegni della mia stima e deferenza particolari
Il Presidente Cesare Gambrini
*******
Perugia 4 – 9 – 1917
..... dolorosissimo annunzio inviamo sincere condoglianze pregando Dio conforto
Contessa Volponi
*******
Una amica conoscente estimatrice della Sig.ra Morresi scrive una lettera appassionata e non può non esprimere, oltre al suo doloroe, l’angoscia che prova nel sapre che suo fratello ha appena finito i corsi alla Accademia Militare di Modena ed è in attesa di destinazione per il fronte di guerra. Emerge in queste righe tutto il dramma di chi rimane a casa e vede da lontano l’immane tragedia della guerra e partecipa alle disgrazie degli altri nella convinzione che da un momento all’altro potrebbe essere la propria disgrazia.

(continua)

martedì 8 gennaio 2019

Aspirante Giulio Morresi III Parte





Passo Varano 1 settembre 1917
Cara e povera Signora
Conscia del tristissimo avvenimento, commossa fui nel più profondo dell'animo, non ho una parola che sappia esprimerle l'infinito mio compianto e la grande pietà che loro tutti mi ispirano. Povera, povera signora, povera madre esemplare. Ella non meritava tanto, dico davvero. Quando proprio ieri in Osimo appresi la notizia, mi s'agghiacciò il sangue nelle vene per l'orrore che mi feriva e ripensai con tanto rimpianto a quel suo bravo, buono, ottimo figliuolo parendomi impossibile di poter credere alla verità e con profonda angoscia immaginai lo strazio suo. Oh, mai lei si faccia una ragione. Le è necessario per non soccombere al colpo spietato, ed io su la prego, io che sento per lei un rispettoso ammirato quasi filiale affetto. Si faccia un dovere di essere forte e coraggiosa per la stessa, sacra memoria del suo eroico figlio adorato: le sarà grave e difficile, lo comprendo, ma pensi che certamente egli stesso glielo chiede dal cielo, perchè lo deve a sè stesso e al bene degli altri suoi figliuoli. Povero giovane! Triste coronamento ai suoi studi, alle sue speranze, al suo ardore. Tristissima fine delle tante fatiche, dello sconfinato affetto di lei! È inutile ricordare lo scopo per cui s'è compiuto il sacrificio, lo comprendo: ben prima della Patria, i figli, i parenti! Eppure un qualche sollievo deve portare al suo dolore materno, il pensiero grande che il suo adorato è morto facendo del bene, sacrificando sè stesso a un dovere! Non è l'orrore assoluto e completo ci pensi bene povera signora, e vedrà che è una luce santificante; possa questa illuminarle .... e placarvi in queste lo strazio che la dilania. Anche il mio caro fratello maggiore, ora uscito dalla scuola di Modena, attende l'ordine per la partenza al fronte! Può immaginare l'angoscia che mi pesi nell'animo! Già tante volte colpita e delusa, io non so più nemmeno sperare e non faccio che supplicare Dio! Ora lo supplicherò anche per Lei, perchè consoli il suo povero eroe! Invio sentitissime condoglianze del mio babbo per i suoi tutti e protestandone l'alta mia stima, il mio affetto e la mia devozione la prego credermi sua aff.ma
Anna Nisi
Ad Osimo ancora oggi è attivo il Collegio Convitto Campana, centro di attività culturali di rilievo. Vi avevano studiato nell’ottocento tanti personaggi e protagonisti della vita pubblica e culturale delle marche e delle Regioni vicine tra cui Aurelio Saffi. Targhe e Lapidi a ricordo ornano ancor oggi la sua facciata.

Collegio Convitto Camparra                                                                            Osimo li 3 agosto 917
Carissimi
Provati da uguale sventura sentiamo fuorid'ogni altro bisogno di esservi vicini in quest'ora infinitamente triste piangendo sventurato Giulio.
Vivissime Condoglianze
Domenico Figoli e Famiglia

*******
Le due lettere che seguono sono di Associazioni scolastiche e studentesche che esprimo le loro condoglianze

Associazione Magistrale Italiana Nicolò Tomaseo
                                                                                                   Osimo 2 settembre 1917
Gentile signora maestra,
Nell'apprendere l’immane sventura che è venuta a colpire fulmineamente la sua amata famiglia con la perdita irreparabile del figlio suo adorato che tanto profumo di bontà e di florida giovinezza spandeva in essa, l'assemblea della nostra società magistrale ha provato un indicibile dolore, ed il cuore di ciascuno socio è rimasto scosso dinanzi a tale calamità. Ed io assumendo il compito d'esprimere a Lei il compianto vivisssimo di tutti noi, mi sento muta dinanzi ad un dolore che non ha confini, dinanzi ad una sventura che non ha paragoni. È vero, ella ha perduto con il suo figlio adorato un vero gioiello, perchè tutti conoscevano il suo nobile cuore le sue…… nobili virtù. Ed il rimpianto della sua dipartita non si estinguerà che con la vita; però possa alleviare anche tenuamente lo strazio del suo cuore esuberato di madre il pensiero ch'egli è morto volontariamente da Eroe, ch'egli ha sacrificato sorridente la vita sua piena di speranze, il suo avvenire lusinghiero di promesse per un ideale vagheggiato da gran tempo per una madre che comprende innumerevoli figli, per la sua Patria ch'egli amava e sognava pienamente gloriosa. E lui, pur nel tremendo vuoto della sua tragica scomparsa si potrà rassegnare nella certezza che il suo adorato figlio è nell'albo degli Eroi, di quell'interminabile fila a cui migliaia di madri italiane han dato in olocausto tutto ciò che avevano di più caro e prezioso nel mondo; e nello stesso tempo pensi ch'egli si trova ora in un bagno di gloria a godere il premio del sacrificio della sua giovine e nobile esistenza. Passa la certezza di tutto ciò e la fiducia di riunirsi a lui in una vita eterna dopo il passaggio dolorosisimo di questa vita materiale, possa l'amore di suo marito e degli altri più giovani suoi figli i quali del suo amore e del suo aiuto hanno ancora tanto bisogno, dare a lei la forza di sopportare una così grande sventura. Nello stesso tempo sia certa che noi tutti della società magistrale condividiamo sinceramente il suo dolore profondo.
La Presidente
Gesmina Carbonetti Graziosi

Circolo studentesco Osimo                                                                          Osimo 4 settembre 1917

Signora,
anche questo Circolo studentesco osimano si associa al dolore suo e della sua famiglia per la grave perdita del loro Giulio, questo Circolo che conta più compagni di scuola del povero scomparso e che già ebbe ad avere come iscritto il fratello Carlo, il quale pure appartenne alla filodrammatica. Preghiamo per l'anima del suo figliuolo, la memoria del quale non è spenta in noi!
Con ossequio
Devotissimo
Per il Consiglio Direttivo del Circolo Studentesco Osimo
(firmato) Ferruccio Pergolesi
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Sono riportate le lettere di amici e conoscenti, che esprimono alla famiglia la loro partecipazione
Ostra – Vetere – 5 settembre
Il Cav. Francesco Gioacchini e Consorte
rimpiangono amaramente il caro baldo giovane perduto che amavano come loro figliuolo, memori di averlo avuto ospite gradito e desiderato e presentando vive, cordiali sentite condoglianze alla desolata famiglia. La confortano nel pensiero che il loro Giulio Cesare è morto da valoroso per la Patria e che la sua fine immatura si cangi in apoteosi!

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Napoli 1 settembre 1917
Gentile signora, ho appreso oggi, con grave cordoglio, la sventura che la volle compagna alla. schiera delle madri gloriose. So che la mia parola di conforto è una stilla che si perde nel mare sconfinato del suo dolore, ma io gliela dico perchè ella sappia che v'è fra noi amici, un altro che soffre col suo, e sente tutta l'amarezza del dolore che trafigge in quest'ora, il suo cuore di madre.
Devotamente Aldina Scocchi
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Ancona li 2 settembre 1917
Egregio Signor Francesco Morresi
Mia moglie ed io abbiamo letto con vivivissimo dolore la morte eroica del suo ottimo figlioGiulio Cesare. Anche i miei bambini piccoli e cari amici di Giulio hanno appreso la triste notizia con profonda commozione. Non so dirle in questo momento nessuna parola di conforto. Che Iddio protegga la sua cara famiglia! A nome di tutti e tutti i suoi, i più cordiali saluti. Affettuosamente
Dott. Umberto Baccarani
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Ottima Collega                                                                                               
Osimo, 2 settembre 1917
quanto volentieri avrei evitato la compilazione della lettera che con vera angoscia le trasmetto! Le esprimo peraltro che i tanti sentimenti espressi dai suoi colleghi del Consiglio, sono incondizionatamente anche i miei. La fortezza e generosità del suo animo, che ha affrontato nobilmente altre prove, possa resistere a questa nuova, la più ardua! Le offre cordialmente i propri servigi, ove possa esserle utile in qualche modo, il devotissimo
Suo M(aestro) Olindo Barbieri Albani
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La lettera che segue è stata trascritta con una calligrafia difficile da interpretare. Dalle diverse calligrafie si può dedurre che l’Album die Ricordi e Condiglianze sia stato compilato da più persone, presumibilmente dalla Madre e dalle Sorelle del Caduto, non escluso anche il fratello data la diversa chiarezza delle calligrafie stesse. In questa lasciamo spazi bianch per quelle parole illegibili o non facilmente intepretabili. Questa lettera è di un collega della Sig. Moresi, anche lui richiaato ed in zona di guerra.
Egregia Collega                                                                                        
Zona di guerra, 5 settembre 1917
Se le mie parole rinverdiscono il mio tanto dolore ....,  a me la sventura. c'è solo il desiderio e la fiducia di confortare. La comunanza nel dolore e nella sventura, la tragicità di questi luttuosi momenti, lo ..., che le notizie orribili, il ripresentarsi di queste, lontano, fui ... dove si vive .. la lotta e ... la speranza, si fa sentire, anche, un affratellamento ed una angusta .... al lutto di voi ...., .... del fato. Domani quando l'..... del duolo, non sarà diventa santa. Come tutto ciò che .... sangue e lacrime, allora ricordando l'unanime compianto di chi ci è ... la ora della sventura e sempre più dire coraggio, divide con noi il .... di questa, sentiamo che il nostro dolore ha avuto un eco nel mondo. E allora, da questa voce che ritorna attingere si potrà il vero coraggio che è quello di resistere, ai colpi ...., quello di perseverare e continuare per chi rimane, le .... offre della vita. Pensi ai suoi tanti figliuoli, e ... l'amore di questi si ..... : attinga da loro la forza di sopportare la perdita non ...., ma la lontananza lunga del suo caro. E più presto egli, sarà alla loro memoria, e metterà nel cuore dei fratelli e delle sorelle ciò che di buono e di gentile egli ebbe. .... che io penso a lei, con devoto affetto e mi auguro che il dolore della sua casa, ripercorra in tutte le nostre case, in noi e nei nostri cuori, le giunga confortevole al cuore. E a suo marito, e alle sue sorelle, dico .... sincera del mio cordoglio, sia forte, egregia collega, e .... da lei, verso i suoi, come .... l'esempio austero che educa al dolore e lo vince.
Con affetto, le stringo le mani
Suo  S. Tenente: Bruno Marsili, 217a Compagnia d‘Assedio
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Segreteria della Regia Procura
Vicenza, 4 settembre 1917
Carissimo Morresi,
l'amicizia che ci unisce e ci affratella, ci accomuna nel dolore. Stamane, al ricevere la partecipazione della morte gloriosa del povero Giulio, abbiamo sentito uno schianto come se fosse venuto a mancare uno dei nostri figli: purchè la quotidiana consuetudine di famigliarità, che avevano, ci faceva considerare nostri i figli vostri, come voi tenevate come vostri figli Gigi e Alfredo. Vana è qualunque parola di conforto dinanzi allo strazio inumano dei vostri cuori, alla lacerazione delle vostre anime. Avrete sempre dinanzi a voi l'immagine radiosa di gloria del figlio immolatogli eroicamente per la patria nel puro e tanto entusiasmo dei suoi 20 anni, ma la vostra crudele ferita mai rimarginerà. Egli dall'alto vi sorriderà, lancerà baci al padre che amava, alla mamma che adorava, ai fratelli di cui era l'orgoglio. Ebbene, anche voi in mezzo alle vostre tante lacrime sorridete a lui già sublimato nella gloria eterna, farà per voi la maggiore, l'unica consolazione in mezzo alla desolazione che vi opprime. A questa mezza consolazione sarà di granlunga superiore anche all'orgoglio che provate per la morte eroica del figlio caduto per una patria più grande. Una cosa sola vi racomandiamo Giulia ed io: siate forti nel dolore. Ed un augurio vi facciamo che la compartecipazione dei veri amici al vostro cordoglio sia balsamo salutare agli animi vostri.
Affettuosi  amici, Giulia e Antonio Marchi
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Alla Famiglia Morresi.
Abbiamo tardato a scrivere perchè sotto la prima impressione della notizia serale avremmo forte dato un dolore ed un essenza troppo rattristante alle nostre frasi. Il dovere dell'amico è invece di confortare, di togliere per quanto possibile i triboli che fan più penoso il giacere dell'afflitto, ed a quel luogo accumular fiori. Nel mortuario avviso dinanzi a un... "Fieri del supremo sacrificio che li conforta nella loro desolazione". Ecco appunto il poco di fiori che noi avremmo potuto esibire in tacito martirio di ...: la consolazione che Giulio Morresi offerse spontaneo la sua fiorente giovinezza sull'ara della Patria l'immortalò nel sacrificio. La vita degli uomini è transitoria: la gloria rimane e con essa la Patria. Quinci  la consolazione nostra, il balsamo che può fluire lo strazio.
Poichè il dolore vostro è ancor molto, il vostro conforto è ancor nostro, non abbiamo altro da dirci, Animo dunque !
Ci confermiamo veri amici
Ancona – 9 settembre 1917    Luciano Croci, Bona (Croci), Clara (Croci) Pietro (Croci)
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Varano, 9 ottobre 1917
Cara Signora
Sempre la ricordo, sempre la penso, condividendo il suo dolore quanto ella non può immaginare. E tanta è la pietà sincerissima che non posso, da non poter fare a meno di tornare ad esprimergliela. Povera, buona Signora si faccia coraggio! Ricevetti la sua lettera ed il leggerla mi fece strazio. Vii sentìi profondamente tutta la sua desolazione. Eppure, dal profondo del cuore, le desidero la assefuazione e la calma, uniche condizioni che permettono di vivere dopo un dolore, e di vivere in maniera utile e nobile. Il pensiero del figlio Suo, sarà sempre fisso a straziarle il cuore e la mente, ma se ella ha fede, si volga a Dio e gli offra tutto, con estrema rinunzia, con estremo sottomesso sacrificio, glielo offra per il bene del suo diletto perduto e pel bene dei suoi cari viventi. È la massima abnegazione della Madre, in Ella. così ottima, così esemplare, ne sarà certo capace. Cara signore, senti il mio ardere che mi permette di scriverle ancora, ma che mi è dato il cuore, tanto pieno per lei di mille affettuosi sentimenti. Gradisca con affetto un bacio e l‘espressione di tutta la mia considerazione e stima.
Anna Nesi

(continua)




lunedì 7 gennaio 2019

Aspirante Giulio Morresi IV parte



Anche questa lettera è stata trascritta da un componente della famiglia dalla calligrafia di difficle interpretazione. Pertanto, come già detto, lasciamo in bianco le parole di diffile interpretazione e trascrizione

Egregio Signor Francesco Morresi – Osimo
Da "La Sentinella"[1] apprendo oggi l'eroica fine del suo Diletto Giulio. È troppo vivo il dolor mio per rimanere silenzioso verso lei e verso la sua buona Famiglia. È questo un lutto che non colpisce semplicemente la sua casa e i suoi parenti, ma esso si estende a quanti ebbero modo di conoscere Giulio, di apprezzarne le di lui virtù, di mente e di cuore, specie per chi lo ebbe compagno di studi e amico carissimo E non credo di esagerare che è vivo il dolore, anche verso coloro che lo conoscevano solamente di vista, poichè quel suo spiccatissimo gioviale carattere che possedeva ogni ora: faceva subito intuire e rimarcare una infinita bontà di animo. Era veramente amato da tutti. Tutto il tributo di affetto che oggi riceverà dovrà Sig. Morresi ....., lenire in parte l'immenso dolore suo e quello della sua famiglia. E credo che Giulio oggi è nel mezzo dei Cieli! Trovi il suo paterno travagliato cuore, conforto grande nella religione di Cristo. Tanto lui quanto quelli della sua famiglia sono militi di Cristo.  Per essere però degni militi di Cristo bisogna ubbidire alle sante leggi di questi: e la morte eroica di Giulio, avvenuta sul più grande campo di battaglia del mondo, non è altro che un disegno di colui che è il Re dei cieli. Nella preghiera fervida vi si trova tanta rassegnazione. Preghiamolo Iddio per il bene di Giulio. Giulio poi si ricorderà di noi: egli, dal regno celeste, guarderà sempre la sua casa e le farà piovere sante celeste benedizioni. Le dico questo, Sig. Morresi, poichè il vero conforto non lo troverà mai negli uomini. Il suo .... in lato in alto si elevi: lo troverà lassù il conforto più grande!! Voglia gradire tutta l'espressione del mio sincero cordoglio. Schianto dal mio cuore il fiore più bello e con riverente affetto lo depongo sulla tomba del suo Giulio, haimè innanzi ....! Si abbia anche i miei ossequi migliori estendibili a tutti i suoi di casa.
Verona – 3 – IX – 17 Suo devoto, Oddo Carrapa
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Ancona – Villa Flora 13 settembre
Mia buona signora, non ho parole per esprimerle la mia angoscia. Ricordo con fraterno affetto il suo diletto figliuolo, lo ricordo vibrante di vita e di entusiasmo e non so persuadermi che tutto sia finito, che non lo riavremo qui fra noi. Il pensiero della bella morte gloriosa aiuti lei, povera mamma derelitta e sventurata a superare questa prova terribile. Io sono con lei e vorrei poter far tanto per sollevarla un poco. Ho ricevuto la partecipazione e i giornali, anche i bimbi hanno letto con commozione tutto ciò che riguardava il loro buon amico. E hanno ricordato con me i giorni che ci sembrano ora così lontani. Mi faccia avere notizie sue, le aspetto con ansia. Mi ricordi a tutti gradisca il mio affettuoso abbraccio.
Maria Baccarani

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Commossa e dolente per la grande sventura che l'ha colpita le mando le mie più vive condoglianze.
Malvina Srersare (??).
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Ida carissima                                                                                                   Recanati 3 – 9 – 1917
con immenso dolore abbiamo appreso la triste notizia della morte del nostro caro Giulio. Immaginiamo il tuo stato d'animo! Vorremmo esserti tutti vicini per asciugare le tue lacrime e per infonderti con parole d'amore quel coraggio necessario in un momento così triste! Il destino crudele ha voluto provare il tuo cuore togliendoti uno degli affetti più cari. Ida nostra  carissima, non esser debole, sii forte e coraggiosa. Ricordati che devi essere forte e coraggiosa anche per incoraggiare gli altri figli che saranno il tuo conforto e che anche loro potrebbero risentire troppo un dolore così grande. Ti sia di sollievo il pensare che oggi è morto da Eroe sul campo di battaglia compiendo un sacro dovere, che egli rimarrà eternamente nel ricordo di quanti lo conobbero. Sii dunque forte nel dolore. Condividiamo il nostro al tuo grande dolore, inviamo le più sentite e vive condoglianze. Baci tanti a tutti e un fiore sulla tomba dell'indimenticabile Eroe.
Tua cugina,  Vincenzina…. …......
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Carissima Ida,                                                                                                 
 Numana 3 settembre. 1917
ho appreso, con vero dolore, la disgrazia che t'ha colpito in modo così inaspettato e crudele. Povero Giulio! Egli era il tuo conforto e il tuo orgoglio, ed ora non ti resta più che il tuo caro, incancellabile ricordo. Io non ho parole che valgano a recarti un pò di sollievo, solo il pensiero che lui più non soffre e il tempo potranno diminuire l'acerbità del tuo dolore. La vita ci dà delle grandi amarezze e sofferenze e noi dobbiamo cercare di farci animo a sopportarle per non soccombere. Anch'io, cara Ida, oso dirti di farti coraggio, per amore dei tuoi figli, essi hanno ancora tanto bisogno del tuo aiuto e del tuo consiglio. Forte a questo grande dolore ti si concederanno in compenso altri conforti; la Provvidenza Divina fa tutto per il nostro meglio e solo la fiducia in essa può sollevarci dalla disperazione. Tutte le condoglianze in tanto lutto saranno state vane per te, ma tu accetta le mie con segno d'amicizia. Appena sarò di ritorno verrò a trovarti; avrei già voluto rivederti. La mia famiglia si unisce a me nell'inviarti le più vive condoglianze e i più vivi saluti. Abbracciandoti con affetto vi dico   
Affettusisssima amica, Pina Viglietti

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Cara Signora Ida,                                                                                      Jesi, 4 settembre 1917
l'impressione dolorosa da me provata al triste annunzio della gravissima disgrazia fu così acuta, che mi turbò profondamente e ancora non so trovare parole per manifestarle tutto il mio sentimento. Che le dirò io per tentare di recarle conforto in momenti sì dolorosi? Ogni parola sarebbe vana, lo so, pure tengo ad assicurarla che tanto io quanto la mia mamnma prendiamo parte all'immenso dolore suo e de' suoi. Coraggio, cara Signora Ida, nell'amore pel marito e per gli altri figli trovi la forza necessaria per apportare la grave sciagura. Pensi che il suo Giulio ha fatto una morte gloriosa e che quanti lo conobbero e poterono apprezzare le sue buone qualità e il suo infinito amor di Patria, lo ricorderanno sempre con simpatia ed ammirazione. La prego di far partecipi dei nostri sentimenti anche suo marito ed i figliuoli, giunga a tutti in questo momento il mio augurio di pace e di fede. Tanti affettuosi saluti le invio unitamente alla mia mamma.
Vannia Gatti
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Falconara 4 settembre 1917
Ida carissima, che dire innanzi a un dolore così atroce! La luce di gloria che lo rende immortale per aver dato, magnifico dono alla Patria, la sua giovinezza, faccia sublime il sacrificio e renda anche lui eroicamente .... Cara Ida, vorrei esserle vicina per abbracciarla e dirle di non piangere, chi volontariamente ha sofferto sè stesso per la sua terra!!.... Non volevo credere alla triste notizia, ma poi ho dovuto convincermi che le anime elette sono le più provate ! La penso continuamente e sono con lei in quest'ora di prova e di dolore .....
Mi creda sempre                 
                                                                              Affettuosissima  amica, Albertina Pacetti
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Ditta – The Escess Insurance Company Londra
Milano 3-9-17
Egregio Signor Morresi Francesco,
Abbiamo appreso con vivo dolore l'annuncio della morte del v/ figliuolo, e vi preghiamo accogliere i sensi del n/ sincero cordoglio. Sia di conforto per voi e per la Madre il pensiero che l'alto sacrificio non sarà stato fatto inutilmente, da ogni vita che cade germoglia la prosperità della Patria, che vi compenserà poi con ogni maggiore benedizione. Gradite i molti distinti saluti.
Il Rappresentante Generale per l'Italia
N. N. 

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Ditta Unione Grandine
Milano 5 settembre 1917

Signor Francesco Morresi – Agente Generale – Osimo
alle condoglianze particolari inviatevi dal Sig. Direttore, vogliamo noi pure unire le nostre più vive per la perdita del Caro v/ figlio Giulio, Ufficiale dei Bersaglieri, caduto sul campo dell'Onore per la maggior grandezza della nostra Patria. Vada a lui il nostro rispettoso saluto ed a voi e famiglia il nostro cordoglio per un lutto che è però vanto di ogni vero Italiano – Con particolari saluti
Il Consigliere Delegato                          Il Direttore
N. N.                                                       N. N.
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Gentilissima Sig.ra Ida                                                              Ancona 20 settembre 1917
Vi sono dei momenti, nella vita, in cui la parola non riesce ad esprimere ampiamente il proprio pensiero, vi sono dei casi in cui non si può, come si vorrebbe portare, agli essere crudelmente colpiti dalla sventura, quel conforto morale di cui avrebbero tanto bisogno. Ed io non so, Signora che unirmi a lei, io non so che accompagnarla sul calvario doloroso che il nostro Dio dona per ricompensa ai più buoni, ai più eletti, a coloro che ripongono in lui la fiducia e la speranza. Sia forte, Signora, i poveri esseri perduti, bevono è vero ogni nostra lacrima, fremono di sollievo ad ogni nostra preghiera, sentono ancora una volta il loro cuore ghiacciato ardere di amore per chi ha l'anima straziata dal loro abbandono, ma piangerebbero lacrime di sangue, ma agonizzerebbero e morirebbero una seconda volta, se sapessero i loro cari infelici ed in preda alla disperazione. ... a lei, intorno a lei, sono gli altri suoi figli, ed il mondo dell'Eroe, del martire, di colui che vita, gioventù, amore, felicità offrì per la grandezza della Patria nostra, sia la guida delle loro anime. Egli poi sia l'interprete preesso Dio, delle sue sofferenze. Lenisca il suo dolore nell'affetto di quelli che le ....., cerchi ora conforto e rassegnazione tra i suoi figli, non faccia che il suo martire soffra, alla soglia del nuovo mondo, per la disperazione della povera mamma sua.
Con affetto Giulia ....
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Addoloratissima Signora                                                                                           5 ottobre 1917
La sua ha indugiato molto a giungerni, perciò anche la mia risposta le perverrà tardi. La fine gloriosa fatta dal suo ottimo figlio mi ha adolorato moltissimo. Ci eravamo conosciuti da bambini al ginnasio di Osimo, abbiamo frequentato la stessa scuola militare di Caserta e ci siamo sempre amati con grande affetto. La sorte poi volle che anche nell'ora del cimento fossimo uniti. Dopo un terribile bombardamento si uscì all'assalto. Si avanzò sotto intenso fuoco di mitragliatrici che ci investì appena usciti fuori dalle nostre posizioni. Ad un tratto vidi ciò che mai avrei voluto vedere. Il povero Giulio colpito senza dir una parola, senza mandare un grido. Il mio plotone avanzava. Il fervore della lotta. L'impressione ricevuta dalla morte del mio carissimo amico, il proposito di rivendicarlo mi avevano trasformato. Corsi dove il dovere mi chiamava. E la vendetta avvenne e fu completata. Da quel giorno fui sempre in prima linea. Quando la Brigata andò a riposo e fu il 25 agosto passai per il luogo dove l’amatissimo Giulio era Caduto. Non trovai la sua salma. Già era stato seppellito.
Mia addoloratissima Signora ho cercato di rintracciare il nome dell’Ufficial del 90° Reggimento fanteria che prese in consegna gli oggetti prezionis che aveva il povero Giulio, ma non mi è stato possibile.. Il 15 ottobre dovrei venire in licenza per esami. Se potrò passare per Osimo e potrò darle più ampie notizie. L’Immagine cara di suo figlio resterà sempre nella mente del suo devotissimo Giuseppe Danti

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Zona di Guerra 15 ottobre 1917
Stimatissima Signora,
la notizia ch’ella mi ha comunicato mi ha reso triste oltremodo. Non me la asoettavo davvero, Signora. E‘ una di quelle notizie che ci lasciano muti e perplessi.
A Le mamma del mio prezioso amico, alla di lei famiglia, non ho parole sufficienti per esprimere le mie vivissime condoglianze Nè del resto sono sicure le mie parole qualunque esse siano corrette tali da lenire il loro senso di doloree di sacrificio, calmi e sereni oggi noi dobbiamo incidere. E guai se il dubbio ci assale nella via aspra e dura. Circa a quanto il poveo Giulio portava indosso mi interesserò subito della cosa e nel modo più consciensoso. Forse fra qualche giorno di passaggio in Osimo Le potrò dare qualche risposta in proposito. I miei rispetti Signorae saluti cordiali alla sua famiglia. Devotissimo. Aspirante Luisi Antonio.

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Zona di guerra 22 ottobre 1917
Giuntami appema da di Lei lettera, come subito dopo la disgrazia, come amico e compagno di studi mi sono dato a ricercare quelle che il povero Giulio aveva lasciate care. Io seppi la sua morte da Fenici che scese dalla linea pochi giorni di essa. Trovandomi ora con il Fascilli ho saputo come è avvenuta la disgrazia. Egli mi dice di avergli scritto epurtroppo io ho poco da aggiungere tanto più che il suo attendente con cui ho parlato non è stato presente alla disgrazia. Se il ricordare sempre la disgrazia  è per lei, madr, tanto tanto doloroso pure  le sia di conforto, Cara Signora,il pensiero che la sua morte calma e serena. Dal come mi è stata riferita da testimonianze oculari dal Fascilli, nel mentre usciva dalla nostra trincea di partenza una pallottola lo ha colpito in fronte inginocchiandolo  calmo e sereno sena una parola è caduto  riverso.
 E‘ morto duecento metri avanti a me mentre anche io mi incamminavo verso la battaglia. Non ho assistituo ai suoi funerali ma sinceramente come mi è stato evidenziato con gli onori dovuto al suo grado ed alla sua serenità di sacrificio . Sarà stato sepolto in uno die cimiteri vicini. Ed io credo che sia precisamente quello di Pietra Rossa sapendo che dopo la battaglia parecchi ufficialidi quel settore furono colà portati. Ed egli sarà sicuramente là tanto che il suo corpo non è stato deturpato. Per quanto il 90° Reggimento fanteria mi sia vicino non posso avere un conttto molto diretto per ricercare l’Ufficiale depositario. E poi quelle cose care furon prese durate la battaglia e chi lo sa?
Come le riferito io, quale amico e compagno e con il dovere del fratello d’arme continuerò le mie ricerche tenendola informata se esse portano qualche frutto. Speriamo  che qualche cosa cara cara ci riporti ancora da lui e porti a Lei un dolce sollievo. C’eravamo rivisti pochi giorni prima  io lui e Fenici. Ci siamo salutati con una speranza e con un augurio…
Mi creda distitamente
Aspirante Filiberto Teodosi

Le due ultime lettere, una del 5 ed una del 22 ottobre, sono a significare che la famiglia ha cercato di avere notizie di come era avvenuta la morte  e sopratutto chiedeva delle cose personali lasciate dal S. ten Morresi presso i suoi compagni d’arme e conoscenti della famiglia.
L’Album die Ricordi  riporta l’ultima lettera datata 22 ottobre 1917, due giorni prima della offensiva Austriaca che costrinse le truppe italiane a retrocedere dall’Isonzo al Piave. E‘ verosimile che si sia interrotta ogni corrispondenza per la tragicità degli eventi.
L’ultim apagina di questo Album riporta la seguente dicitura
Senigallia 19 agosto 1920
Due date memorabili in questo giorno
Terzo anniversario della morte del nostro adorato figlio, del nostro eroe……
Le Nostre nozze d’argento……     





[1] “La Sentinella” era il giornale di Osimo nella versione di quattro facciate, al pari di tutti i giornli del tempo. Ogni cittadina marchigiana aveva uno o più giornli generalente espressione degli orientamenti politici del tempo ( clericali, socialisti, repubblicani monarchici moderati) e rappresentavano il nerbo della comunicazione del tempo.