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martedì 8 marzo 2016

Conferenza "Peppino Garibaldi la Brigata "Marche" ed il "Col di Lana"






ACCADEMIA DI OPLOLOGIA E MILITARIA
ANCONA
Via Cialdini 26

Comunicato



Nel quadro del programma promosso dal Comune di Ancona volto ad evocare il centenario della Prima Guerra Mondiale si terrà il prossimo

 Domenica 13 marzo 2015  alle ore 18.00
alla Polveriera al Campo degli Ebrei - Cardeto
il secondo degli incontri del ciclo 2016 proposto ed organizzato dalla
 Accademia di Oplologia e Militaria di Ancona e
dal Club Ufficiali Marchigiani
dal tema:


“Peppino Garibaldi, la Brigata “Marche” ed il Col di Lana”

L’inizio del secondo anno di guerra


Secondo degli incontri, a cadenza mensile, del ciclo di “Ancona e la Grande Guerra introduce il tema del secondo anno di guerra, il 1916.
Si riallaccia alla conferenza  dedicato al movimento volontario nella Grande Guerra in cui si illustrò il movimento volontario che rappresentava una pagina della adesione alla Grande Guerra. Si era parlato delle vicende della Legione Garibaldina nelle Argonne, e del suo rientro in Italia e come fu accolta, ovvero del rapporto che subito si instaurò tra i volontari che avevano combattuto all’estero e le autorità militari italiane. Un rapporto difficile e quanto mai spinoso che fu risolto sostanzialmente con un assorbimento autoritario di ogni forma di volontariato che non si adattasse alle leggi di mobilitazione del Regio Esercito. Espressione di tutto questo fu Peppino Garibaldi capofila di questa situazione, che nella sostanza ebbe un ruolo minore ( semplice comandante di battaglione in una brigata su un fronte secondario); un ruolo che ebbe il suo fondamento sul versante della propaganda e per il morale.

Il fallimento della azione della 4a Armata sul fronte dolomitico, che non riusci, nonostante la superiorità materiale in uomini e mezzi a sfondare le difese austriache e raggiungere la valle Pusteria e l’obbiettivo di Linz, portò una ventata di scoraggiamento tra le fila italiane. Dopo due mesi di guerra, le posizioni erano quelle iniziali e il Gen. Cadorna mostro il suo disappunto sollevando dagli incarichi il Comandante di Armata, i due Comandanti di Corpo d’Armata e sei tra Comandanti di Divisione e Brigata, tra cui il Comandate della Brigata Marche ed il Comandante della Brigata Ancona. Peppino Garibaldi ed i suoi fu chiamato nelle fila della Briga Alpi, erede dei “Cacciatori delle Alpi” risorgimentali oltre che per partecipare ai combattimenti anche per  sollevare in senso patriottico il morale dei combattenti.

Non fu una azione efficace, data la durezza della guerra che si stava combattendo tra le crode ed i passi dolomitici, in cui l’entusiasmo e l’aggregazione patriottica hanno scarsa presa, come attesta le vicende della 10a Divisione, in cui erano inquadrate le Brigate “Marche” ed “Ancona” con episodi di violazione del regolamento di disciplina e del Codice Militare di Guerra molto gravi.

Per poter uscire da questa situazione resasi difficile, nei primi mesi del 1916, sul fronte dolomitico si introdusse, e se ne fece cenno il 31 ottobre scorso in un’altra conferenza organizzata da Giuliano Evangelisti, la guerra di mine. Un tipo di guerra nuovo, oneroso, che si sperava fosse risolutivo e che alla prova dei fatti fu fallimentare. Oltre alle mine di Cengia Martini e delle Tofane, l’episodio più noto di questo tipo di guerra fu quello del Col di Lana, che coinvolse varie brigate, tra cui la “Alpi”. L’obiettivo tattico che si voleva conseguire, ovvero il superamento degli sbarramenti alla testa della Valparola per procedere verso ovest, nonostante il brillamento della mina, e la conquista del Col di Lana, non fu raggiunto. Con questo tipo di guerra si violavano vari principi della “guerra”, tra cui il “principio della massa”, il “principio della sorpresa” oltre alla mancato coordinamento degli sforzi conseguenti. Violare i principi significa non conseguire i risultati, come puntualmente accade in quella primavera del 1916 sul fronte dolomitico.



Molti anconetani e marchigiani furono coinvolti in queste operazioni, sia nelle Brigate che portavano nome marchigiani, come la “Marche” e l’Ancona”, ma anche altre brigate “Torino”, “Calabria”, “Reggio”, la stessa “Alpi”. Uomini della nostra terra che in questo incontro ricordiamo per il loro sacrificio ed il loro valore.

La conferenza, anche utilizzando materiale inedito riguardante la Brigata “Alpi” ed “Ancona” si prefigge anche lo scopo di ricercare e raccogliere notizie documenti ed informazioni ulteiori in relazione al volume che si sta preparando dal titolo “Le Marche e la Prima Guerra Mondiale. Il 1916. Il secondo anno di guerra.”

L’incontro sarà preceduto da una nota introduttiva del Presidente della Accademia di Oplologia e Militaria Massimo Ossidi, che porgerà il rituale saluto ai convenuti con gli aggiornamenti relativi allo svolgersi delle iniziative avviate dall’Accademia in merito alla Grande Guerra. Un saluto sarà portato da un rappresentante del CLUB UFFICIALI MARCHIGIANI, la cui attività del Comitato Scientifico sostiene i temi di ricerca di questa conferenza.

Il naturale dibattito con i Soci, gli amici e con quanti vorranno intervenire concluderà primo incontro.

Il testo di questo comunicato è su
 www.ancona.lastoria.blogspot.com



domenica 6 marzo 2016

Lo scautismo in Italia: Le Fonti

Benedetta Nicolussi Toniella

Le informazioni riguardanti lo Scoutismo italiano, durante il primo conflitto mondiale, sono difficili da trovare, specialmente nei libri, i quali non dedicano lo spazio e l'approfondimento necessario a questo tema.
I dati si possono ricavare essenzialmente dalle riviste ufficiali o presso gli Archivi di Stato delle maggiori città italiane. Non è possibile, neanche, la consultazioni di Archivi riguardanti le attività del corpo nazionale poiché sono andati perduti già durante gli anni della guerra.
Principali fonti sono le riviste. Prima fra tutte “Sii Preparato”, mensile ufficiale del Corpo Nazionale cominciato a pubblicare dal novembre 1914; il mensile “Il Bollettino Ufficiale” , edito dal 1916, specifico per i Capi e i Comitati Patrocinatori. La rivista conteneva foto, descrizioni delle attività delle varie sezioni e l'elenco di tutte le sezioni attive o in fase di attivazione, elemento importante per comprendere la diffusione territoriale del CNGEI.
Altro materiale è possibile reperirlo nelle pubblicazioni delle sezioni regionali, che riportano dati e informazioni locali: il più rappresentativo è quello della sezione Torino “L'Esploratore”, edito dal 1915.

Fonte importante per ricostruire la vita, le attività e lo spirito dei ragazzi delle sezioni, è una categoria documentaria spesso ignorata: le cartoline postali. Le cartoline  usate spessissimo all'inizio del 20° secolo, riportano date, racconti di eventi e descrizione dei rapporti istituzionali tra sezioni nazionali e locali. Molto spesso sono accompagnate da illustrazioni di artisti del tempo.
Accanto alle cartoline spiccano i “chiudilettera”, materiale erinnofilo e filatelico. Quest'ultimo riporta date e nomi di località esatte, attestate dai timbri postali militari e dagli annulli ufficiali. Grazie a questo materiale documentario si può riscontrare la veridicità dei nomi dei ragazzi, i rapporti e le attività realmente svolte nei campi.
Anche le riviste nazionali si interessano dello Scoutismo, diventando fonte sia di informazione, ma anche di materiale iconografico notevole. Tra queste ci sono “La Domenica del Corriere”, “La Lettura”, periodico del Corriere della Sera, “Pro Patria” e “La Domenica dei Fanciulli”.  Molti degli articoli presenti nei periodici hanno un puro spirito propagandistico, scritti appunto da commissari Scout; altri, invece, scritti da giornalisti esterni ai movimenti, offrono un punto di vista completamene differente.

Fonti importantissime sono le testimonianze orali, i racconti dei ragazzi Scout, ma anche gli oggetti legati al movimento come le divise, le medaglie, i distintivi, tutti i cimeli che testimoniano l'appartenenza ad una o ad un'altra sezione.
Testi di riferimento per lo studio sullo Scoutismo sono due  lavori di Antonio Viezzoli, uno  in onore e in ricordo del fondatore del CNGEI Carlo Colombo del 1968, l'altro “Dieci lustri di vita del GEI” edito nel 1962, dove la storia del movimento scout viene presentata per temi e personaggi.
Altre pubblicazioni e materiali di studio vengono pubblicate sopratutto negli ultimi anni ad uso della ricerca. Primo il volume di alcune ricerche storiche dell'Associazione di Adulti Scout “Amis des Routiers” di Cuneo. Approfondimenti sull'operato Scout e sui primi anni di vita del CNGEI sono rintracciabili nella pubblicazione di Beatrice Pisa “Crescere per la Patria-I Giovani Esploratori e le Giovani Esploratrici di Carlo Colombo (1912-1927)” (Ed. Unicopli, Milano, 2000), il testo di Fulvio Toseroni “Scautismo e Protezione Civile – storia, metodo, esperienze” (Ed.Fiordaliso, 2012) e “Scautismo in cartolina- Dalle origini agli anni Settanta in Italia e all'estero” a cura di Vittorio Pranzini (Ed.Nuova Fiordaliso, 2003).


Ad uso della ricerca sono i centri di studi e documentazione Scout come il “Centro Studi Scout Elettra e Franco Olivo” di Trieste e il “Centro Studi e Documentazione Scout Mario Mazza” di Genova; le collezioni private di appassionati, studiosi e curiosi della materia, riscontrabili nell'AISF “Associazione Italiana di Scoutfilatelia” e nell'AICoS “Associazioni Italiana Collezionisti Scout”.

venerdì 4 marzo 2016

Ancona In Guerra. 2016 Prima Conferenza

CLUB UFFICIALI MARCHIGIANI

Comunicato

Incontro
“Il Movimento scautistico nelle Marche e la Prima Guerra Mondiale

Paolo Gissi e Massimo Coltrinari


Nel quadro del programma promosso dal Comune di Ancona volto ad evocare il centenario della Prima Guerra Mondiale si terrà il prossimo
 Venerdi 11 luglio 2016 alle ore 18.00
alla Polveriera “Castelfidardo”
Parco del Cardeto
l’incontro di apertura del secondo ciclo di conferenze proposto ed organizzato dal Club Ufficiali Marchigiani
sul tema:


“Il Movimento scautistico nelle Marche e la Prima Guerra Mondiale”

Nel 1914 le classi dirigenti italiane, in prima fila la monarchia, si trovano ad affrontare la possibilità di una insurrezione antimonarchica e antimilitarista che sembrava essere sempre più concreta dopo gli scioperi del giugno e la violenza proletaria della Settimana Rossa. Lo scoppio della Grande Guerra e il possibile coinvolgimento dell'Italia nel conflitto mondiale, viene percepito da monarchia e governo anche come possibile soluzione per il controllo della Nazione, rinviando al futuro la questione sociale alla base del malessere popolare.
L'entrata in guerra, avvenuta poi nel maggio 1915, riporterà tutti gli Italiani, a qualsiasi idea appartenessero, pena l’accusa di disfattismo e antipatriottismo, al servizio della Patria e della Monarchia.
Caduti poi tutti i facili entusiasmi del maggio radioso, fallite le ben quattro offensive contro l’Austria svolte nel secondo semestre del 1915, la stasi operativa invernale servirà per affrontare con maggiore forza il secondo anno di guerra. Un secondo anno di guerra che vide lo svilupparsi di tutte quelle attività che necessitano per creare il cosiddetto “fronte interno”, ovvero quel fronte che doveva sostenere i combattenti in prima linea, mobilitando tutte le risorse della Nazione.

Sotto la guida del Governo, ed in particolare del gen. Alfredo Dallolio, in qualità di Commissario generale per le fabbricazioni di guerra, la produzione industriale nazionale fu in gran parte convertita alle esigenze di guerra, sviluppando azioni volte a consolidare e a rendere efficienti le strutture necessarie a sostenere lo sforzo bellico.

In questo contesto, nel solco dell’esempio anglosassone, si utilizzò anche il movimento scout, ovvero si cercò di mobilitare ai fini del fronte interno, anche gli adolescenti, nel loro momento educativo, in sinergia con altre organizzazioni come la Croce Rossa, in servizi di assistenza nei centri di ristoro per militari feriti, quali portaordini, staffette, ecc. e, durante le vacanze estive, in servizi di sicurezza e vigilanza del territorio nazionale, giungendo anche a dare preparazione militare ai più vicini all'età di leva per un più rapido utilizzo in caso di chiamata alle armi.

Anche nelle Marche, come nelle altre regioni italiane, il neonato movimento scout fu coinvolto nella architettura del forte Interno.

La conferenza vuole portare alla attenzione della cittadinanza la nascita del movimento scout italiano, avvenuta negli anni immediatamente precedenti il conflitto mondiale, nelle sue varie accezioni laiche e confessionali, e di come abbia partecipato alle attività del “fronte interno”.

La conferenza sarà anche occasione per esporre lo stato della ricerca dei primi anni di scautismo nelle Marche e invitare gli scout marchigiani a cercare altri documenti, foto, testimonianze da mettere in comune ed approfondire la conoscenza di questa storia particolare nelle Marche.

Il testo di questo comunicato è su
 www.ancona.lastoria.blogspot.com


mercoledì 2 marzo 2016

DAL PASSATO AL FUTURO 100 ANNI DI SCOUTISMO A MACERATA

Il Programma Celebrativo

"Duc in altum"! 
Non abbiate paura di avanzare con fantasia, sapienza e coraggio sulle strade dell’educazione delle giovani generazioni. Il futuro del mondo e della Chiesa dipende anche dalla vostra passione educativa. 
 Discorso di Giovanni Paolo II (
 Incontro con i giovani dell'AGESCI e del MASCI Sabato, 23 ottobre 2004)

 Carissimi fratelli e sorelle Scout, ci piacerebbe pensare ad un 2016 speciale, ricco di incontri ed iniziative, che grazie all'impegno di tutti noi renderà lo scoutismo un protagonista della storia di Macerata. Uno sguardo al passato per intraprendere insieme la sfida educativa del futuro. Lo spirito scout ci tiene uniti e ci dà la carica per vivere insieme questa nuova avventura. Le occasioni di incontro e di confronto non mancheranno e riteniamo importante la tua presenza. In attesa di vederci il 22 Marzo 2016, ricorrenza della fondazione dello scoutismo cattolico, Ti ringraziamo e Ti auguriamo Buona Strada…

 Il Comitato 100 anni di Scoutismo Cattolico a Macerata

EVENTI IN PROGRAMMA
 MARTEDI 22 MARZO 2016, ORE 19.00 Messa presieduta dal Vescovo S.E. Nazareno Marconi e dagli assistenti ecclesiastici scout presso il Duomo di Macerata. Rinnovo della Promessa. Seguirà rinfresco presso l’Ostello Ricci.

VENERDI 20 MAGGIO 2016, ORE 21.00 Convegno sulla Pedagogia scout.

SABATO 4 E DOMENICA 5 GIUGNO 2016 Incontro fraterno dei vecchi e nuovi scout presso l'Istituto Salesiano S. Giuseppe. La Domenica inizierà con la Messa e l'alzabandiera, seguiranno il pranzo e l’incontro sulla storia dello scoutismo a Macerata.

 SABATO 15 OTTOBRE 2016, ORE 21.00 Cerchio di “Famiglia Felice” danze e canti scout in Piazza della Libertà.

DA SABATO 15 A DOMENICA 30 OTTOBRE 2016 Mostra fotografica e filatelica presso gli Antichi Forni. Nella giornata di Sabato 15 Ottobre dalle ore 11.00 alle 12.30 annullo postale.

DOMENICA 23 OTTOBRE 2016, ORE 21.00 Convegno Fede presso La Domus San Giuliano.

 Per informazioni rivolgersi al numero: 377-1634687

COMITATO CENTO ANNI Per comunicazioni ed invio di foto e materiali e-mail: centenarioscoutmc@gmail.com Facebook: DAL PASSATO AL FUTURO: 100 ANNI DI SCOUTISMO A MACERATA 

lunedì 29 febbraio 2016

Ricerca Il Movimento Scout nelle Marche Durante la Seconda Guerra Mondiale

La Tribuna illustrata. Anno XXV - N. 12, 26 marzo - 1° aprile 1917 Fonte: https://www.maremagnum.com/libri-antichi/la-tribuna-illustrata-anno-xxv-n-12-26-marzo-1- aprile-1917/99784157 A
 • Libreria: Libreria Antiquaria Mazzei •
 Valutazione libreria:
• Anno pubblicazione: 1917
• Soggetti: I guerra mondiale
 • Luogo di pubblicazione: Roma
• Catalogo: INTERNET Note Bibliografiche
In - folio, pp. 16 (da pag. 177 a 192),
 con due illustrazioni a colori a piena pagina, una in prima e una in sedicesima pagina, raffiguranti “Bagdad espugnata. Brillantissima è stata la vittoria che gli inglesi hanno riportato in Mesopotamia conquistando Bagdad. Fra i tanti episodi di questa azione - importantissima non soltanto per le vicende dell'Estremo Oriente, ma anche per l'influenza che potrà avere sull'andamento di tutta la guerra - uno dei più notevoli è quello che si svolse poche ore prima della conquista della città, quando le truppe anglo - indiane, valicato il fiume Diala, con magnifico slancio, fra impetuosissimi turbini di sabbia, avanzarono verso la città premendo irresistibilmente sul nemico e obbligandolo così a sgombrare Bagdad che i nostri alleati occupavano di buon'ora, al mattino seguente” (in prima pagina) e “Alle fiorenti speranze della Patria. Nel Parco dei Daini, a Villa Umberto, si è recentemente svolta, dinnanzi alle Autorità di Roma, la cerimonia del giuramento e la premiazione dei Giovani Esploratori. Primo ad essere premiato con la medaglia al merito per essere stato lungo tempo in zona di guerra, il Principe Ereditario, ha quindi, a sua volta, consegnata la medaglia a parecchi animosi giovanetti. Si è preceduto poi alla distribuzione di una fascetta autorizzata dal Ministero della Guerra per coloro che appartennero alle colonne mobilitate di Porretta, di Grottaglie e costiere,  colonne che hanno reso segnalati servigi alla Patria”

domenica 28 febbraio 2016

RicercaLo Scautismo nelle Marche durante la Grande Guerra

Siamo ex scout di Ancona e stiamo facendo una ricerca storica per ricostruire i primi anni dello scautismo nella nostra regione Marche che al pari di altre regioni ha visto la nascita di gruppi e sezioni tra 1915-1916.
Le notizie riscontrate che abbiamo riguardano la città di Fermo, dove una sezione del GEI viene attivata presso la società sportiva "Victoria" con delibera dell'aprile del 1915, e la città di Ancona dove una sezione CNGEI risulta essere stata costituita il 21 maggio 1916 (vedi allegato).
Altre tracce di attività scout le abbiamo trovate in un elenco di esploratori partecipanti alle Colonne mobilitate nel 1916 come servizi ausiliari dell'esercito per la difesa del fronte interno, in particolare:

Sezione di Ancona
Predieri Guglielmo
Sezione di Ascoli Piceno
Ercolani Ercolano
Ripanucci Giuseppe
Stipa Giuseppe
Camerinesi Giuseppe
De Angelis Piero
Stipa Lucio
Cosmi Orlando
Sottosezione di Fabriano
Giannantoni Ottorino
Moreo Alfredo
Bargilli Gino
Bargilli Carlo
Scapeccia Marino
Sottosezione di Urbino
Sanelli Arturo
De Mari Giuseppe

E' possibile trovare nei documenti conservati presso il Centro Studi conferma di queste Sezioni e Sottosezioni con date di costituzione, foto e quant'altro?
Grazie in anticipo per la collaborazione, in attesa di un vostro riscontro invio cordiali saluti.

Paolo Gissi
via Vito Volterra, 20
60123 - Ancona
tel: 071 36581
cell: 338 5709476

venerdì 12 febbraio 2016

Ricerca Movimento Scout nelle Marche

Si cercano notizie su questo bombardamento aereo? 
Si presume che il ragazzino undicenne sia il nostro esploratore Gasperini Antonio.
  1. Bombe su Ancona
L’anno seguente non fu meno cruento, soprattutto per Ancona. Il 17 gennaio e il 3 aprile il capoluogo di regione fu ancora sotto attacco. In questa seconda occasione il porto dorico venne assalito alle 15. 30 da cinque idrovolanti appoggiati al largo da due siluranti. La difesa fu stavolta molto tempestiva ed efficace: tre aerei furono abbattuti. La reazione delle batterie antiaeree di un treno armato e di quattro velivoli italiani ottenne un eccellente risultato. Un idrovolante austriaco, caduto in mare, fu infatti catturato; un secondo s’incendiò in acqua; il terzo affondò mentre trasferito nel porto. I due idrovolanti superstiti si ritirarono. Il bilancio delle vittime si contò in tre morti e dodici feriti non gravi, tra cui un ragazzino di 11 anni e un facchino di 61. Rimasero sotto le bombe due giovani e una povera vecchietta inferma, morta per il crollo della sua catapecchia.

 CHi avesse notizie è pregato di contattarmi

Massimo Coltrinari
(coltrinari2011@libero.it)

venerdì 5 febbraio 2016

Segna la Data. Lo Scautismo nelle Marche e la Grande Guerra

La Prima conferenza dedicata alla ricerca
 "Lo Scautismo nelle Marche e la Prima Guerra Mondiale"
 si terrà, 
nell'ambito del ciclo di Conferenze "Ancona in Guerra" 

VENERDI 11 MARZO 2015 ORE 18 
 ALLA POLVERIERA DEL CARDETO  VILLAREY - ANCONA 

Saranno presentate i risultati delle ricerche svolte nel 2015

informazioni
 massimo.coltrinari@libero.it

martedì 26 gennaio 2016

Il Movimento scautistico e la grande guerra.

Una nota di Paolo Gissi

Il libro che parla del contributo di Ugo Perucci (Gran Falco) alla nascita dello scautismo Italiano è:
ALLE ORIGINI DEL MOVIMENTO SCOUT IN ITALIA
Contributo per una storia esatta ed equa dello Scautismo italiano 

Scritto da Renato Lambertucci, casa editrice "La corda", via Caselle, 4 - Torino, stampato il 1° dicembre 1953 nello stabilimento Voce Adriatica di Ancona.
I nomi dei Giovani Esploratori impegnati nelle colonne mobilitate del 1916 in servizi ausiliari della difesa del fronte interno sono:

Sezione di Ancona
Predieri Guglielmo
Sezione di Ascoli Piceno
Ercolani Ercolano
Ripanucci Giuseppe
Stipa Giuseppe
Camerinesi Giuseppe
De Angelis Piero
Stipa Lucio
Cosmi Orlando
Sottosezione di Fabriano
Giannantoni Ottorino
Moreo Alfredo
Bargilli Gino
Bargilli Carlo
Scapeccia Marino
Sottosezione di Urbino
Sanelli Arturo
De Mari Giuseppe
L'elenco credo sia incompleto ma questi sono i nomi riportati nel catalogo della Mostra di Venezia e da qui direi di partire segnalando i  nomi alle singole "Zone" invitandole alla ricerca di eventuali nipoti che possano darci informazioni sui nonni.
Direi quindi... buona caccia!!!
A presto
--
Paolo Gissi


L'INVITO E' ESTESO A TUTI GLI SCOUT O SIMPATIZZANTI: CHI AVESSE NOTIZIE O INFORMAZIONI IN MERITO ALLA NOTA PRECEDENTE E' PREGATO DI CONTATTARE IL SOTTOSCRITTO

MASSIMO COLTRINARI
(massimo.coltrinari@libero.it)

lunedì 25 gennaio 2016

Ricerca : Lo Scautismo nelle Marche durante la Prima Guerra Mondiale

Si riporta, come materiali che potrebbero essere utili alla ricerca quanto trovato sulla rete in merito alla  nascita e primi anni del movimento scout in Italia


Da Internet

Le origini del Movimento scout

Il primo esperimento italiano di scautismo fu fatto nella primavera del 1910 per opera di sir Francis Vane, baronetto di Hutton. Si tenne a Bagni di Lucca. Il 12 luglio 1910, con l'aiuto di un maestro locale, Remo Molinari, il baronetto fondò ufficialmente un primo reparto di scout col nome di «Ragazzi Esploratori» (noti su molta carta stampata come Boy Knight, Ragazzi Patrioti, Piccoli Esploratori della Pace, Giovani Esploratori, Piccoli Cavalieri del Mondo), da cui presero origine i «Ragazzi Esploratori Italiani» (REI), sezione italiana degli inglesi British Boy Scouts. Il 6 novembre 1910 il reparto fu presentato a re Vittorio Emanuele III, che villeggiava nella vicina tenuta di San Rossore.
Vane, convinto pacifista, era uscito qualche tempo prima per dissidi dall'associazione scout di Robert Baden-Powell (la Boy Scout Association), che considerava all'epoca troppo legata all'ambiente militare, e nel dicembre 1909 aveva accettato la carica onoraria di presidente dei British Boy Scouts e delle British Girl Scouts; nel febbraio 1910 aveva creato una solida alleanza con la Boys Life Brigade, sotto il nome di National Peace Scouts. Fu a questo punto che il Vane venne in Italia, aprendo appunto il primo reparto di cui si è detto. Le due organizzazioni dissidenti vissero un paio di anni di forte crescita, per poi essere nuovamente eclissate dall'associazione di Baden-Powell.
A Genova un giovane maestro, Mario Mazza, aveva in precedenza (nel 1905) fondato una piccola associazione giovanile chiamata «Juventus juvat», composta da altri quattro giovani universitari che si dedicavano all'educazione di un gruppo di ragazzi denominato «Gioiosa». Alla notizia delle iniziative scout di Vane, Mazza gli scrisse una lettera di adesione. Quegli gli rispose di prendere contatto con il suo connazionale, il dottor James Richardson Spensley.
Spensley, medico di varie società inglesi di navigazione e popolare sportivo, fu uno dei principali promotori del gioco del calcio in Italia, entrando nel 1896 nel Genoa Cricket and Athletic Club. Nell'estate del 1910, in Inghilterra, aveva conosciuto Baden-Powell, che gli aveva donato una copia autografata del libro Scouting for Boys. Tornato a Genova, Spensley aveva iniziato a pensare al modo di introdurre lo scautismo in Italia e, venuto a conoscenza della prima iniziativa di sir Francis Vane, con cui era in contatto, lo invitò a Genova per tenere una conferenza sullo scautismo.
Il 13 novembre 1910 Vane tenne la conferenza sullo scautismo nella città ligure. Dopo la conferenza di Vane, si costituì, per iniziativa di Spensley un comitato per fondare una sezione dei REI. Il consiglio direttivo della sezione di Genova sarà composto, oltre che da Spensley in qualità di commissario, dal colonnello Ottavio Reghini come presidente e da Mario Mazza come segretario.
Il 18 e 19 dicembre dello stesso anno Vane organizzò a Firenze un convegno delle sezioni REI operative nel centro-nord Italia, durante il quale fu ufficialmente fondato il comitato regionale toscano e la struttura operativa dei Ragazzi Esploratori Italiani, che da quel momento assunsero in forma ufficiale questa denominazione; furono inoltre nominati i componenti del «comitato centrale». In quella occasione sir Francis Vane fu confermato «ispettore generale» della REI (figura equivalente a quella di capo scout d'Italia usata oggi); inoltre, l'associazione fu posta sotto l'alto patronato del Re.
La REI, che si diffuse ed ebbe ramificazioni in diverse località e regioni italiane, è pertanto la prima associazione scout italiana. Nel 1911 i REI contavano sezioni in Albinia, Brescia, Bardi, Bagni di Lucca, Firenze, Genova, Gallura, Giarre,Lucca, Messina, Milano, Modena, Molinella, Napoli, Perugia, Pisa, Pavia, Palermo, Pontedera, Roma, Venezia, Viareggio.
Tra il 1911 e il 1912 Mazza lasciò l'associazione per contrasti ideologici sorti con il presidente della sezione genovese, Ottavio Reghini, e riguardanti l'aspetto confessionale.
Mario Mazza ricostituì le sue Gioiose Liguri, questa volta in chiave scout, e successivamente, nel 1915, le denominò RECI(Ragazzi Esploratori Cattolici Italiani). Nonostante il nome, quest'associazione non andò mai oltre i confini della Liguria. Alla piccola RECI, che confluirà in seguito nell'Associazione Scautistica Cattolica Italiana (ASCI), è da attribuire la primogenitura dello scautismo cattolico italiano.
I REI liguri confluirono, in seguito, in buona parte nel CNGEI. Il colonnello Reghini diventò presidente della sezione del CNGEI di Genova. Spensley, in qualità di commissario delegato ligure dei REI, continuò a occuparsi della costituzione delle sezioni di Genova e Savona e inoltre, in più occasioni, collaborò col CNGEI fino allo scoppio della prima guerra mondiale.
Nel febbraio del 1913, Baden-Powell, ritornando dal viaggio di nozze insieme alla giovane moglie Olave, fece scalo a Napoli, per una visita alla città, agli scavi di Pompei e alla Reale Scuola Superiore di Agricoltura di Portici. Alla stazione diPortici ebbe la sorpresa di incontrare gli esploratori nautici della sezione locale dei REI collegata a quella di Napoli, i quali lo condussero a visitare la loro sede nel porto.
Nel luglio del 1913, una pattuglia formata da sette esploratori della REI (o, secondo altri, del CNGEI), condotta da Spensley, partecipò al primo grande raduno scout internazionale che si tenne nel Regno Unito, a Birmingham.
Altra iniziativa, intesa ad attuare e diffondere il movimento scout in Italia, si tenne a Milano nel 1910 a opera di un insegnante, Ugo Perucci. L'organizzazione assunse nel 1915 - dopo varie denominazioni - il nome di ARPI (Associazione dei Ragazzi Pionieri Italiani).
La prima associazione scout in Italia a diffusione nazionale e riconosciuta nacque nel 1912 per opera del dottor Carlo Colombo. Nel gennaio del 1912, Colombo terminò di scrivere lo statuto del suo movimento, diviso in due sezioni, maschile e femminile, che chiamò rispettivamente «Corpo dei giovani esploratori» e «Unione delle giovinette esploratrici», con lo scopo d'essere strumento educativo per tutti i ragazzi e le ragazze italiane. Con un gruppo di giovani della Società Sportiva «Podistica Lazio», Colombo compì un esperimento, avviato il 12 ottobre 1912, ai prati della Farnesina a Roma: fu un gran successo e da quell'iniziativa ebbe origine, all'interno della società, la quarta sezione, dedicata «all'istruzione premilitare, al tiro a segno e agli allievi esploratori». Quando si sentì pronto, Colombo si staccò dalla società sportiva dando vita al «Corpo Nazionale dei Giovani Esploratori d'Italia» (GEDI), ufficialmente fondato a Roma il 30 giugno 1913. Nel Corpo Nazionale confluirono gran parte delle sezioni dei Ragazzi Esploratori Italiani (REI). I giovani esploratori, in omaggio ai primi gruppi scout, usarono il giglio dei REI della sezione ligure, a cui fu aggiunto il cartiglio col motto «Sii preparato».
Nel novembre del 1914 risulta già costituita, a Roma, sempre per cura di Colombo, la sezione femminile che accolse le girl scouts, anche se i primi esperimenti di scautismo femminile furono condotti fin dal 1913. La presidenza della sezione di Roma fu assunta dalla baronessa Ferrero, con al suo fianco Mary Rossi (già collaboratrice in Inghilterra di Lady Baden-Powell) in qualità di capo reparto e commissaria. Nella primavera del 1915 la sezione romana delle esploratici fu sciolta è prontamente ricostituita il 29 giugno 1915, quando si svolse l'assemblea costituente della «nuova» sezione di Roma dellegiovinette esploratrici, che segnò la data ufficiale della nascita dell'Unione Nazionale delle Giovinette Esploratrici Italiane(UNGEI). Assunse la presidenza la principessa Anna Maria Borghese de Ferrari, mentre Mary Rossi fu rieletta commissaria.
Dal 5 maggio 1915 il CNGEI fu posto sotto l'alto patronato del re. Il 21 dicembre 1916, il capo dello Stato, su proposta del ministro della Pubblica Istruzione Pasquale Ruffini, eresse il CNGEI in ente morale con decreto luogotenenziale, a riconoscimento della sua funzione educativa nei confronti della gioventù.
All'inizio gli ambienti e la stampa cattolica di stretta osservanza assunsero toni virulenti contro lo scautismo, avanzando argomenti di natura dottrinale, e in particolare contro lo scautismo femminile che fu definito una «sconvenienza» e una «incredibile audacia»; inoltre molte polemiche furono sollevate dai cattolici circa il legame tra lo scautismo, ed in particolare dal CNGEI, e la massoneria.
Nonostante ciò, dall'entusiasmo di pochi convinti estimatori che riuscirono a smorzare e superare le diffidenze e i toni delle gerarchie cattoliche si pensò di costituire, come si è accennato, un'associazione scout specificatamente cattolica e maggiormente legata alla gerarchia ecclesiastica, essendo le prime organizzazioni scout non confessionali. Quindi dopo il fallimento, nell'aprile 1915, degli accordi raggiunti tra la presidenza del Corpo Nazionale e le organizzazioni cattoliche della «Federazione delle Associazioni Sportive Cattoliche Italiane» (FASCI) e della «Società della Gioventù Cattolica Italiana» (SGCI), che diedero vita alla nascita di alcune sezioni e sottosezioni del CNGEI, come a Fermo, Milano, Roma, Siena eSpoleto, formati esclusivamente da giovani cattolici e che, di fatto, furono le prime unità della nascente associazione scout cattolica, il 16 gennaio del 1916, nasceva l'ASCI (Associazione Scautistica Cattolica Italiana - Esploratori d'Italia) che ebbe ben presto l'approvazione pontificia. Il primo commissario centrale fu il conte Mario di Carpegna, guardia nobile del papa. Uno dei punti fondamentali della nuova associazione scout cattolica fu la catechesi.
Qualche mese più tardi, il 28 maggio 1916, nel Palazzo dei principi Doria a Fassolo (Genova), alla presenza del commissario centrale il conte Mario di Carpegna, avviene la festa del rinnovo della promessa scout delle Gioiose Liguri dei RECI di Mazza che di fatto si unirono all'ASCI, avendo il diritto di mantenere la denominazione di Gioiose.
Alcuni giornali cattolici continueranno a battersi contro lo scautismo indistintamente, con immutato ardore, anche dopo la fondazione dell'ASCI, fino al momento in cui non interverranno i primi documenti pontifici.
Alla fondazione, l'ASCI adottò una bandiera bianca con giglio verde per distinguersi dal CNGEI che aveva bandiera verde con giglio giallo o bianco. Al verde, considerato indizio di influenze massoniche (ma era verde anche la bandiera dello scautismo inglese), l'ASCI volle contrapporre il bianco, colore del papa. Inoltre, l'ASCI adottò il giglio del REI, e quindi del Corpo Nazionale con la sola differenza della scritta, «Estote Parati», nel cartiglio. La sede centrale del CNGEI, dopo sterili polemiche, nell'ottobre del 1917 decise di modificare il proprio giglio.
Nel 1916, nel CNGEI fu costituita la classe speciale degli esploratori marini, fluviali e lacuali, sviluppando le attività già avviate dal 1915, formando dei reparti autonomi e separati da quelli degli esploratori comuni. Il primo convegno a carattere nazionale degli esploratori marini, fluviali e lacuali del CNGEI si svolse nel 1917. Campi marini nazionali si svolsero nel 1918, nel 1919, nel 1920 e nel 1922 a cui seguirono altri incontri nazionali. Importanti furono anche le imprese dei reparti fluviali e lacuali. Tra le specialità degli esploratori marini e fluviali è da ricordare gli «idro-ski», cioè speciali scivolatori sull'acqua, che destarono l'interesse di Baden-Powell. Nell'UNGEI non era previsto la classe marini, infatti le attività marine non erano una caratteristica del reparto ma un'attività.
Nel 1918, il vicepresidente e commissario generale delegato del CNGEI, professor Vittorio Fiorini, nella sua relazione al Convegno nazionale tenutosi a Roma, propose l'istituzione della classe «Seniori», vale a dire gli adulti scout. La proposta di Fiorini, approvata dagli Organi Statutari, ebbe pratica attuazione nel 1919 con l'istituzione degli Esploratori Seniori.
Nel 1920 si tiene il primo Jamboree mondiale, ospitato nell'area espositiva di Olympia, a Londra: presenti anche le delegazioni scout italiane dell'ASCI, composta da diciotto scout guidati da Mario Mazza e da Mario di Carpegna, e del CNGEI, formata da Carlo Ratti e Bruno Cavalieri Ducati. In contemporanea al Jamboree si tenne la prima conferenza internazionale per discutere sulla costituzione di un comitato internazionale permanente. L'ASCI e il CNGEI furono, in seguito alla loro partecipazione, dichiarate e registrate come soci fondatori della conferenza internazionale scout.
Nel luglio 1920, nel St. Hugh's college di Oxford, in Inghilterra, si tenne il primo convegno delle associazioni scout femminili esistenti. Il convegno, che fu considerato la prima Conferenza internazionale dello scautismo femminile, vide la partecipazione dell'Italia con l'UNGEI.
Nel febbraio 1923, in seguito alla Conferenza internazionale scout di Parigi del 1922 che diversificò il movimento maschile e quello femminile, l'UNGEI con l’approvazione del nuovo statuto modifica il proprio nome in UNGVI (Unione Nazionale Giovinette Volontarie Italiane) con una fisionomia propria ed autonoma.
In questi anni si ebbe la prima idea di costituire in Italia una «Federazione» dello scautismo grazie alla piccola associazione dell'ARPI che proporrà al CNGEI ed all'ASCI di gettare le basi per una intesa federativa, ottenendo in cambio un deciso rifiuto.
Probabilmente i tempi non erano ancora maturi, anche perché nuvole minacciose si delineavano all'orizzonte, e tra il 1927e il 1928 il regime fascista sciolse le associazioni scout italiane per far confluire tutti i ragazzi nei Balilla.
Il 14 gennaio 1927, in seguito all'entrata in vigore della «Legge Balilla», il commissariato centrale dell'ASCI informa i dirigenti locali di sciogliere i reparti nei centri inferiori a ventimila abitanti non capoluoghi di provincia, inoltre comunica di applicare sulle bandiere e le fiamme dei reparti rimasti il simbolo del fascio littorio con la scritta ONB (Opera Nazionale Balilla) e di esporre nelle sedi un ritratto di Mussolini. Per di più l'Associazione sarà costretta a cambiare il proprio nome in Giovani Esploratori Cattolici Italiani, mantenendo la sigla ASCI nella sottodenominazione di «Associazione Scolte Cattoliche Italiane».
Il 10 febbraio del 1927 per ordine del segretario generale del Partito Nazionale Fascista, Augusto Turati, l'Unione Nazionale Giovinette Volontarie Italiane fu sciolta. Il 31 marzo del 1927, dopo le prime pressioni della polizia su alcune sezioni, la presidenza generale del Corpo Nazionale, prevenne l'azione del Governo, disponendo la sospensione delle attività di tutte le sezioni e reparti del CNGEI.
Il 4 novembre 1927 anche la sede centrale dell'ARPI è costretta a sciogliere i propri aderenti da ogni vincolo associativo. Il 22 aprile 1928 il commissariato centrale dei Giovani Esploratori Cattolici Italiani emana la circolare di scioglimento di tutti i reparti dell'ASCI in Italia.
Nonostante ciò, alcuni gruppi scout, in varie località d'Italia continuarono a praticare clandestinamente lo scautismo, dando vita alla cosiddetta Giungla silente (il nome dato dal CNGEI e dall'ASCI allora e dall'AGESCI ora al periodo clandestino). Alcuni di questi scout clandestini presero parte alla Resistenza. Il più famoso di questi gruppi fu quello delle Aquile randagie, a Milano. Inoltre, alcuni scout sia dell'ASCI che del CNGEI parteciparono ai tre jamboree del periodo fra lo scioglimento e lo scoppio della seconda guerra mondiale.
Il dopoguerra[modifica | modifica wikitesto]
Alla caduta del regime fascista nel 1943, grazie all'incoraggiamento del Governo provvisorio alleato, le associazioni scout italiane (per prima l’ASCI e il CNGEI, e poi l’UNGEI, ricostituita con la denominazione originaria, tuttavia sostituendo «giovinette» con «giovani») poterono iniziare a riorganizzarsi e riprendere le loro attività, nel 1944 nel Meridione liberato e nel 1945 in tutta Italia. Il 28 dicembre del 1943, nelle Catacombe di Priscilla in Roma, in gran clandestinità, vengono pronunciate le prime promesse delle guide italiane che porteranno alla fondazione del guidismo cattolico: l'AGI(Associazione Guide Italiane).
Il commissariato centrale dell'AGI venne ufficialmente fondato il 13 agosto del 1944. L'8 dicembre 1944 l'AGI fu riconosciuta dalla Santa Sede. Vi fu in quel periodo un ulteriore fallito tentativo di dare vita ad una sola associazione scout italiana; poi finalmente dopo laboriose trattative il 21 novembre 1944 a Roma venne firmato tra le due associazioni, ASCI e CNGEI, l'atto costitutivo della Federazione Esploratori Italiani seguito più tardi il 27 luglio 1945 dal ramo femminile, AGI ed UNGEI, che diedero vita alla Federazione Italiana Guide ed Esploratrici. Le due federazioni furono ufficialmente riconosciute dai movimenti mondiali scout e guide. Nel 1945 nel CNGEI oltre alle tre classi giovanili (lupetti, esploratori e scolte dal 1948 pionieri, corrispondenti all’attuale branca rover) sono previsti i seniori. Anche l'UNGEI nel 1946 prevede, alle tre classi giovanili (primule, esploratrici e scolte), le seniores (o fiamme). Nel 1949 il CNGEI inquadrava i seniores nella quarta classe dell'organizzazione scout. Nel 1951, a Firenze nasce il Gran Clan Nazionale Seniores. Dal 1954 il Gran Clan diviene Clan Nazionale Seniores Scout Italiani.
Nel 1949 nel CNGEI iniziano le attività degli scouts dell'aria a cui seguì l'organizzazione di un primo corso di cultura aeronautica scout, organizzato presso la Scuola di Guerra Aerea di Firenze-Cascine. Alla fine degli anni Sessanta, evidenti difficoltà materiali e logistiche hanno bloccato lo sviluppo e le attività degli scouts dell'aria all'interno del Corpo.
Nell'ottobre del 1952 era ridata vita a Torino all'ARPI, col nome, «più consono ai tempi», di ABSI (Associazione Boy Scout d'Italia), d'ispirazione pluriconfessionale. Verso il 1958 e il 1959, l'associazione cessò le sue attività. Nel 1953, a Lucerna, viene fondato l'Amicizia internazionale degli Adulti Scout e Guide (l'attuale Organizzazione internazionale ISGF) e il Gran Clan Nazionale Seniores del CNGEI fu uno dei membri fondatori.
Nel giugno del 1954 le «Compagnie dei Cavalieri di san Giorgio», quarta branca dell'ASCI nata nel 1944, diventarono autonome fondando il MASCI (Movimento Adulti Scout Cattolici Italiani). Il MASCI si federò con il Clan Nazionale Seniores Scout Italiani nella FIAS (Federazione Italiana Adulti Scout) riconosciuta dall'Amicizia Internazionale Adulti Scout e Guide. Tra la metà degli anni Sessanta e Settanta, lo scautismo italiano visse una profonda crisi, relativa all'applicazione del metodo, conoscendo sconvolgimenti e scissioni, portando, parallelamente allo scautismo ufficiale, al moltiplicarsi di nuove realtà associative. Il 22 giugno del 1965, l'ing. Aldo Marzot, già capo scout del CNGEI e poi fuoriuscitone, fondò a Roma l'Assoraider (Associazione Italiana di Scautismo Raider), d'ispirazione «aperta» (pluriconfessionale), non riconosciuta a livello internazionale.
All'interno all'ASCI come pure nell'AGI si aprì un dibattito teso al rinnovamento. Il dibattito portò a numerose novità nell'ASCI (nuovo sentiero, smitizzazione del capo, istituzione delle comunità capi, passaggio all'uniforme grigia in quanto meno militaristica). Questa evoluzione dell'ASCI non fu indolore. Quello che la maggior parte dell'associazione ritenne un utile progresso causò comunque forti controversie, e molti capi uscirono dall'ASCI. L'AGI, addirittura, arrivò quasi sul punto di abolire l'uniforme. Il 4 maggio 1974 per decisione dei Consigli generali dell'ASCI e dell'AGI, nasceva l'AGESCI(Associazione Guide e Scouts Cattolici Italiani), che tenendo conto delle evoluzioni educative e pedagogiche del tempo, introduceva la coeducazione, la possibilità cioè di educare insieme i ragazzi e le ragazze prevedendo anche attività in comune. Alcuni capi educatori romani dell'ASCI e dell'AGI, contrari all'unificazione dei due rami maschile e femminile, fondarono il 14 aprile del 1976 una seconda associazione scout dichiaratamente cattolica, l'Associazione Italiana Guide e Scouts d'Europa Cattolici appartenente alla Federazione dello Scoutismo Europeo, conosciuti più comunemente come FSE o «Scouts d'Europa». Questa organizzazione, come si evince dal nome, aderì alla UIGSE-FSE (Unione Internazionale delle Guide e Scouts d'Europa - Federazione dello Scoutismo Europeo), struttura internazionale non riconosciuta dai movimenti mondiali scout e guide. La FSE è caratterizzata da un metodo educativo fondato sull'intereducazione. La Conferenza Episcopale Italiana riconobbe quasi immediatamente (1976) l'AGESCI come associazione ecclesiale; la FSE ottenne il medesimo riconoscimento da parte della CEI con decreto del 15 ottobre 1998. Il 26 agosto 2003, inoltre, il Pontificio Consiglio per i Laici concesse il riconoscimento alla UIGSE-FSE, riconoscendo per la prima volta nel mondo un movimento scout cattolico oltre a CICS e CICG.
Con l'approvazione del nuovo statuto, il 26 maggio del 1976, con Decreto del presidente della Repubblica, avviene l'unificazione totale del CNGEI e dell'UNGEI nel «Corpo Nazionale Giovani Esploratori ed Esploratrici Italiani». Il CNGEI si orientò ad una sempre maggior qualificazione in senso laico e pluralista, ed inoltre applicò le seguenti scelte: democrazia partecipativa, coeducazione, scelta adulta e impegno civile. Inoltre, nello stesso anno, per motivi di politica associativa il Clan Nazionale Seniores Scout Italiani confluì nel CNGEI e diede origine alla «Quarta Branca». Nel 1986 si eliminò la dicitura Quarta Branca sostituendola con quella di «Branca Senior». Dal 1992 non esiste più la Branca Senior ma solo i «Senior». Con le riforme statutarie le rispettive associazioni riformarono lo statuto federale nel 1978 alla nuova realtà italiana.
Nel 1986, con lo scioglimento delle strutture federali maschili FEI (Federazione Esploratori Italiani) e femminili FIGE(Federazione Italiana Guide Esploratrici), si diede vita all'attuale FIS (Federazione Italiana dello Scautismo), riconosciuta in Italia come unico membro dell'Organizzazione Mondiale del Movimento Scout (OMMS) e dell'Associazione Mondiale Guide ed Esploratrici (AMGE).
La FSE non fu la sola associazione nata da una scissione. Nello scautismo italiano a partire dalla fine degli anni Settanta continuarono a formarsi ulteriori realtà associative, spesso a carattere locale. Queste derivano in parte da frammentazioni dalle associazioni maggiori, in parte da situazioni contingenti delle realtà locali. Nel 1986 quattro di queste piccole associazioni scout italiane si riunirono su base federativa dando vita alla FederScout, originariamente denominataFederazione Scautistica Italiana e successivamente ribattezzata Federazione del Movimento Scout Italiano; che aderisce alla WFIS World Federation of Independent Scouts, un'organizzazione scout internazionale non riconosciuta dai Movimenti Mondiali dello scautismo e del guidismo. Poiché negli anni settanta la maggior parte delle associazioni scout italiane, con varie modalità, si sono aperte anche alle ragazze, l'espressione boy scout non ha più senso, ed infatti oggi viene usata quasi esclusivamente dalle persone esterne al movimento, spesso in tono ironico. A proposito delle ironie di cui sono «vittime» gli scout, è da ricordare la seguente affermazione attribuita erroneamente a George Bernard Shaw:
« Gli scout sono bambini vestiti da cretini guidati da cretini vestiti da bambini. »
È però un errore solo italiano; infatti la frase originale in lingua inglese è universalmente attribuita a Jack Benny, comico statunitense, e mai accostata al premio Nobel irlandese:
« A scout troop consists of twelve little kids dressed like schmucks following a big schmuck dressed like a kid. »