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martedì 28 marzo 2017

La Brigata “Ancona”: ordinamento ed impiego nel 1915

  
La Brigata “Ancona” era composta dal 69° e 70° Reggimento fanteria, costituiti all’indomani dell’Unità d’Italia il 1 agosto 1862. 
La sede di pace del 69°  e del 70° Reggimento fanteria era Firenze. Con il capoluogo toscano la Brigata ebbe intensi e cordiali rapporti. I distretti di reclutamento erano: Ascoli, Bergamo, Campagna, Catania, Gaeta, orvieto, Torino e Treviso.
La Brigata “Ancona”, lascia a metà di aprile 1915 la sede di Firenze  e si porta  in occupazione avanzata. Allo scoppio delle ostilità è infatti nell’Alto Cadore, (Val Padola-Val Visdende) con elementi avanzati al Passo Monte Croce di Comelico ed ai passi dell’alta Val Padola, alle dipendenze della 10a Divisione, come vedremo più avanti.

I Quadri della Brigata “Ancona” nel 1915 erano i seguenti:
Comandante della Brigata dal 24 maggio 1915 al 20 giugno 1915 era il magg. gen. Meomartini Pasquale, a cui succedette il magg. gen. Ferruccio Mola dal 21 giugno al 9 settembre 1915. Poi assunse il Comando il colonnello Ugo Porta (dal 15 settembre al 14 novembre 1915) a cui succedette il magg. gen. Adolfo Corrado dal 30 novembre al 23 maggio 1916. Come sopra detto, anche per la Brigata “Ancona” si rileva il fenomeno dei brevissimi periodi di comando, segno di su una situazione di comando grave e deficitaria, che si ripercuote anche sui comandi di reggimento e di battaglione, come sotto evidenziato. 
Il Comandante del 69° Reggimento fanteria era, dal 24 maggio al 14 settembre 1915 il colonnello Teodoro Ferrari di Orsara e di Castelnuovo Bormida , a cui seguì dal 16 settembre 1915 al 3 giugno 1916 il tenente colonnello Giulio Rigobello, mentre al comando del 52° Reggimento fanteria dal 24 maggio al 24 agosto 1915 vi era il colonnello Pilade Guadagni, che lasciò il comando, dal 24 agosto 1915 all’1 maggio 1916.

Di seguito i comandanti di battaglione:
69° Reggimento Fanteria:
I   Battaglione
. Pandolifini Adolfo, maggiore, dal 24 maggio al 26 agosto 1915
. Valentini Alberto,  capitano,  dal 27 agosto al 22 ottobre 1915,
. Gardini Romano, maggiore,  dal 23 ottobre al 8 novembre 1915,

II  Battaglione
. Buonajuti Dante, tenente colonnello, dal 24 maggio al 18 luglio 1915,  Caduto sul
  campo
. Rognoni Giuseppe, maggiore, dal 15 settembre al 7 novembre 1915, ferito.

III Battaglione
. Silvatici Luigi, maggiore, dal 24 maggio 1915 al 12 gennaio 1916,

Il IV Battaglione si costituì nel 1917

70° Reggimento Fanteria:
I   Battaglione
. Chessa Luigi, maggiore, dal 24 maggio al 6 settembre 1915, Caduto  sul campo
.  Pozzolini Vincenzo, maggiore,  da settembre 1915 a dic. 1915, ferito
.  Nati Francesco, capitano, da dicembre 1915 a gennaio 1916, ferito

II  Battaglione
. De Luigi Amedeo, tenente colonnello, dal 24 maggio al settembre 1915
. Savi Giuseppe, maggiore, da ottobre 1915 al dicembre 1915

III Battaglione
. Fabbri Luigi, maggiore, dal 24 maggio al dicembre 1915,

Gli Ufficiali Caduti sono:

69° Reggimento fanteria
. Tenente Colonello Buonajut Carlo, da Firenze, Cima Frugoni il 18 luglio 1915
. Capitano Grandi Angelo. Da Milano, Monte Croce di Comelico, il 4 agosto 1915
. S. Tenente Barzi Augusto, da Santa Croce sull’Arno, Monte Seikoff, il 6 settembre
  1915
. S. Tenente Cauti Enrico, da Roma, sul Peuma, il 16 dicembre 1915
. S. Tenente Eboli Vincenzo, da Sanza, sul Peuma, il 10 novembre 1915
. S. Tenente Lorenzi Ugo, da Firenze, Monte Seikoff, il 6 settembre 1915
. S. Tenente Rolando Michele, da Roletto, sul Peuma, il 15 dicembre 1915
. S. Tenente Sacco Amedeo, da Palermo, Cima Frugoni, il 18 luglio 1915
. S. Tenente Trerè Ernesto, da Faenza, Monte Seikoff, il 18 settembre 1915
. S. Tenente Vestri Aurelio, da Lamporecchio, Oslavia, il 12 novembre 1915
. Aspirante Perrucchio Pietro, da Castronno, Oslavia, il 12 novembre 1915
Per malattia
. Tenente Cecchi Lionello, da Carmignano, Lazzaretto Dolegno, il 9 novembre 1915

70° Reggimento fanteria  
. Maggiore Chessa Luca, da Thiesi, Burgesthal, il 6 settembre 1915
. Maggiore Pozzolini Vincenzo, da Milano, Ospedale Militare di Milano, il
  29 dicembre 1915
. Capitano, Bertini Ugo, da Firenze, Oslavia, il 30 novembre 1915
. Capitano Cernoneschi Italo, da Casale Monferrato, Osp.d.C.,125 il 15 novembre
  1915
. Capitano Cotta Ramisino Mario, da Parma, Oslavia, il 10 novembre 1915
. Capitano De Martino Arturo, da Vico Equenze, Oslavia, il 14 novembre 1915
. Capitano Durante Catello, da Castellamare, san Floriano, il 13 novembre 1915
. Capitano Lang Arturo, da Livorno, Oslavia, l’11 novembre 1915
. Capitano Scapecci Guido, da Bucine, Quota 165 Oslavia, il 12 novembre 1915 
. Tenente Alessandrini Alberto, da Saluzzo, Oslavia, il 12 novembre 1915
. S. Tenente Agressia Antonio, da San Giorgio Lucano, Oslavia, 12 novembre 1915
. S. Tenente Alberti Giovanni, da Bieda, Oslavia, il 10 novembre 1915
. S. Tenente Borgi Cesare, da Firenze, Oslavia, il 10 novembre 1915
. S. Tenente Chieli Ferruccio, da Arezzo, Burghestal, il 6 novembre 1915, disperso
. S. Tenente Cosmano Ottorino, da Pianosa, 11a Sezione Sanità, il 15 novembre
      1915
. S. Tenente Delavigne Gastone, da Livorno, Oslavia, il 10 novembre 1915
. S. Tenente Distolfo Giovanni, da Noicattaro, Osp.d.c. 14, il 30 novembre 1915
. S. Tenente Galli Piero, da Casellina e Torri, Oslavia, il 9 novembre 1915, disperso
. S. Tenente Gardin Pompeo, da Conegliano, Oslavia, il 23 novembre 1915
. S. Tenente Lori Luigi, da Firenze, Osp.d.c., 219, il 5 dicembre 1915
. S. Tenente Mezzasalma Salvatore, da Ragusa, Oslavia, il 21 novembre 1915
. S. Tenente Ponticelli Sante, da Stia, Oslavia, il 26 novembre 1915
. S. Tenente Roselli Guido, da Firenze, Burgestal, il 6 novembre 1915
. S. Tenente Sandrelli Giuseppe, da Arezzo, Oslavia, il 10 novembre 1915
. S. Tenente Santini Ferrucci, Casellina e Torri, Oslavia, il 12 novembre 1915
. S. Tenente Tamagnone Pietro, da Milano, Quota 165, Oslavia, il 1 dicembre 1915
. S. Tenente Tarquini Michele, da Velletri, Oslavia, il 12 dicembre 1915
. S. Tenente Tigri Guido, da Verona, Seikoff, il 4 agosto 1915
. S. Tenente Arrighi Eugenio, da Firenze, Osp.d.c. il 14 novembre 1915
. S. Tenente Bonanni Alberto, da Firenze, Oslavia, il 10 novembre 1915

Il quadro generale delle perdite della Brigata “Ancona”, in relazione alle tabelle organiche, impiegata pesantemente dal 24 maggio al 31 dicembre 1915 per ben sei mesi e 23 giorni in linea, con solo 15 giorni di riposo nel settore di Val Visdende ( alto Piave) , Monte Croce di Comelico, dal 24 maggio al 31 luglio  e poi  a Beim, Feichten, M. Seikoff, Padola  dal 1 agosto al 22 ottobre indi sull’Isonzo, Pri Fabrisu, Oslavia, Peuma dal 7 novembre  al 31 dicembre 1915, [1] è il seguente:

il  69° Reggimento fanteria,  ebbe 11 Ufficiali, e 234 uomini di truppa Caduti; 24 Ufficiali e 1227 uomini di truppa Feriti; 3 Ufficiali e 165 uomini di truppa Dispersi, per un totale di  245 Caduti, 2151 Feriti, 168 Dispersi.

il  70° Reggimento fanteria, ebbe  29 Ufficiali e  203 uomini di truppa Caduti; 43 Ufficiali e 1471 uomini di truppa Feriti; 2 Ufficiali e 646 uomini di truppa Dispersi per un totale di 232 Caduti, 1514 Feriti, 648 Dispersi.

In totale la Brigata “Ancona” nei primi sei mesi di guerra ebbe  40 Ufficiali, 437 uomini di truppa Caduti;  67 Ufficiale e 2698 uomini di truppa Feriti e 5 Ufficiali e 811 uomini di truppa Dispersi, per un totale di perdite d 477 Caduti, 2359 Feriti, e 814 Dispersi, ovvero  3650 uomini persi, pari ad oltre 85% della forza organica, ovvero nei primi sei mesi di guerra la Brigata “Ancona” perse la quasi totalità degli uomini con cui era partita dalla sede di pace nel maggio 1915.

 Nel 1915 la Brigata “Ancona” non ebbe riconoscimenti alle bandiere, ne fu mai citata sul Bollettino del Comando Supremo.




[1] Dal 23 al 27 ottobre 1915 è stanziata a San Giovanni di Manzano  e dal 28 ottobre al 6 novembre tra Villanova sull’Judrio, Subita, Medana, Pradis, Valisella fu impiegata in linea, come detto, per 6 mesi e 23 giorni, mentre solo per 10 giorni fu tenuta a riposo durante il trasferimento dal fronte dolomitico a quello isontino, durante i primi sei mesi di guerra.

lunedì 27 marzo 2017

Brigata "Marche" nella Grande Guerra. I Quadri.


I Quadri della Brigata “Marche” nel 1915 erano i seguenti:

Comandante della Brigata dal 24 maggio 1915 al 26 ottobre 1915 era il magg. gen. Augusto Fabbri, a cui succedette il magg. gen. Giulio Amadei dal 18 ottobre al 26 novembre 1915. Il col. Annibale Roffi, dal 24 al 30 novembre, ferito, e il magg. gen. Arturo Cittadini, dal 1 dicembre 1915 al 22 marzo 1916. In pratica in sei mesi di guerra la Brigata cambiò quattro comandanti, segno di una situazione tesa e difficile.

Il Comandante del 55° Reggimento fanteria era, dal 24 maggio al 13 agosto 1915 il colonnello Cesare Parigi, a cui seguì dal 7 settembre  1915 al’11 dicembre 1915 il colonnello Casimiro Alfredo Boselli, sostituito dal colonnello Ernesto Piano che perirà l’8 giugno 1916 per il siluramento del piroscafo che riportava il reggimento in Patria dall’Albania.
Al comando del 56° Reggimento fanteria dal 24 maggio al 9 agosto 1915 vi era il tenente colonnello Ermnegildo Padovin, che lasciò il comando al colonnello Guadagnin, che lo tenne dall’ 11 agosto 1915 al 23 dicembre 1915, passandolo al colonnello Vincenzo Pozzi (25 dicembre 1915 – 31 maggio 1917).

Di seguito i comandanti di battaglione:
55° Reggimento Fanteria:

I   Battaglione
. Curti Alessandro, tenente colonnello, dal 24 maggio 1915 al 2 febbraio 1915

II  Battaglione
. Bernardini Silvio, tenente colonnello, dal 24 maggio a ottobre 1915,
. Belmonte Giuseppe, maggiore, dal 7 ottobre al 2 novembre 1915, Caduto sul campo

III Battaglione
. Bosi Angelo, maggiore, dal 24 maggio al 17 luglio 1915, Caduto sul campo
. Folicardi Giulio, maggiore, dal 24 luglio  a ottobre 1915,
. Villa Pompeo, maggiore, dal 21 ottobre 1915  a nov. Novembre 1915.
. Rimini Attilio, tenente colonnello, dal 5  al 28 novembre 1915
. Saibante Egidio, tenente colonnello, dal 20 dicembre 1915 al 23 dicembre  1916

Il IV Battaglione sarà creato solo nel 1917.

56° Reggimento fanteria:
I   Battaglione
. Pugnetti Alessandro , maggiore, dal 24 maggio al 1 novembre 1915
. Fenech Giovanni, maggiore,  da 2 novembre 1915 al 6 giugno 1917

II  Battaglione
. Martinotti Luigi, maggiore, dal 24 maggio al 25 luglio 1915, Caduto  sul campo
. Resio Achille, maggiore, dal 16 luglio 1915 al 29 settembre 1915
. Carezzano Giuseppe, maggiore, da 30 settembre 1915 al 25 ottobre 1915

III Battaglione
. Padovin Ermenegildo, maggiore, dal 24 maggio al settembre 1915,
. Fasella Fabio, maggiore, dal 21 ottobre 1915 al 2 novembre 1915,
. Traversi Giacomo, capitano, dal 7 novembre 1915 al 16 dicembre 1915,
. Carnevali Camillo, maggiore, dal 17 dicembre 1915 al 19 marzo 1915

Gli Ufficiali Caduti sono:
55° Reggimento Fanteria
. Maggiore Belmonte Giuseppe, da Ajello, Monte Sabotino il 2  novembre 1915
. Maggiore Bosi Angelo, da Ravenna, Monte Piana , il 17 luglio  1915
. Capitano Boch Achille, da Venezia, Monte Sabotino il 16 novembre 1915
. Capitano Cargnello Vittorio, da Castelfranco Veneto, Osp. D.C. il 23 novembre
  1915
. Capitano Cavagnin Edoardo, da Venezia, Monmte Sabotino, il 1 novembre 1915
. Capitano Gregori Guglielmo da San Remo, Monte Piana il 17 luglio 1915
. S.Tenente Brevedan Erminio, da Treviso, Monte Piana il 20 Luglio 1915
. S.Tenente Cavallero Emo, da Treviso, Monte Piana il 20 luglio 1915
. S.Tenente Falcino Ermanno, da Vigevano, Monte Sabotino, il 28 novembre 1915
. S.Tenente Jodice Marino, da Torino, Monte Piana il 20 luglio 1915
. S.Tenente Margary Armando, da Andorno, Monte Sabotino il 1 novembre 1915
. S.Tenente Talamo Ugo, da Napoli, Monte Sabotino, l’11 novembre 1915
. S.Tenente Zardo Giuseppe, da Crespano Veneto, Monte Sabotino l’11 novembre
  1915
. S.Tenente  Gai Italo, da Torino, Ops. D.C. 230, il 15 novembre 1915  per malattia
56° Reggimento Fanteria
. Tenente Colonello Pugnetti Alessandro, da Udine, Monte Sabotino,  il 1 novem-
  bre 1915
. Maggiore Fasella Paolo, da Genova, Monte Sabotino,  il 12 novembre 1915
. Capitano Belardinelli Enrico, da Livorno, Monte Sabotino, il 2  novembre 1915
. Capitano Cuniberti Biagio, da Vicoforte, in prigionia il 19 agosto 1915
. Capitano Dolfi Lorenzo, Valle Boden il 25 agosto 1915, disperso
. Capitano Monico Guido Carlo, da Vicenza, Oslavia il 27 novembre 1915
. Tenente Barni Mario, da Valle di Cadore, Ospedale di Belluno il 17 dicembre 1915
. Tenente Pozzi Ernesto, da Orsago, Monte Sabotino, il 2 novembre  1915
. S. Tenente Amato Decio, da Florida, Monte Sabotino il 1 novembre 1915
. S. Ten. Annoni Entrico, Monte Piana, il 20 luglio 1915
. S. Ten. Bellei Franesco, da Bologna, Valle Boden, il 14 agosto 1915
. S. Ten Ceccato Agostino, da San martino, Monte Sabotino il 27 novembre 1915
. S. Tenente De Lucca Giuseppe, Monte Sabotino, il 1 novembre 1915
. S. Tenente D Marchi Guerini Roberto, da Como, Valle Boden il 14 agosto 1915
. S. Tenente Ferrari Giusepe, da Reggio Calabria, Forcella Col di Mezzo il 5 luglio 
 1915
. S. Tenente Foresto Michele, da Cigliè, Osp. Da C. 14 il 28 novembre 1915
. S. Tenente Gava Augusto, da Vittorio Veneto, Valle Boden il 19 agosto 1915
. S. Tenente Giordani Domenico, da Budrio, Monte Piana il 20 luglio 1915
. S. Tenente Grillo Antonio, da Licata, Q.188 Oslavia, il 28 novembre 1915
. S. Tenente Mago Achille, da Lagonegro, Monte Sabotino, il 1 novembre 1915
. S. Tenente Miani Federico, da Venezia, Osp. D.c. Quisca il   22 novembre 1915
. S. Tenente Migliorini Gino, da Firenze, Oslavia il 29 novembre 1915
. S. Tenente Toffoli Renato, da Trieste, Monte Sabotino il 1 novembre  1915

. S. Tenente Crisciuoli Luigi, da Aiello, Osp. D.c. il 13 novembre 1915


Massimo Coltrinari
(centrostudicesvam@istitutonstroazzurro.org)

mercoledì 8 marzo 2017

Il Combattimento di Loreto detto di Castelfidardo

L’Accademia di Oplologia e Militaria di Ancona dopo aver pubblicato i due volumi a firma di Massimo Coltrinari che illustrano gli avvenimenti che si sono succeduti nelle Marche nel settembre 1860 visti dalla parte dei Pontifici , 
 con questo volume mette a disposizione dei Soci e dei lettori, in seconda edizione, la versione dei Vincitori, ovvero quella che comunemente viene intesa come Storia Patria.

Il volume verrà illustrato nella conferenza in oggetto 
domenica 12 marzo alle ore 17 
presso il Museo della Città di Ancona, in Piazza del Plebiscito; ingresso libero.

E’ la ricostruzione della Giornata del 18 settembre 1860, durante la quale le forze operative pontificie  provenienti dall’Umbria furono intercettate nella loro marcia su Ancona dalle forze del IV Corpo d’Armata al Comando del gen. Enrico Cialdini.

L’Autore sostiene la tesi, ampiamente esposta e documentata, che la giornata del 18 settembre 1860 non fu decisiva per la chiusura della campagna d’invasione sarda, che fu combattuta nella vallata del Musone, sotto Loreto, 
che i Pontifici sorpresero tatticamente i Sardi, ma che, per errori dei Comandanti sul campo, non riuscirono a sfruttare, e quindi permisero la reazione sarda che li costrinse a ripiegare su Loreto e quindi a rinunciare di raggiungere Ancona, che era l’obiettivo fondamentale da conseguire.

Solo il Comandante in Capo, generale De La Moricière vi riuscì, seguito da 125 cavalieri e da pochi soldati; gli altri, circa 5000, si dovettero arrendere. 

L’Accademia di Oplologia e Militaria di Ancona prosegue nella sua azione di approfondire e valorizzare la Storia di Ancona e delle Marche, nella speranza che ciò sia utile anche come fonte di aggregazione culturale e sociale.

Massimo Ossidi
 Presidente della Accademia di Oplologia e MIlitaria

venerdì 10 febbraio 2017

Save the Date. Conferenza al Lions Ancona I

Venerdì' 7 aprile 2017 ore 21
Conferenza. La Grande Guerra e Le Marche.
Hotel ex Jolly.


Inconogrrafia














Bombardamento di Ancona

24 maggio 1915

Certificazione di morte di una delle vittime


sabato 28 gennaio 2017

Le Marche e la Grande Guerra. III Volume

LE MARCHE E LA PRIMA GUERRA MONDIALE. 1915  vol. II

I primi sei mesi di guerra. Dall'euforia interventista all realtà della trincea

Fanti della brigata "Marche"
Bozza delle note conclusive

L’entrata in guerra nel maggio del 1915 fu una decisione avventata. L’Italia, che nel 1914, era stata estromessa dalle decisioni strategiche dai suoi alleati della Triplice Alleanza, Germania ed Austria-Ungheria, si trovò senza alleati e senza amici. Si dovette inventare una politica estera dalle fondamenta, essendo palesemente fallita quella triplicista iniziata nel 1882. Per tutto il  1914 vi fu un grave momento di incertezza ed indecisione; si barcollava nel buio, mentre nel Paese la situazione sociale ed economica diventava sempre più difficile come i fatti della Settimana Rossa nelle Marche e enlle Romagne stavano ad indicare.

Una minoranza, capeggiata da Salandra e Sonnino, che aveva contro Giolitti ed i centristi/trasformisti, il Vaticano e tutti i cattolici, i socialisti ed i sindacalisti antimilitaristi e rivoluzionari, si incamminarono sulla strada dell’avvicinamento e dell’intesa con Gran Bretagna e Francia, che voleva significare l’entrata in guerra. La primavera el 1915 vide lo scontro di queste due opposte fazioni: gli interventisti e i neutralisti che si risolse quasi a furore di popolo, con le piazze mobilitate e con la convizione che la guerra sarebbe stata breve e vittoriosa.
L’Esercito non era pronto; sarebbe stato necessario un lasso di tempo più lungo, per una entrata efficace dell’Italia in guerra. Nella realtà si ottenne il solo scopo strategico di richiamare forze austroungariche dal fronte orientale, nulla di più. Sia l’iniziale sbalzo offensivo, sia le quattro battaglie dell’Isonzo combattute nel 1915 non diedero i risultati sperati. L’incertezza dei Comandi e la scarsa preparazione favorirono l’Austria-Ungheria, nella sua scelta strategica di porsi sulla difensiva.


Interventisti e volontari ebbero dubbi sulle scelte fatte una volta presa coscienza ella realtà della guerra.
Nella foto i volontari di guerra tra cui, forse, Filippo Tommaso Marinetti, in una foto dell'Album di Guerra della Famiglia Bonacini,


Di tutto questo ne è riverbero oggettivo le vicende delle Brigate che si sono prese in considerazione, a simbolo di tutta la situazione operativa. La Brigata “Marche”, la Brigata “Ancona”, la Brigata “Alpi” sul fronte dolomitico, la Brigata” Macerata”, la brigata ”Messina” e la Brigata “Acqui” sul fronte dell’Isonzo lanciano ripetuti attacchi alle difese avversarie nell’intendo di raggiungere quegli obiettivi strategici che il Piano Cadorna aveva fissato come propedeutici per lo sbocco nelle pianure d’oltralpe per raggiungere Trieste,  Lubiana e la Carinzia, ma sono tutte respinte con gravi perdite.

E’ la fine delle illusioni. Il “Maggio radioso” delle iconografia interventista evapora nella realtà delle trincee; gli interventisti, ed in particolare i futuristi e in generale i volontari di guerra, a contatto con il combattimento e lo scontro, cominciano a nutrire i primi dubbi sulle scelte fatte. Chi, come i sindacalisti rivoluzionari, come Filippo Corridoni ed i suoi volontari, credevano che attraverso la guerra e la conseguente vittoria si sarebbero create le condizioni per migli9orare le condizioni della classe operaia, se non addirittura porre le premesse per sostanziali innovazioni istituzionali, ebbero la certezza che, almeno nel breve periodo, questo non si sarebbe realizzato.

Le Marche, regione sempre ai margini della vita nazionale, in questi frangenti erano in prima fila nelle decisioni nazionali e, nello sviluppo delle operazioni, assunsero un ruolo fondamentale. Se per le operazioni terrestri, divennero retrovia e regione “a rincalzo” del fronte, per le operazioni marittime, divennero parte centrale di quella “trincea marittima” che andava dalle foci dell’Isonzo e, con i punti forti di Venezia, Ancona, Brindisi, Valona, si saldava con l’Armata d’Oriente che operava nei Balcani. Una trincea che vedrà lo sviluppo delle operazioni navali non secondo i termini classici della guerra sul mare, ma nei termini rivoluzionari pensati ed attuati dall’Ammiraglio Thaon di Revel, dopo una grave crisi ai vertici operativi della Regia Marina e a dolorose perdite di navi ed equipaggi.

Ancona, in questo contesto, recupera quel ruolo primario di piazzaforte offensiva marittima, che aveva avuto dal 1860 al 1866 incidendo fortemente nella vita sociale ed economica non solo della città, ma della regione tutta. La progettata impresa di d’Annunzio su Zara, in quel contesto di “guerriglia marittima” che Thaon di Revel propugnava per difendere la trincea marittima, sta a testimoniare questo ruolo strategico di Ancona e delle Marche che sarà il segno distintivo della partecipazione alla Grande guerra della Regione.

 
Pezzo da fortezza a Belgrado. L'obsolescenza di questo cannone è evidente
La piazzaforte di Ancona, dichiarata città indifesa, nel 1915 non aveva nemmeno residui e pezzi antiquati di nessuna  arma 

lunedì 9 gennaio 2017

Associazione di Storia Contemporanea. Senigallia

GENNAIO 2017
LA FRASE DEL MESE
 La vera Europa sarà creata da noi stessi, con l’aiuto delle potenze della libertà.
Sarà una federazione di stati liberi, che avranno uguali diritti,
potranno coltivare la loro indipendenza spirituale, le loro culture tradizionali,
e al tempo stesso saranno soggette ad una legge comune della ragione e della moralità:
una federazione europea nel quadro più vasto della cooperazione economica
delle nazioni civili di tutto il mondo.
Thomas Mann
(Radiodiscorso del 29 gennaio 1943).

Gent.me/.mi Socie e Soci,

Nel reiterare gli auguri di Buon Anno do, in primis, un avviso particolarmente importante.
Il 13 gennaio 2017, la nostra Associazione compie il VI anno di vita. Per l’occasione siete tutti invitati a partecipare, nella nostra Sede, alla prima riunione associativa, alle ore 17.30, che stabilisce i principali appuntamenti dell’anno. Seguirà, alle 18.15, la presentazione della prima opera associativa del 2017 e, per chi vorrà, un apericena nel locale sottostante, “Alter Ego”.
Potrà essere l’occasione, per chi ancora non l’avesse fatto, di ritirare la nuova rivista e i due nuovi gadget associativi (oltre che corrispondere la quota 2017).
Seguono le iniziative del mese tra cui voglio sottolineare quella di venerdì 20 gennaio, iniziativa che fa seguito alla vicinanza che la nostra Associazione ha testimoniato in vario modo al dramma recente. Ricordo, infine, che la Biblioteca del Centro riaprirà mercoledì 18 gennaio con il consueto orario (16.30-19.30).

Marco Severini
Presidente ASC

1.      Senigallia, venerdì 13 gennaio, Sede associativa (via Chiostergi, 10) ore 18.15, presentazione del libro Difendere la Costituzione (Zefiro, 2017). Intervengono autori e autrici dell’opera NEWS
2.      Senigallia, martedì 17 gennaio,  ore 17.00-19.00, Sede associativa, Open space.
3.      Senigallia, venerdì 20 gennaio, Sede associativa (via Chiostergi, 10) ore 18.00, conferenza del prof. Giammario Borri (Università di Macerata), “Il terremoto. Sopravvivere e vivere”. NEWS
4.      Budrio (Bo), sabato 21 gennaio,  ore 10.30, Sala del Consiglio comunale, presentazione del volume Trame disperse (Marsilio, 2015). Dopo i saluti degli Amministratori comunali, intervengono i co-autori e soci, proff. Roberto Cresti (Unimc) e Stefano Salmi (Unibo).
5.      Senigallia, martedì 24 gennaio,  ore 17.00-19.00, Sede associativa, Open space.



mercoledì 21 dicembre 2016

.Accadenia di Oplologia e MIlitaria Anno 2016

Cari Amici e Soci,
abbiamo concluso insieme un altro anno e siamo pertanto a trarre delle conclusioni sull'operato dell'Accademia.
Il corrente anno ci ha visto molto impegnati sui vari fronti oplologici: a fine lettera potete trovare l'elenco tratto dal nostro sito internet con ben 37 appuntamenti, cioè UNO ogni DIECI giorni.......
Voglio ringraziare tutti quelli che più o meno si sono prodigati o hanno partecipato in vario modo alla loro realizzazione, ma anche chi ha scritto o telefonato per fornire suggerimenti, opinioni o anche solo per far sentire la propria vicinanza all'Associazione.
Per l'anno che verrà, abbiamo già in programma:
- la visita all'Accademia di Modena un venerdì di febbraio, al fine di vedere e toccare con mano la vita nella scuola dei futuri ufficiali del nostro Esercito; 
- a maggio-giugno avremo un nostro raduno di mezzi militari   a Loreto con visita al Centro Formazione dell'Aeronautica (manifestazione già in calendario lo scorso ottobre, ma rinviata su richiesta del Centro Formazione);
- prevista la presentazione del secondo volume dedicato al 1915 nel Centenario della Grande Guerra, scritto dal Socio Massimo Coltrinari, pubblicazione prestigiosa con il riconoscimento ministeriale e da noi sponsorizzata;
- proseguirà la consolidata collaborazione con il Museo delle Armi di Offagna (An) e la recente cooperazione con il Museo delle Comunicazioni di S.Marcello (An) che propone decine di radio militari da tutto il mondo.
Non mi dilungo oltre ed auguro a tutti un sereno Natale e prospero Anno Nuovo da parte mia e di tutto il Consiglio Direttivo.
Massimo Ossidi

Manifestazioni 2016

domenica 18 dicembre 2016

Nuovi in dirizzi

 Libera Università  I Cinque Castelli  

Si informano tutti gli iscritti che stiamo rinnovando il nostro sito:
http://www.lute5castelli.it/
nonché la pagina Facebook del "Gruppo":
https://www.facebook.com/groups/294636870569327/?fref=ts

Invitiamo tutti a collaborare inviando e/o pubblicando
proposte, commenti, foto e filmati delle vostre esperienze 
nell'ambito dei corsi-laboratori, ecc...

Cordiali saluti
Massimo Spigarelli