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martedì 29 settembre 2015

Scautismo nella grande guerra: una mostra a Venezia






La ricerca sullo scautismo nelle marche durante la Grande guerra prosegue. I lineamenti del progetto ed alcune notizie tratte dalla rete sono su www.studentiecultori.blogspot.com, in post nel mese di settembre 2015. 

Questa locandina che annuncia una mostra a Venezia sullo scautismo nella Grande Guerra si è avuta da
Massimo Guerrini


sabato 5 settembre 2015

Ancona AeroClub Ernesto Fogola Giugno 1935


GRAZIE ALLA RICERCA INSTANCABILE DI MASSIMO OSSIDI SONO STATE TROVATE QUESTE DUE FOTO CHE RITRAGGONO IL LABARO DELL'AEROCLUB 
ERNESTO FOGOLA

SONO IN CORSO RICERCHE PER SAPERE CHI ERA ERNESTO FOGOLA E PERCHE' A LUI FU INTESTATO L'AEROCLUB DORICO

COME SCRITTO SULLA FOTO SIAMO NEL GIUGNO 1935



L'ALFIERIE E' UN CAPITANO DELLA REGIA AERONAUTICA IN UNIFORME ORDINARIA



chi avesse notizie e dati su questi argomenti è pregato di prendere contatto con il sottoscritto
MASSIMO  COLTRINARI
(massimo.coltrinari@libero.it)

giovedì 27 agosto 2015

Sabato 12 settembre 2015 ore 18 Polveriera del Cardeto. Quarto incontro sulla Grande Guerra

ACCADEMIA DI OPLOLOGIA E MILITARIA
ANCONA
Via Cialdini 26

Comunicato

Nel quadro del programma promosso dal Comune di Ancona volto a riflettere sulla data del centenario della Prima Guerra Mondiale si terrà il prossimo
 sabato 12 settembre 2015 alle ore 18.00
alla Polveriera “del Cardeto”
al Campo degli Ebrei - Ancona
il quarto degli incontri del ciclo proposto ed organizzato, per conto della
 Accademia di Oplologia e Militaria di Ancona dal socio Massimo Coltrinari
dedicato alla presentazione del volume

“Trame disperse.
Esperienze di viaggio, di conoscenza e di combattimento nel mondo della Grande Guerra (1914-1918
a  cura di Marco Severini

Introdurrà l’incontro
Massimo Ossidi
Presidente della Accademia di Oplologia e Militaria di Ancona
Presiederà il
Prof. Sergio Ricotti
Illustrerà i temi del volume il curatore
Prof. Marco Severini

Quarto incontro del ciclo, a cadenza mensile,  voluto dal compianto Franco Sestilli, presidente della Accademia, dedicato ad uno spaccato delle Marche nella Primia Guerra Mondiale. Il volume riporta gli atti del Convegno Internazionale di studi ( Fano- Senigallia-Castelbellino 28-30 novembre 2014) cui hanno preso parte studiosi provenienti dall’Italia e da paesi stranieri

Il volume è articolato in quattro parti.
Si parlerà, quindi, di “Paradossi, limiti e periferie nell’odissea bellica”,   di “Viaggiare, combattere comunicare”, di “Testimonianze dal fronte”, di “Interpretazioni, visoni, svolte”.

Una visione della Grande Guerra da punti di osservazione originali, la cui qualità offre spunti di riflessione, anche in Relazione al ruolo delle Marche assunto in quel torno di tempo, che sono riportati dal mondo accademico alla divulgazione più immediata al fine di dare della Grande Guerra una ulteriore immagine ed elementi di comprensione più efficaci.


L’incontro, come i precedenti si prefigge anche lo scopo di ricercare e raccogliere notizie documenti ed informazioni sulla Grande Guerra e Le Marche “Le Marche e la Prima Guerra Mondiale. Il 1915. Sotto attacco. Tanto impreparate quanto interventiste.”  Promosso dal Club Ufficiali Marchigiani – Comitato Scientifico.(per contatti:l gen. Massino Coltrinari coordinatore del Comitato scientifico alla email: massimo.coltrinari@libero.it) Il Club Ufficiali Marchigiani, che opera da oltre vent’anni, fra Ufficiali nati nelle Marche si prefigge di alimentare la marchigianità e l’amore per la propria terra natia in un contesto particolare come quello delle Forze Armata, con varie iniziative, tra cui, in particolare, lo studio e la conoscenza della Storia Militare Marchigiana.


L’incontro sarà preceduto, come detto, da una nota introduttiva del Presidente della Accademia di Oplologia e Militaria Massimo Ossidi, che porgerà il rituale saluto ai convenuti con gli aggiornamenti relativi allo svolgersi delle iniziative avviate dall’Accademia in merito alla Grande Guerra.

Il programmato tema previsto per il 12 settembre come da annuncio generale “ “Camillo Milesi Ferretti ed i primi Caduti marchigiani” è stato inserito,
 per ragioni inerenti i ritardi di attuazione del progetto relativo alla Conservazione e Traslazione della lapide Commemorativa dedicata a Camillo Milesi Ferretti esistente a Castel d’Emilio,
nell’Incontro:
 “ Gli anconetani illustri nel famedio di Ancona”
in calendario Domenica 1 novembre 2015 ore 18
sempre alla Polveriera del Cardeto

Il naturale dibattito con i Soci, gli amici e con quanti vorranno intervenire concluderà, alle ore 20, questo incontro.

Il testo di questo comunicato è su
 www.ancona.lastoria.blogspot.com


giovedì 20 agosto 2015

Il Bombardamento di Ancona. 24 Maggio 1915. Gli Aspetti Strategici del piano Austriaco.

 
L’Ammiraglio Haus aveva da tempo progettato un attacco immediato all’Italia. Nel rapporto relativo all’attuazione di questo piano ne descrive i termini concettuali e quindi strategici:

Nell’intento di danneggiare di sorpresa e nel tempo più ristretto dopo l’apertura delle ostilità il nuovo avversario e di applicare un sensibile colpo alla sua forza morale, ho progettato una azine contro i punti militari della costa orientale italiana coll’impiego di tutte le forze disponibili”[1]

Si osserva subito che il Comando Austriaco è stato più efficiente del nostro. Aveva già le idee chiare su come affrontare la guerra. Mentre era stata scelta la difensiva per il fronte terrestre, in mare si era scelta la massima aggressività. Anche se non emerge dal rapporto di Haus, l’azione navale contro le coste marchigiane e romagnole aveva come scopo ultimo non solo quello di fiaccare il morale della popolazione, ma di provocare con una azione violenta la rivolta della popolazione stessa. Erano noti a tutti gli eventi del giugno 1914, quando le due regioni si ribellarono al governo centrale e per settimane furono in mano ai rivoluzionari di sinistra (repubblicani e socialisti); si sperava a Vienna che questo attacco immediato e violento, sostenuto all’interno anche da una rete di informatori e spie, avrebbero dato il via a reazioni contro il Governo ove i neutralisti, contrari alla guerra, erano visti come la massa di manovra insieme ai reali oppositori politici. Questa azione, che metaforicamente si può descrivere come “il fiammifero gettato nel bidone di benzina”, avrebbe dovuto provocare quell’incendio, quella rivoluzione che per le regioni interessate, avrebbe paralizzato la mobilitazione Italiana e messo in gravissima crisi il Governo. In pratica era l’ultimo tentativo di tenere fuori l’Italia dalla guerra, che sarebbe stata onerosa e forse decisiva per la sua sopravvivenza per la duplice monarchia. Il “bidone di benzina” era visto a Vienna come i neutralisti, i giolittiani, la frattura tra Roma ed il Vaticano, la questione romana, il “parecchio” che politicamente era stato rifiutato, e, in ultima considerazione, la concezione che gli Italiani non si sarebbero sacrificati più di tanto in una guerra, considerati di scarse virtù guerriere e civiche. Questo “bidone di benzina” doveva incendiarsi  il primo giorno di guerra, e il fiammifero doveva essere l’attacco di tutta la flotta conto “i punti militari della costa orientale italiana” [2] Più avanti si faranno ulteriori ed altre considerazioni sulle origini e motivazioni del piano austriaco; qui occorre rilevare che le navi austriache attaccarono punti “indifesi” della costa orientale italiana. Peraltro per tutta la durata della guerra mai nave battente austriaca osò attaccare “punti militari” difesi. Tutte le località bombardate erano notoriamente indifese; a cominciare da Ancona di cui era stato comunicato per via diplomatica il disarmo al Governo Austriaco, così come Senigallia; Potenza Picena, Rimini, Fano e Pesaro. L’unico punto difeso era Porto Corsini, ma, come afferma il contrammiraglio Fausto Leva[3], da informazioni successive si ebbe la conferma che gli Austriaci ignoravano che esistessero a Porto Corsini delle batterie, le quali erano state installate pochi giorni prima della apertura delle ostilità.

La relazione dell’ammiraglio Haus prosegue indicando scopo e compiti delle unità impiegate:
“A tale scopo, come già informai col mio telegramma Ris.N.221/=.P. del 22 corr. Mese la  linea Gargano-Pelagosa dall’Helgoland, Csepel, Tatra, Lika, Orien e quella Pelagosa-Lagosta dall’Adimiral Spaun, Wildfan, Streiter, Uskohe e Ulan per escludere una sorpresa durante le nostre operazioni, divise in azioni separate. Inoltre con voli di ricognizione sui punti principali della costa italiana furono verificate le notizie a me note sulla dislocazione delle forze navali nemiche. Feci accertare specialmente l’esistenza o meno di sbarramenti nei pressi di Ancona prima da un gruppo di torpediniere ed un’altra volta da n sommergibile; le esplorazioni ebbero sempre esito negativo.”[4]
L’ammiraglio Haus, a scopo difensivo, aveva dislocato due sommergibili a Trieste per contrastare un eventuale attacco italiano contro quel porto, ed un altro sommergibile nelle acque di Lissa con la motivazione “…che per l’Italia ha una certa importanza”[5] un terzo sommergibile nelle acque montenegrine per operazioni contro quella costa.
Haus era convinto di ottenere il successo sperato. Scrive nella relazione :
“L’azione premeditata contro la costa italiana prometteva successo purchè essa si fosse svolta immediatamente dopo l’inizio delle ostilità, per cui, nell’intelligenza delle probabilità dello scoppio della guerra, già fin dal 23 c.m. tenni pronta la flotta a partire da Pola all’imbrunire. Le disposizioni emanate tendevano a far entrare in vigore ad un tempo, all’alba, tutte le azioni isolate contro vari punti della costa”[6]


[1] Leva F., La Marina Italiana nella Grande Guerra. L’intervento dell’Italia a fianco dell’Intesa e la lotta in Adriatico. Dal 24 maggio 1915 al salvataggio dell’esercito Serbo., Firenze, Vallecchi Editore per conto dell’Ufficio Storico della Regia Marina, 1936. Pag. 8
[2] Per ulteriori considerazioni su questo aspetto vds. Coltrinari M, Il significato del bombardamento di Ancona il 24 maggio 1915, in Lucifero, Anno CXLV n. 1 aprile 2015
[3] Leva F., La Marina Italiana nella Grande Guerra. L’intervento dell’Italia a fianco dell’Intesa e la lotta in Adriatico. Dal 24 maggio 1915 al salvataggio dell’esercito Serbo.,cit., pag.9
[4] Ibidem
[5] Ibidem
[6] Ibidem



giovedì 30 luglio 2015

Ultima Confenza a Luglio. UNa pausa di riflessione necessaria

SABATO ULTIMO EVENTO IN POLVERIERA 
PRIMA DELLA PAUSA DI AGOSTO: 
CONFERENZA SULLA LEGIONE GARIBALDINA. 

TANTI GLI EVENTI A SETTEMBRE E IN AUTUNNO
 (ANCHE FUORI PROGRAMMA)                             
  
Dalla Legione Garibaldina nelle Argonne alla Brigata Alpi. Il movimento garibaldino dall’interventismo alle trincee, è il titolo della terza conferenza di Massimo Coltrinari e dell'Accademia di oplologia e militaria che si è tenuta sabato (25 luglio) alle 18. Si tratta dell'ultimo appuntamento del programma sulla Grande guerra prima della pausa di agosto (la mostra resterà comunque aperta domenica 26 mattina e pomeriggio).
Sabato si 
parlerà, quindi, delle vicende della Legione Garibaldina nelle Argonne, e del suo rientro in Italia e di come fu accolta, ovvero del rapporto che subito si instaurò tra i volontari che avevano combattuto all’estero e le autorità militari italiane. Un rapporto difficile e quanto mai spinoso che fu risolto sostanzialmente con una repressione autoritaria di ogni forma di volontariato (incluso quello austro-ungarico) che non si adattasse alle leggi di mobilitazione del Regio esercito. Nell'incontro si parlerà anche dei volontari anconetani e marchigiani che combatterono in divisa francese prima dell'ingresso in guerra dell'Italia. 

Il Programma riprenderà a settembre. Dopo le esperienze dei mesi di giugno e luglio necessità una riflessione sul significato e sull'approccio in quanto le Associazioni Combattentistiche e D'Arma, ed anche le altre associazioni proponenti hanno mostrato tutta la loro millanteria ha sostenere un programma di tale spessore

Il programma sulla Grande guerra riprenderà il 5 settembre anche se la Polveriera (mostra inclusa) sarà di nuovo aperta per ospitare eventi del 
Festival Adriatico Mediterraneo dal 31 agosto al 4 settembre. 

A partire da settembre tanti gli appuntamenti anche "fuori programma": tra questi una mostra temporanea (e conferenza) su Palermo Giangiacomi poeta e soldato (inaugurazione fissata per il 18 settembre), una mostra di modellismo, un'esposizione e conferenza sull'Aviazione nella Grande guerra, visite guidate, eventi con le scuole e sulle "pietre della memoria", un nuovo appuntamento sulla seconda guerra mondiale nelle Marche conrievocatori storici in divisa d'epoca e così via. 

E' invece annullata la mostra sulla cartografia satirica la cui inaugurazione era prevista per il 6 settembre.  

Informazioni aggiornate su Facebook - La Polveriera - Ancona 

venerdì 10 luglio 2015

Ancona Cardeto. La Prima Guerra Mondiale: Un film pacifista ed un bellissimo fuori programma

Locandina
                                                          ANCONA NELLA
                                                          GRANDE GUERRA
                        
    VENERDI' 10 LUGLIO ALLE 21,
 IL FILM "JOYEUX NOEL. UNA VERITA' DIMENTICATA DALLA STORIA"                                      

        ANNULLATI GLI EVENTI
                                         DELLA CROCE ROSSA (MOSTRA E CONFERENZE)                                  
 
La tregua di Natale del 1914: una sospensione della guerra e, complice la musica, gli uomini si riconoscono di nuovo anche se per poco. Questo il tema dell'ultimo film della rassegna "La grande guerra al cinema" che sarà trasmesso venerdì prossimo (10 luglio alle 21): Joyeux Noel. Una verità dimenticata dalla storia (2005), di Christian CarionPresenta Sergio Sparapani. 

Per quanto riguarda gli eventi previsti a luglio da programma Sono annullati quelli della Croce rossa dell11 e 18 luglio così come la mostra "La medicina nella Grande guerra" 

iL FUORI PROGRAMMA
DEDICATO ALLA LIBERAZIONE DI ANCONA
E SU
 WWW.COLTRINARIMARCHE1944.BLOGSPOT.COM
Mostra aperta sabato pomeriggio, domenica, e durante gli eventi.  Seguiteci su facebook:  la polveriera - Ancona    


dott. Sergio Sparapani Settore Beni e Attività Culturali, Biblioteche,Turismo tel. 071-222.3125 fax 071-222.5015 mob: 338.70191

lunedì 22 giugno 2015

Ancona 27 giugno 2015 II Incontro "La Grande Guerra" Polveriera "Castelfidardo" Comunicato

ACCADEMIA DI OPLOLOGIA E MILITARIA
ANCONA
Via Cialdini 26
Comunicato

Incontro
“Dall’illusione alla tragica realtà: Le prime quattro battaglie dell’Isonzo.
24 maggio -8 dicembre 1915”

Massimo Coltrinari

Nel quadro del programma promosso dal Comune di Ancona volto ad evocare il centenario della Prima Guerra Mondiale si terrà il prossimo
 sabato 27 giugno 2015 alle ore 18.00
alla Polveriera “Castelfidardo”
al Campo degli Ebrei - Cardeto
il secondo degli incontri del ciclo proposto ed organizzato dalla
 Accademia di Oplologia e Militaria di Ancona del socio Massimo Coltrinari
dal tema:

“Dall’illusione alla tragica realtà: Le prime quattro battaglie dell’Isonzo.
24 maggio -8 dicembre 1915”

Secondo incontro del ciclo degli incontri, a cadenza mensile,  voluto dal compianto Franco Sestilli, presidente della Accademia, è dedicato alle prime operazioni della guerra dichiarata il 24maggio 1915.. Dopo aver parlato dello scontro tra interventisti e neutralisti, con il Governo Salandra che operò in modo contraddittorio fino a sfiorare la guerra civile in quello che fu definito il “maggio radioso” con particolare accenno al ruolo di Ancona in quelle settimane terribili, con questo secondo incontro si scende sul piano strettamente tecnico-tattico.
Sia l’opinione pubblica, che sull’onda dell’interventismo, voleva assolutamente la guerra all’Austria, nemico ereditario che da sempre impediva il compimento del nostro processo unitario, considerando il nostro Paese solo come una semplice espressione geografica, sia il Governo, inteso come vertice politico diplomatico, si aspettavano una facile avanzata verso Lubiana, la facile conquista di Trieste e altre avanzate non meglio specificate, in accordo con una combinata azione con l’Esercito Russo e l’Esercito Serbo. Erano disegni e calcoli riferiti a idee e desideri, distanti dalla realtà, e come sempre accade quando si programma e si pianifica con questi elementi, presto la realtà si manifesta in tutti i suoi contorni.

Si parlerà, nella prima parte, degli errori sul piano militare commessi dal vertice politico-diplomatico, primo fra tutti l’affrettata stipula del patto di Londra, in cui le convenzioni militari previste, soprattutto quella con la Russia, furono attivate ai primi di maggio e quindi non in grado di essere operativamente incidenti nelle operazioni delle prime battaglie dell’Isonzo. Altro errore la mobilitazione dell’Esercito, che fu attivata con grave ritardo e, una volta messa in modo, soprattutto nella fase della radunata delle forze, ebbe non eccellenti applicazioni. Rispetto alla mobilitazione “camoscio” quella applicata, la mobilitazione “rossa” che era concettualmente migliore della “camoscio”, si concluse con circa due settimane di ritardo, ritardo che permise al Comando Supremo Austriaco, che già aveva compreso che l’Italia sarebbe entrata in guerra contro la duplice monarchia il 4 maggio, giorno in cui Roma denunciava il Trattato della Triplice Alleanza, di completare il proprio schieramento difensivo in quello che ormai era il fronte occidentale austriaco, dopo quello balcanico in Serbia e orientale, contro i Russi.

Un segmento dell’incontro sarà dedicato ad un breve cenno ai procedimenti di impiego adottati dal nostro Esercito, con una breve esegesi di quel noto “Libretto Rosso” che è alla base dell’impiego della fanteria italiana nel 1915 e negli anni seguenti, fonte di tutte le tragedie umane e degli insuccessi tattici della Grande Guerra. Subito dopo si parlerà della conseguenza di questi procedimenti di impiego  ovvero,  per i risultati prodotti, dello stallo tattico, ove la manovra, intesa come la combinazione tra il fuoco ed il movimento, escluse categoricamente quest’ultimo, determinando la superiorità della difesa rispetto all’attacco, ma soprattutto  la impossibilità di conseguire quello che oggi si definisce l”end state”, cioè il compimento positivo della battaglia con l’acquisizione dell’obiettivo, ovvero quello che allora si chiamava la vittoria.

L’ultima parte sarà dedicata ad una breve analisi alle quattro battaglie dell’Isonzo, che in breve così si possono riassumere:
 I battaglia dell’Isonzo. 23 giugno – 7 luglio 1915. L’offensiva italiana fu lanciata contro le teste di ponte di Tolmino e di Gorizia, e contro il ciglione del Carso, con il risultato di riuscire a portare le linee a stretto contatto con quelle nemiche della V Armata, la “Isonzo Armee”, al comando del Boraevic.

II battaglia dell’Isonzo. 18 luglio - 3 agosto 1915. Nell’alto Isonzo fu conquistato il Monte Rosso, mentre sui rimanenti tratti di fronte i progressi furono lievi. Si ebbero 6147 Caduti, 4897 Dispersi, circa 30000 Feriti. Gli Austriaci 7721 Caduti, 12290 Dispersi e circa 26000 Feriti.

III battaglia dell’Isonzo. 18 ottobre – 4 novembre 1915. L’obiettivo principale italiano era quello di conquistare la testa di ponte di Gorizia. La lotta divenne aspra da Tolmino al mare, ma produsse pochi risultati sul Vodhill (zona di Tolmino) e sul ciglione carsico. Si ebbero 10633 Caduti, 11985 Dispersi, circa 4000 Feriti. Gli Austriaci 8228 Caduti, 7201 Dispersi e circa 26000 Feriti.

IV battaglia dell’Isonzo. 10 novembre 1915 – 2 dicembre 1915. Lo sforzo principale fu esercitato contro la testa di ponte di Gorizia e il Carso settentrionale con risultati completamente negativi. Si ebbero 7498 Caduti, 7513 Dispersi, circa 33000 Feriti. Gli Austriaci 5510 Caduti, 593 Dispersi e circa 19000 Feriti

Solo osservando le perdite di entrambe le parti si comprende che gli Austriaci, inizialmente in posizioni attrezzate a difesa si erano rafforzati in termini di uomini e mezzi. Questo nelle successive battaglie portò ad elevare il numero di perdite tra gli Italiani, a fronte di scarsissimi risultati sia tattici, che tantomeno strategici.

L’incontro sarà preceduto da una nota introduttiva del Presidente della Accademia di Oplologia e Militaria Massimo Ossidi, che darà un quadro contestualizzato del periodo che si sta trattando ovvero la tarda primavera e l’estate del 1915, in cui il dado tratto, portò l’Italia di fronte ad una realtà durae ragica. Ma ormai non si poteva più tornare indietro.

Il naturale dibattito con i Soci, gli amici e con quanti vorranno intervenire concluderà questo primo incontro.

Il testo di questo comunicato è su

 www.ancona.lastoria.blogspot.com

giovedì 18 giugno 2015

Ancona: un interessante week end alla Polveriera

DOMANI IL LIBRO "SCEMI DI GUERRA" 
SUI RICOVERATI AL MANICOMIO DI ANCONA 
E, 
ALLE 21, IL FILM "LA GRANDE GUERRA", 
CON GASSMAN E SORDI
DOMENICA VISITA GUIDATA AL BASTIONE SAN PAOLO E ALLA POLVERIERA 
 

Prosegue il percorso di "Ancona nella Grande guerra" alla Polveriera del Parco del Cardeto. Ingresso libero a tutti gli eventi.  

Domani (venerdì 19) alle 18 è in programma la presentazione del libro 

Scemi di guerra. I militari della Prima guerra mondiale ricoverati al manicomio di Ancona 
di Maria Grazia Salonna (Ed. AE). 
Modera Gabriella Boyer Pelizza
Gli “scemi di guerra”, che dal 1915 al 1918  furono accolti al manicomio di Ancona furono dimenticati dalla società civile, che non volle vederne le ferite nel corpo e nell’anima. Ad essi non fu concesso il ricordo, sepolto spesso dalla vergogna e dall’isolamento in cui vennero lasciati nel dopoguerra. Nonostante le difficoltà, nell’ultimo decennio sono stati realizzati lavori di ricerca imperniati sull’esame delle cartelle cliniche dei militari che consentono il riaffiorare delle vicissitudini, dei lamenti e delle disperazioni delle loro vite spezzate e di come avessero spesso brutalmente interagito con esse le autorità militari e il mondo della psichiatria . A questi lavori si affianca “Gli scemi di guerra”- I militari ricoverati al Manicomio di Ancona durante la Grande guerra, volto a far conoscere soprattutto le voci del dolore rimaste soffocate per tanto tempo nelle carte nel manicomio dorico. Per non dimenticarle.

 
Per la rassegna "La grande guerra al cinema" è in calendario venerdì alle 21 il film La Grande guerra di Mario Monicelli (1959). Vincitore del Leone d'oro a Venezia, è considerato il più importante film italiano di guerra di tutti i tempi, felice connubio di commedia tragedia. Con due interpreti d'eccezione e in stato di grazia: Alberto Sordi e Vittorio Gassman. Presenta Stefano Gambelli.  
 

Domenica 21 giugno, a partire dalle 9,30 e fino "ad esaurimento", è in programma una visita guidata gratuita (e senza prenotazione) del Parco del Cardeto, a cura del gruppo "I sedici forti di Ancona". La visita comprende l'eccezionale bastione San Paolo e la Polveriera, mostra inclusa. Appuntamento in piazzale Neruda (di fronte al bastione, con ingresso da via del Faro. Per info: 347-7984310 o 333.4682592; pagina FB: 
isedicifortidiAncona; email: sediciforti@gmail.com   


 
Sempre aperta - in occasione degli eventi (quindi anche venerdì sera) - è la mostra "Ancona nella Grande guerra" che osserva comunque i seguenti orari: sabato dalle 17 alle 20 e domenica dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 20 (a luglio aperta tutti i giorni tranne il lunedì).  


lunedì 15 giugno 2015

Confrenza: Nenni, Mussolini e la Grande Guerra al nemico ereditario


IL TESTO DELLA CONFERENZA E' IN RIELABORAZIONE PER IL VOLUME

LE MARCHE E LA PRIMA GUERRA MONDIALE: IL 1915.
SOTTO ATTACCO
Volume I

Una sintesi, mutuata dal comunicato stampa si trova su
"www.coltrinaristoriamilitare.blogspot.com"