Notizie,documenti, contributi,riguardanti la Storia di Ancona e delle Marche.Inoltre contributi e note alla Storia Militare delle Marche sotto l'egida del Comitato Scientifico del Club Ufficiali Marchigiani. E' spazio esterno del CESVAM - Istituto del Nastro Azzurro per la collaborazione il CUM. (Info: centrostudicesvam@istitutonastroazzurro.org)
Traduzione
Il presente blog è scritto in Italiano, lingua base. Chi desiderasse tradurre in un altra lingua, può avvalersi della opportunità della funzione di "Traduzione", che è riporta nella pagina in fondo al presente blog.
This blog is written in Italian, a language base. Those who wish to translate into another language, may use the opportunity of the function of "Translation", which is reported in the pages.
giovedì 20 settembre 2018
martedì 4 settembre 2018
sabato 30 giugno 2018
martedì 26 giugno 2018
mercoledì 6 giugno 2018
mercoledì 30 maggio 2018
1860. Difesa dello Stato Pontificio,
Quando uno Stato rinuncia alle sue Forze Armate e si affida alla protezione di altri Stati o ad Alleanze, è destinato a subire le decisioni altrui. Si presentano alcune note sullo Stato Pontificio nel 1860 a indicazione e studio.
La Riflessione parte dalla constazione che oggi l'Italia è nella Nato, che la Superpotenza USA ha deciso di trasferire il centro dei suoi interessi in Asia.
(www.coltrinariatlantegeostrategico.blogspot.com e blog collegati)
1. Una serie
di errori imperdonabili
La difesa di Ancona, seconda piazzaforte dello Stato e
la città più viva ed attiva, dopo Roma, di tutte le provincie pontificie, fu
l’ultimo atto della volontà di arrestare il progressivo sgretolamento della
integrità territoriale iniziata l’anno precedente con la perdita di Bologna e
delle Legazioni.
Ancona fu definitivamente persa, perché la Diplomazia,
in particolare, e il Governo Pontificio, in generale, non compresero e non
penetrarono nella loro esatta realtà e consistenza l’atteggiamento e gli interessi
delle Grandi Potenze, in particolare quelli dell’Austria e, soprattutto, della
Francia.
Dopo gli eventi del 1859[1],
nonostante l’armistizio di Villafranca, non vi poteva essere intesa ed azione
comune in Italia delle due Potenze Cattoliche, la Francia e l’Austria. E senza
l’accordo diretto e fattivo tra Parigi e Vienna, tutto era possibile nella
penisola, in quanto l’una ostacolava l’altra a favore di quello che a Roma
veniva chiamato, “tout court”, “la rivoluzione”
.
In tutti gli avvenimenti del 1860, il governo Pontificio
credette che esistesse una intesa tra Francia ed Austria, e su questa base si
contrastasse la “rivoluzione” a favore dello Stato Pontificio, a difesa del
Santo Padre e a salvaguardia del suo potere temporale, in nome della
universalità della religione di Cristo. E questo fu il primo errore commesso.
Nel discorso della Corona del Gennaio 1860, la Regina
Vittoria, sottolineando l’atteggiamento inglese, ebbe a sottolineare “….che appoggerebbe il principio di libertà
negli Italiani di governarsi da loro” a cui era seguito, a metà dell’anno, un altro
significativo intervento, in cui si precisava che “…se niuna potenza straniera interverrà in Italia, la tranquillità degli
altri Stati non correrà alcun pericolo di sorta”[2]
Parole dirette soprattutto a Vienna, la quale, a più
riprese, aveva dichiarato a Parigi e a Londra, che non sarebbe intervenuta in
Italia se le sue frontiere non fossero state minacciate. Era questa politica la
risultante della situazione della Monarchia danubiana, che non aveva più forze
per essere attiva sui suoi settori frontalieri, il nord verso la Boemia e, in
generale, la Germania, l’est verso l’Ungheria, a sud-est, verso i Balcani e
verso il sud, cioè l’Italia.[3]
Questa politica difensiva non voleva dire che, in eventuale situazione
favorevole determinatesi in Italia a fronte di smacchi o sconfitte da parte
delle forze del Regno di Sardegna, non si cogliesse l’occasione per intervenire
e ripristinare la situazione riconquistando i territori ceduti e rimettendo sul
trono i regnanti filo austriaci. La possibilità di tentare colpi di mano
reazionari era suffragata dalla ferma convinzione che si aveva a Vienna, che,
se attuati, nessuna potenza si sarebbe mossa a difesa del Regno di Sardegna.
E questo fu il secondo errore commesso dal Governo di
Roma. Sperare in un disastro delle forze nemiche, a fronte del quale si poteva
avere la possibilità che l’Austria cogliesse l’opportunità di un colpo di mano
reazionario significava veramente giocare d’azzardo, e gestire la situazione
con fughe in avanti, basate su speranze ed illusioni.[4]
La Francia non poteva dimenticare i morti di Solferino
e tutti i sacrifici fatti per estendere la propria influenza in Italia. Già
l’intervento del 1849 a sostegno del ripristino del potere temporale dei Papi,
dichiarato cessato dalla Repubblica Romana, di Armellini, Mazzini e Saffi, era
costato troppo in relazione ai risultati ottenuti.
In pratica l’Austria, con un minimo sforzo, era riuscita a mantenere la sua influenza su
tutta l’Italia centro-settentrionale. Avergli strappato, nel 1859, la Lombardia
e sottratto le Romagne alla sua influenza era già un gran passo. Ora occorreva
gestire la situazione che si era determinata in modo che tutto questo si
consolidasse. Ma, contemporaneamente, non si poteva vedere di cattivo occhio,
il sorgere di eventi che limitassero
ulteriormente l’influenza austriaca in Italia.
Questo fu il terzo errore commesso dal Governo di
Roma. La Francia non avrebbe preso nessuna iniziativa se azioni
“rivoluzionarie” avessero sottratto ulteriori provincie allo Stato Pontificio.
L’unica condizione che poneva era quella che al Papa non si doveva sottrarre il
cosiddetto “Patrimonio di San Pietro”, ovvero l’odierno Lazio, territorio
ritenuto necessario per esercitare liberamente il proprio potere di Capo della
Chiesa Cattolica.
Al di là degli equivoci che si manifesteranno sul
piano sia militare che diplomatico, e delle male interpretazioni di dispacci
provenienti da Parigi e dall’Imperatore, questo di non aver capito che la
Francia non si sarebbe opposta ad azioni che limitassero il predominio
austriaco in Italia, fu veramente grave da parte del Governo di Roma.
[1] Il
Regno di Sardegna, con la politica del suo primo Ministro, Cavour, che nel
1856, al Congresso di Parigi a cui aveva il diritto di presenziare a pieno
titolo in quanto aveva preso parte con un corpo di spedizione alla guerra di
Crimea combattuta, da una parte da Francia, Impero Ottomano ed Inghilterra, e
dall’altra la Russia, Congresso in cui riuscì a porre alla attenzione del
concerto europeo il problema della unità d’Italia, nonostante la forte
opposizione di Vienna. Con abilità sia politica che diplomatica nella primavera
del 1859, in virtù di un trattato difensivo, Cavour riesce a provocare
l’Austria costringendola a dichiarare guerra; ciò provoca l’intervento della
Francia di Napoleone III, decisa, dopo gli eventi del 1849, a limitare
l’influenza austriaca in Italia estendendone la propria. Scesi nella pianura lombarda i Francesi, la guerra si sviluppa attraverso
battaglie, la prima a Magenta, dopo la quale viene liberata Milano, e poi
soprattutto Solforino e San Martino, dove gli Austriaci, sconfitti, sono
costretti ritirarsi nel Veneto. In questi frangenti cadono gli Stati
filoaustriaci dell’Italia centrosettentrionale in virtù di moti popolari di
orientamento nazionale che danno vita ad una Lega dell’Italia Centrale, ma con
l’intento di unirsi il prima possibile al Regno di Sardegna. Lo Stato
Pontificio, in questi frangenti, perde le cosiddette Legazioni, le provincie
dell’Emilia e della Romagna. Napoleone III, dopo Solferino, pressato anche dal
forte partito Cattolico e soprattutto dalle elevate perdite sofferte sul campo
di battaglia e da altri motivi contingenti, improvvisamente e senza consultare né
Cavour né il Re di Sardegna, chiede all’Imperatore d’Austria un armistizio, che
fu subito accettato dagli Austriaci. Il Cavour si dimette, ma nelle successive
trattative diplomatiche scattano i patti già conclusi. In cambio di Nizza e
Savoia, la Francia, che l’aveva precedentemente avuta dall’Austria, cede la
Lombardia al Regno di Sardegna, mentre la Lega Centrale si orienta sempre più
verso Torino. Un Congresso per la pace è tenuto
nel 1859 a Zurigo per regolare ogni questione, ma tutte le parti coinvolte
in questi avvenimenti ritengono la situazione non soddisfacente e si preparano
a nuove eventi, convinti di cambiare la situazione acquisitasi per favorire i
loro interessi.
[2]
Genova di Revel A., Da Ancona a Napoli.
Miei Ricordi., Milano, Fratelli Dumolard, 1892, pag. 24
[3]
Questa debolezza si paleserà nel 1866 quanto la Germania, avviato il suo
processo di unificazione, attaccherà l’Austria e la sconfiggerà a Sedowa,
costringendola tra, l’altro, a rinunciare al Veneto a favore dell’Italia;
l’anno successivo l’Ungheria, per rimanere nell’Impero, chiederà ed otterrà di
essere un Regno con un ampia autonomia politico-amministrativa. L’Impero sarà
non più d’Austria, ma d’Austria-Ungheria.
[4]
Per fronteggiare questa situazione il Comando Sardo aveva predisposto un piano
di difesa estremamente robusto. Senza dare nell’occhio aveva schierato il I Corpo d’Armata (al
comando del De Sonnaz) ed il III Corpo d’Armata (Durando) a difesa della linea
del Po da Ferrara a Casalmaggiore, ed il II Corpo d’Armata (Lamarmora) a difesa
di quella del Mincio dal Po al Lago di Garda. Inoltre erano stati organizzati
numerosi battaglioni mobili di Guardia Nazionale, i quali erano orientati a
presidiare e mantenere l’ordine pubblico. In totale a metà del 1860 oltre
150.000 soldati erano schierati per fronteggiare l’Austria. Inoltre, tutto il
piano di invasione delle Marche e dell’Umbria era incardinato su questo piano
generale di difesa. Nel caso che l’Austria, dopo l’inizio dell’invasione avesse
mosso guerra, il IV Corpo d’Armata (Cialdini) che agiva lungo la litoranea
adriatica, ed era il più consistente, avrebbe invertito la marcia e si sarebbe
attestato a riserva e sostegno delle forze schierare da Ferrara a
Casalmaggiore, mentre il V Corpo d’Armata (Morozzo della Rocca), avrebbe, si
conquistato l’Umbria, ma avrebbe, come poi fece, anche passato gli Appennini e
posto l’assedio ad Ancona. Per questi aspetti vds. Coltrinari M., Il combattimento di Loreto, detto di Castelfidardo,
Roma, Edizioni Nuova Cultura, 2009., in particolare la parte introduttiva.
Vds anche dello stesso autore, L’investimento
e la Presa di Ancona, Roma, Edizioni Nuova Cultura, 2010. Con l’avvertenza
indicata nella nota 1 della Premessa.
venerdì 25 maggio 2018
lunedì 21 maggio 2018
martedì 15 maggio 2018
lunedì 7 maggio 2018
martedì 24 aprile 2018
giovedì 12 aprile 2018
Giornata del Decorato Roma 2018
ISTITUTO DEL NASTRO AZZURRO FRA COMBATTENTI
DECORATI AL VALOR MILITARE
COMUNICATO
STAMPA
L’Istituto
del Nastro Azzurro celebra l’annuale ricorrenza della “Giornata del Decorato” a
Roma, città Medaglia d’Oro al Valor Militare, nei giorni 13, 14 e 15 aprile
2018, con un nutrito programma di eventi e manifestazioni organizzate dal
Nastro Azzurro per l’occasione.
Venerdì
13 aprile, presso la Casa Madre dei Mutilati ed Invalidi di guerra, p.zza
Adriana n. 3 a Roma, dalle ore 9,00 alle ore 19,00, si terrà un convegno sul
tema “Il Valore Militare dall’Unità d’Italia alla crisi armistiziale: 1861 –
1943” con relazioni che trattano del Valor Militare nel Risorgimento, nel
periodo coloniale, nella grande guerra, fra le due guerra mondiali e durante la
seconda guerra mondiale fino alle conseguenze dell’armistizio dell’8 settembre
1943. Contemporaneamente, una delegazione di Azzurri Decorati al Valor Militare
renderà omaggio con la deposizione di
corone d’alloro ai luoghi sacri del Valor Militare a Roma: Porta Pia (Valor
Militare nel Risorgimento), la stele dei 500 di Dogali (Valor Militare
all’epoca coloniale), basilica di Santa Maria degli Angeli dove sono le tombe
del generale Armando Diaz, dell’ammiraglio Paolo Thaon di Revel e
dell’onorevole Vittorio Emanuele Orlando (Valor Militare nella grande guerra) e
infine Porta San Paolo (Valor Militare nella seconda guerra mondiale e nella
guerra di Liberazione). Nel pomeriggio il convegno prevede le testimonianze dei
Soci che, ricordando i Valorosi antenati, arricchiranno la memoria storica di
cui l’Istituto è custode.
Sabato
14 aprile alle 9,30, Il Nastro Azzurro, con un’importante cerimonia organizzata
in collaborazione con l’ANFIM presso le Fosse Ardeatine, ricorderà i 50
Decorati al Valor Militare, 22 dei quali militari in servizio, ivi sepolti. Alle
ore 16,00, presso la sede della Presidenza Nazionale dell’Istituto, p.zza
Galeno n. 1, avrà luogo la presentazione del volume “Generali in trincea – Comandanti
eroici italiani nella prima guerra mondiale” dello storico Giovanni Cecini.
Domenica
15 aprile, a partire dalle ore 9,00, il Nastro Azzurro renderà onore al Valor
Militare di Roma, capitale d’Italia, con un evento commemorativo ai Martiri di
Forte Bravetta ed al Gianicolo presso il Sacrario dei Caduti della Repubblica
Romana.
L’Istituto
del Nastro Azzurro che, lo scorso 23 marzo ha festeggiato il suo 95° compleanno, all’approssimarsi del
proprio centenario, intende perseguire ancora e sempre la fondamentale missione
di diffusione e sostegno del profondo significato del Valore Militare come
collante sociale dell’identità nazionale del nostro popolo.
gen. Antonio Daniele
Direttore Responsabile de “Il Nastro
Azzurro” – periodico sociale dell’Istituto
L’Istituto del Nastro Azzurro è
un'Associazione Combattentistica posta sotto la vigilanza del Ministero della
Difesa istituito il 23 marzo 1923 col proposito di: nobilitare il segno azzurro
del valore richiedendo ai propri soci la rigida osservanza dell'onore e del
dovere in ogni atto della loro vita pubblica e privata; affermare ed esaltare,
con l'esempio e con le opere, il valore e le virtù militari per diffondere la
coscienza dei doveri verso la Patria; ravvivare il ricordo degli eroismi
compiuti, ove più rifulse il valore italiano; assistere gli iscritti e tutelare
gli interessi morali e materiali della categoria. Inizialmente potevano far
parte dell'Istituto quei combattenti che avevano ottenuto, per atti di valore
compiuti esclusivamente in presenza del nemico, una ricompensa al Valor
Militare e i loro congiunti. Dalla sua istituzione ad oggi, hanno chiesto ed
ottenuto l'iscrizione al Nastro Azzurro oltre 90.000 Decorati al Valor Militare
e loro familiari. Oggi l’iscrizione all'Istituto è consentita a tutti i
Decorati al Valor Militare e di Forza Armata, ai loro congiunti (Soci Ordinari)
ed a coloro che condividono le finalità statutarie (Soci Sostenitori). Il
Nastro Azzurro vive con i proventi delle quote sociali e con un modesto
contributo dello Stato.
giovedì 1 febbraio 2018
I risvolti sociali della Grande Guerra.
La Conferenza intende mettere in relazione la sorpresa strategica di Caporetto che il Re affrontò promettendo al popolo italiano la soluzione della questione agraria, aperta con l'unificazione del 1861, qualora si conseguisse la vittoria sul nemico ereditario.
Una concatenazione di motivazioni,eventi e decisioni che coinvolgono il campo militare, economico, sociale e motivazionale che sono la mappa logica per comprendere il primo dopoguerra e la nascita e l'avvento del fascismo
mercoledì 10 gennaio 2018
Lettere dal fronte di un soldato marchigiano. Pietro Bonci
L1. Lettera. Da Pietro Bonci a Margherita Bonci.
Lettera
del 31 Gennaio 1916
La prima lettera del carteggi che via via proporremo ai lettori di questo blog riporta in poche righe l'impatto che il Soldato Pietro Bonci ha avuto con la vita militare. La Guerra è stata dichiarata sei mesi prima, e già si cominciano a chiamare complementi, dopo le quattro battaglie dell'Isonzo, che costarono oltre centomila tra morti.
Mortara
31 Gennaio 1916
Finalmente
oggi ho ricevuto la tua tanto cara e desiderata lettera dalla quale appresi
l’ottimo stato di salute ed il buon viaggio fatto. Margherita cara sapessi
quanto ho sofferto nell’abbandonarvi e quanto soffro nel rimanere così lontano
e col continuo pensiero dell’adorato Peppino. Povero figlio mio quanto sono
stato disgraziato non ho avuto neanche la consolazione di baciarlo per l’ultima
volta!……..
La
vita militare mi è stata dura fin dai primi giorni; ma oggi con quel continuo
pensiero non ho più pace e spesse volte piango .
mercoledì 3 gennaio 2018
Il Bilancio del 1917 della Accademia di Oplologia e Militaria di Ancona
Cari Amici e Soci,
abbiamo passato insieme un altro anno e siamo pertanto a riassumere l’attività ormai conclusa.
Il 2017 ci ha visto molto impegnati sui vari fronti oplologici: a fine lettera potete trovare l'elenco tratto dal nostro sito internet con ben 26 appuntamenti, pertanto voglio ringraziare tutti quelli che più o meno si sono prodigati o hanno partecipato in vario modo alla loro realizzazione, ma anche chi ha scritto o telefonato per fornire suggerimenti, opinioni o anche solo per far sentire la propria vicinanza all'Associazione.
Per l'anno 2018 abbiamo già in programma:
- al Museo della Città di Ancona il prossimo 28 gennaio, il Socio Massimo Coltrinari presenta il volumeOBIETTIVO SUL FRONTE Le foto di Carlo Balelli (Novara 1894-Macerata 1981) scattate durante la Grande Guerra come operatore militare;
- prevista la presentazione del volume dedicato al 1916 nel Centenario della Grande Guerra, scritto dal Socio Massimo Coltrinari, pubblicazione prestigiosa con il riconoscimento ministeriale e da noi sponsorizzata; naturalmente seguiranno le conferenze di presentazione del libro stesso in varie località;
-naturalmente non mancheremo di celebrare il centenario della conclusione della Prima Guerra Mondiale;
- proseguirà la rinnovata collaborazione con il POLO MUSEALE di Offagna (An) che gestisce i tre musei locali, per cui collaboreremo sia al Museo delle Armi Antiche nella Rocca, sia al Museo della Liberazione di Ancona dedicato agli eventi del luglio 1944;
-consolidato il rapporto con il Museo delle Comunicazioni di S.Marcello (An) che propone decine di radio militari da tutto il mondo, alcune delle quali di nostri soci;
-verrà mantenuta la collaborazione con il Museo della Città di Ancona che ci ospita in occasione di conferenze e mostre a tema locale;
-stretto ancor più i rapporti con il Museo del Figurino Storico di Osimo che ora gestisce oltre la sede storica un ampio locale che sarà utilizzato anche dalla nostra Accademia per mostre, conferenze e quant’altro;
-in preparazione una mostra a Falconara M.ma per ricordare il 170° anniversario della Prima Guerra di Indipendenza e il 169° della Repubblica Romana con conferenza del Socio Onorario Prof.Piccinini;
-a marzo ricorderemo l’anniversario della proclamazione del Regno d’Italia (17 marzo 1861) con una manifestazione ad Ancona in collaborazione con altre realtà locali;
Non mi dilungo oltre ed auguro a tutti un sereno e prospero Anno Nuovo da parte mia e di tutti i componenti del Consiglio Direttivo e Collegio dei Probiviri, recentemente rinnovati .
Massimo Ossidi
Elenco manifestazioni 2017
CASTEL D’EMILIO (AN) – PRESENTAZ. DEL LIBRO “I POETI DIALETTALI DELLE MARCHE NELLA G.GUERRA”
OSIMO (AN) - RIVIVI '700 NELLE BEVANDE COLONIALI - GROTTE DEL CANTINONE CON I CORSARI ANCON.
ROMA - CELEBRAZIONE DEL 168° ANNO DELLA REPUBBLICA ROMANA CON IL GRUPPO GARIBALDINO ELIA
OFFAGNA (AN) - RADUNO DI AUTOMEZZI E RIEVOCATORI DELL'ACCADEMIA-COMP.VEICOLI STORICI MILITARI
MODENA - VISITA ALL'ACCADEMIA MILITARE ED ALLE SALE MUSEALI
ANCONA- CONFERENZA "L'INVESTIMENTO E LA PRESA DI ANCONA - 20SETTEMBRE/8 OTTOBRE 1860"
CASTIGLIONE DEL L.(PG) - "UN VOLO NELLA STORIA: L'AEROPORTO MILITARE ELEUTERI - 1944" - CVSM
RAVENNA - GARIBALDI DAY AL CAPANNO GARIBALDI CON IL GRUPPO GARIBALDINO ELIA DELL'ACCADEMIA
TOLENTINO (MC) - RIEVOCAZIONE DELLA BATTAGLIA DEL 1815 - LA GUARNIGIONE DI PORTO NUOVO
ANCONA - RIEVOCAZIONI STORICHE E PICNIC AL VECCHIO FARO CON IL GRUPPO GARIBALDINO ELIA
SERRA S.QUIRICO, ROSORA E MERGO (AN) - RADUNO COMP.VEICOLI STORICI MILITARI PER IL 2 GIUGNO
TOLENTINO (MC) - LUDICA MARCHE 2° EDIZIONE AL CASTELLO DELLA RANCIA
ANCONA - PRESENTAZIONE DEL LIBRO "SCRITTI ED INTERVENTI" DI FELICE SIGNORETTI
ANCONA - MOSTRA FOTOGRAFICA: LA PROCESSIONE DEL CORPUS DOMINI NEGLI SCATTI ..- 20 GIUGNO 1946
POTENZA PICENA (MC) - ROMANTICHE ATMOSFERE A VILLA BUONACCORSI CON IL GRUPPO GARIB. ELIA
VAL MUSONE (AN) - CICLOTURISTICA "LA LIBERAZIONE - LUGLIO 1944” - COMP.VEICOLI STORICI MILITARI
CINGOLI (MC) - RIEVOCAZIONE STORICA CINGOLI 1848 – CON IL GRUPPO GARIBALDINO ELIA
MODIGLIANA (FC) - FESTE DELL'800 CON LA PARTECIPAZIONE DEL GRUPPO GARIBALDINO ELIA
CASTELFIDARDO (AN) - CELEBRAZIONE PER IL 157° ANNIVERSARIO DELLA BATTAGLIA
REP.SAN MARINO - XVI RADUNO DELLA LINEA GIALLA - RADUNO VEICOLI E RIEVOCATORI DELLA II G.M.
ANCONA - CONFERENZA E PRESENTAZ. DEL LIBRO " DANS LA TOURMENTE DE L'UNIFICATION ITALIENNE"
SENIGALLIA (AN) - RIEVOCAZIONE DELLA FUCILAZIONE DI GIROLAMO SIMONCELLI (2 ottobre 1852)
CIVITANOVA M. (MC) - MOSTRA E CONFERENZA " CAPORETTO: UNA VICENDA ITALIANA"
ANCONA - PRESENTAZIONE DEL II VOL.DEL 1915 SULLA G.GUERRA E MOSTRA DI CIMELI, MODELLI, FOTO,DOCUMENTI,ECC.
CASTEL D'EMILIO (AN) - PRESENTAZIONE DEL II VOL. DEL 1915 SULLA GRANDE GUERRA E DIBATTITO
ANCONA - PRESENTAZIONE DEL II VOL. DEL 1915 SULLA GRANDE GUERRA PRESSO LA SEDE UNUCI
venerdì 15 dicembre 2017
Un Bell'Incontro all'UNUCI
Augusto Staccioli martedi 12 dicembre 2017 alla sede dell'Unuci di Ancona, Via Cialdini 1, ha presentato il volume di Massimo Coltrinari dedicato alla Grande Guerra (1915). (Indicazioni sul volume in www.storiainlaboratorio.blogspot.com).
L'incontro ha avuto successo: oltre agli ufficizali in concedo vi erano soci della Associazione marinai e sopratutto della Associazione paracadutisti, di cui Staccioli, generale che ha passato la sua vita militare come paracadutista, è Presidente.
Presente l'autore, i prossimi incontri saranno dedicati alle ricerche in corso sulla Grande Guerra, sopratutto a particolari settori come la prigionia di guerra, il serizio di spionaggio, la propaganda, le attività dietro alle linee nemiche ed alle truppe speciali, come i raparti d'assalto e a quello particlare denominato "caimani del Piave", di cui nel primo dopo guerra fu fatto un film interessante.
L'Accademia di Oplologia e Militaria, attraverso il suo Presidente Ossidi ha ringraziato tutti per la partecipazione e per l'interessante dibattito che ne è seguito.
domenica 5 novembre 2017
lunedì 23 ottobre 2017
lunedì 2 ottobre 2017
martedì 19 settembre 2017
Lo Scontro di Castelfidardo Anniversario
Alla presenza di autorità civili e militari, si è svolta a Castelfidardo (AN) nel piazzale antistante il sacrario-ossario dedicato ai caduti della battaglia del 18 settembre 1860, la celebrazione del 157° anniversario della battaglia.
A ricordare gli oltre seicento decorati della battaglia di Castelfidardo, in prima fila era presente una delegazione del Nastro Azzurro Provinciale con il Presidente Mondaini.
Dopo l'alzabandiera, l'inno nazionale e quello della regione Marche, sono intervenuti il Sindaco e la rappresentante del Prefetto D.ssa Calcagnini, il Commissario dell'Istituto di Storia del Risorgimento Italiano Dott.Tronca e l'Assessore Pieroni dell'Ente Regione per rimarcare l'alto significato della ricorrenza e ricordando che il Museo Risorgimentale di Castelfidardo è attualmente l'unico attivo nelle Marche.
Massimo Ossidi
Iscriviti a:
Post (Atom)


































