Notizie,documenti, contributi,riguardanti la Storia di Ancona e delle Marche.Inoltre contributi e note alla Storia Militare delle Marche sotto l'egida del Comitato Scientifico del Club Ufficiali Marchigiani. E' spazio esterno del CESVAM - Istituto del Nastro Azzurro per la collaborazione il CUM. (Info: centrostudicesvam@istitutonastroazzurro.org)
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martedì 30 luglio 2019
martedì 23 luglio 2019
Un anconetano del novecento
Fazio Fazioli
nasce in Ancona nel 1888, figlio di Rinaldo e Luisa Ciarpaglini e quindi nipote di Michele Fazioli, primo Sindaco di Ancona sotto il Regno d’Italia. Egli quindi appartiene a quella sfortunata generazione che ha dovuto affrontare per ben due volte una guerra mondiale e soprattutto i difficili anni di ricostruzione, negli anni che le hanno seguite.
Appena diciottenne, si ritrova ad essere l'unica figura maschile della famiglia, perché tra il 1901 e il 1906 scompaiono il padre Rinaldo, il nonno Michele e gli zii Andrea e Alfredo. Di lì a poco, lo scoppio della Prima Guerra Mondiale lo costringe ad interrompere gli studi e a raggiungere il fronte sull’altopiano di Asiago (Cima 11) al comando di una batteria di fotoelettriche con il grado di Tenente del Genio.
Riesce a laurearsi in Ingegneria solo nel 1920 e, poco dopo, si iscrive al Partito Nazionale Fascista ed entra nella Milizia Nazionale. In quel periodo, gli vengono affidati alcuni incarichi civici, tra cui quello dal nome curioso di “Commissario alle Acque e alla Grandine”.
Il suo grado nella milizia lo fece designare per frequentare un corso di artiglieria a Nettunia ed è proprio con quell'abilitazione che gli viene assegnato il Comando della Difesa Contraerea di Ancona, che comprendeva una serie di postazioni a Monte Cardeto, al Campo degli Ebrei, a Pietralacroce, al Molo Nord e a Forte Scrima.
Nei primi anni di guerra, il suo servizio scorreva senza particolari problemi, in quanto Ancona sembrava dimenticata. I guai veri incominciarono dopo l’8 settembre 1943: i Tedeschi iniziarono la ritirata sabotando le installazioni, il Regio Esercito era praticamente allo sbando perché nessuno sapeva più che pesci prendere, e Fazio fu posto in Licenza Illimitata. Poté fare quindi ben poco quando Ancona subì il primo bombardamento aereo alleato il 15 ottobre, che colpì la zona della stazione e ancor meno il 1° novembre: nella distruzione della città vecchia, tra gli altri, andò distrutta anche la casa di famiglia che Fazio aveva ereditato dal nonno Michele e che aveva finito di ristrutturare da pochi anni.
Verso la primavera del ‘44 Fazio decide di partire per Reggio Emilia con la famiglia: il fronte si stava avvicinando ed aveva qualche preoccupazione per eventuali ritorsioni o rancori per il suo passato fascista.
Il ritorno in Ancona dopo il passaggio del fronte fu molto triste. Fazio ristabilì la sua famiglia a Pietralacroce, tentando come tutti di rimboccarsi le maniche per tornare alla normalità. Nessuno mai si sognò minimamente di rinfacciare alcunché nei suoi confronti, anche se i suoi trascorsi e molto probabilmente l’età non più giovane, non gli hanno consentito di riprendere un’attività lavorativa vera e propria.
Gli fu di grande conforto la famiglia, che si era progressivamente allargata con l’arrivo dei nipoti, fino a quando non si spegne serenamente nel 1966.
nasce in Ancona nel 1888, figlio di Rinaldo e Luisa Ciarpaglini e quindi nipote di Michele Fazioli, primo Sindaco di Ancona sotto il Regno d’Italia. Egli quindi appartiene a quella sfortunata generazione che ha dovuto affrontare per ben due volte una guerra mondiale e soprattutto i difficili anni di ricostruzione, negli anni che le hanno seguite.
Appena diciottenne, si ritrova ad essere l'unica figura maschile della famiglia, perché tra il 1901 e il 1906 scompaiono il padre Rinaldo, il nonno Michele e gli zii Andrea e Alfredo. Di lì a poco, lo scoppio della Prima Guerra Mondiale lo costringe ad interrompere gli studi e a raggiungere il fronte sull’altopiano di Asiago (Cima 11) al comando di una batteria di fotoelettriche con il grado di Tenente del Genio.
Riesce a laurearsi in Ingegneria solo nel 1920 e, poco dopo, si iscrive al Partito Nazionale Fascista ed entra nella Milizia Nazionale. In quel periodo, gli vengono affidati alcuni incarichi civici, tra cui quello dal nome curioso di “Commissario alle Acque e alla Grandine”.
Il suo grado nella milizia lo fece designare per frequentare un corso di artiglieria a Nettunia ed è proprio con quell'abilitazione che gli viene assegnato il Comando della Difesa Contraerea di Ancona, che comprendeva una serie di postazioni a Monte Cardeto, al Campo degli Ebrei, a Pietralacroce, al Molo Nord e a Forte Scrima.
Nei primi anni di guerra, il suo servizio scorreva senza particolari problemi, in quanto Ancona sembrava dimenticata. I guai veri incominciarono dopo l’8 settembre 1943: i Tedeschi iniziarono la ritirata sabotando le installazioni, il Regio Esercito era praticamente allo sbando perché nessuno sapeva più che pesci prendere, e Fazio fu posto in Licenza Illimitata. Poté fare quindi ben poco quando Ancona subì il primo bombardamento aereo alleato il 15 ottobre, che colpì la zona della stazione e ancor meno il 1° novembre: nella distruzione della città vecchia, tra gli altri, andò distrutta anche la casa di famiglia che Fazio aveva ereditato dal nonno Michele e che aveva finito di ristrutturare da pochi anni.
Verso la primavera del ‘44 Fazio decide di partire per Reggio Emilia con la famiglia: il fronte si stava avvicinando ed aveva qualche preoccupazione per eventuali ritorsioni o rancori per il suo passato fascista.
Il ritorno in Ancona dopo il passaggio del fronte fu molto triste. Fazio ristabilì la sua famiglia a Pietralacroce, tentando come tutti di rimboccarsi le maniche per tornare alla normalità. Nessuno mai si sognò minimamente di rinfacciare alcunché nei suoi confronti, anche se i suoi trascorsi e molto probabilmente l’età non più giovane, non gli hanno consentito di riprendere un’attività lavorativa vera e propria.
Gli fu di grande conforto la famiglia, che si era progressivamente allargata con l’arrivo dei nipoti, fino a quando non si spegne serenamente nel 1966.
martedì 16 luglio 2019
domenica 30 giugno 2019
Castel d'Emilio 9 marzo 2019 Il recupero dell'arredo urbano
La Società Operaia di
Mutuo Soccorso, organizzatrice dell’Incontro di Memoria di sabato 9 marzo 2019
è particolarmente lieta di constatare che il predetto incontro ha avuto
successo, con la partecipazione di numerose persone e soprattutto nella
concordia e nella collaborazione di tutte le componenti la comunità di Castel
d’Emilio. Con il concorso del Centro Studi di Agugliano e Castel d’Emilio, della Accademia di Oplologia e MIlitaria, con l’adesione dell’Istituto del Nastro
Azzurro Federazione di Ancona e del Club Ufficiali Marchigiani. L’incontro ha
avuto il seguente svolgimento
Dopo il ritrovo in piazza, finalmente sgombra da ogni
autovettura e quindi restituita alle sue naturali funzioni di incontro e
socializzazione e non ridotta a mero parcheggio, e questo grazie all’impegno di
tutti e come capofila Andrea Rossi, si è svolto il trasferimento al Cimitero di Castel d’Emilio,
secondo tradizione ed uso. Il Corteo è stato preceduto dalle Bandiere della
Società Operaia, quella del Centro Studi
e del Labaro del Nastro Azzurro – Federazione di Ancona.
Raggiunto il Cimitero, in un' atmosfera di inizio primavera
con gli agenti atmosferici che contribuivano a creare un clima di
partecipazione ed adesione, ci si è raccolti, come omaggio al passato; come
fonte di memoria e nel ripristino del decoro urbano. Come noto la pianta del
Cimitero è quella classica, con il cardo che vede a sud l’ingresso e a nord le
tombe dei Parroci di Castel d’Emilio, con il decumano che ad est presenta la
Cappella Milesi e a ovest la Costruzione per l’accoglienza dei Cortei funebri.
Ci si è raccolti attorno alle Tombe dei parroci e della Maestra Trillini.
Grande è stata l’ammirazzione per i lavori di ripristino delle predette tombe,
voluto dalla Società Operaia sotto la guida di Giuseppe Nisi ed eseguiti da
Aurelio Lanari di Osimo. Si è avviato un interessante scambio di idee tra tutti
i presenti in quando su indicazione di Corrado Lucchetti, nel sarcofago e nel
basamento sono evidenti segni di scritte.
Al momento non si è saputo dare ipotesi del significato reale di queste
scritti. In ogni caso dovevano essere di personalità importanti in quanto la
croce posta sulla colonna della tomba di Don Umberto Novelli presenta la sua
facciata principale rivolta verso esse. E’ partito quindi il secondo contenuto
degli interventi su queste tombe, sempre per il decoro urbano riguardante la
decrittazione delle scritte, che Aurelio Lanari può con speciali vernici far
affiorare e per il ripristino della tomba del parroco Don Francesco Poli,
predecessore di Don Cesare Brunelli. Come era stato ipotizzato le varie idee
avanzate sono state chiarite dalla Professoressa Romiti che, interpellata, ha
chiarito che le tombe sono di parroci dell’Ottocento. Una sicuramente di Don
Brunelli, l’altra da accertare, ma sempre di un Parroco di Castel d’Emilio.
Giuseppe Nisi ha chiamato poi tutti presso la Cappella
Milesi per il ripristino della Campana della Cappella Milesi, scomparsa per
mano di ignoti. Massimo Coltrinari ha ricordato il significato di questa
campana e del suo uso e ha ricordato a tutti che, qualora fosse di nuovo
asportata dai soliti ignoti, sarà ripristinata. Poi alcune parole di doveroso
omaggio, con la presenza del Labaro dell’Istituto del nastro Azzurro, alla
figura di Corrado Milesi Ferretti, Medaglia d’Argento al Valore Militare che
non è sepolto a Castel d’Emilio ma al Sacrario Militare di Pocol, sopra
Cortina.
Si è ritornati poi presso le tombe dei Parroci e Giuseppe
Nisi ha ricordato lo scopo dell’iniziativa, ovvero il riordino delle tombe
Trillini e Novelli. Poi ha dato la parola a Massimo Coltrinari che ha
sottolineato come l’iniziativa deve essere intesa come l’esercizio del potere
sovrano che la Repubblica riconosce al popolo e quindi ai cittadini di
intervenire direttamente, nel rispetto delle leggi, degli usi e dei costumi nel
realizzare il bene pubblico. E’ ovvio che questo potere deve essere delegato a
Rappresentanti, ma occorre sempre ricordare che costoro esercitano il loro
potere su delega, fermo restando che devono sempre e comunque realizzare con
onestà e coscienza il bene della collettività, e non quello personale o di
parte.
L’incontro si è concluso
con Giuseppe Nisi che ha ringraziato i discendenti di Don Umberto
Novelli, presenti all’incontro, per la loro disponibilità, e ha chiesto a tutti
un minuto di raccoglimento e silenzio.
Alla Chiesa di S.Maria delle Grazie a Castel d’Emilio si è
svolta la Santa Messa, in cui è stata inserito il ricordo della data
anniversaria della morte di Don Umberto Novelli (8 marzo 1949 – 8 marzo 2019).
Don MIchele, al termine della funzione, ha annunciato il programma di larga
massima in merito alla Festa di S. Isidoro, legato alla Agricoltura, tradizione
appuntamento di Castel d’Emilio che vede l’occasione per parlare ed
approfondire i temi della Enciclica “Laudato Sii” di Papa Francesco per la
conservazione ed il buon uso del Pianeta Terra.
Alla Società Operaia di Mutuo Soccorso di Castel d’Emilio,
con la Presidenza di Giuseppe Nisi, si e svolta la terza parte di queste iniziative per la memoria laica e cristiana
della comunità di. Oltre a ringraziare tutti i presenti e portare i saluti del
Presidente della Società Operaia, Paolo Nisi, si è svolta la consegna di
attestati di benemerenza a Massimo Ossidi, Presidente della Accademia di
Oplologia e Militaria di Ancona e al Ten. Col. Maurizio Mondaini, Vice
Presidente dell’Istituto del Nastro Azzurro Federazione Provinciale di Ancona.
Giuseppe Nisi ha poi indicato le iniziative di memoria: progetti, ricerche,
ipotesi di lavoro riguardanti Castel ‘Emilio, soprattutto la mostra statica
presso il Convento di San Francesco in occasione delle celebrazioni della data
anniversaria del Passaggio di San Francesco nelle Marche ed altre iniziative
come l’Archivio-Biblioteca.
Giuseppe Nisi ha poi dato la parola a Paola Romiti che ha tracciato un profilo
esaustivo della figura di Don Umberto Novelli, attingendo dal volume da lei
scritto “Stile di vita di un parroco” a cui si rimanda per i contenuti. Ha poi
portato il suo contributo di conoscenza in merito alla Maestra Trillini che ha
operato a Castel d’Emilio educando tre generazioni. L’ampia descrizione e
spiegazione della prof. Romiti ha ben colto lo spirito della iniziativa voluta
da Giuseppe Nisi: quella di rinverdire la Memoria a tutti i componenti la
Comunità, almeno per gli avvenimenti che videro protagonisti i nostri padri ed
i nostri nonni.
Ha preso poi la
parola Alfio Moroni che ha tracciato, attingendo alle fonti informatiche, la
figura e l’opera del vescovo Federici, nato a Castel d’Emilio con un' agile
esposizione biografica.
Le conclusioni sono state tratte da Aroldo Berardi,
Presidente del Centro Studi Storici di
Agugliano e Castel d’Emilio, che ha sottolineato come ogni comunità deve essere
custode della memoria per il semplice fatto che, senza questa azione di
carattere aggregativo, la comunità scompare ed ognuno e solo con se
stesso.
Nel concludere l’incontro Giuseppe Nisi ha ancora
ringraziato tutti i presenti per la loro partecipazione e ha messo a
disposizione il volume da lui curato ed edito “Il Comune” di Castel d’Emilio.
Notizie dal XII al XIX Secolo” di Giuseppe Crispini.
giovedì 13 giugno 2019
domenica 2 giugno 2019
sabato 1 giugno 2019
I 170 anni dell'Assedio di Ancona
DI MASSIMO OSSIDI
Nota storica
Ancona, unico centro che rimaneva alla Repubblica Romana sul litorale adriatico per ritardare la marcia austriaca su Roma, era considerata “piazzaforte di molta importanza strategica" non solo per il governo del triumvirato, ma anche per gli austriaci che, occupandola, avrebbero potuto intercettare aiuti e rifornimenti per Venezia, affrettando così la sua resa. Il Gen.austriaco Wimpffen occupò Pesaro, Fano, Senigallia e proseguì per la piazzaforte di Ancona, raggiunta il 25 maggio: iniziò allora il lungo assedio della citta con l'attacco sia da terra che da mare con circa dieci navi. La citta era una piazzaforte ben munita, ma difesa da appena quattromila soldati volontari, provenienti da varie regioni d'italia, guidati dal coraggioso Livio Zambeccari. Antonio Elia e suo figlio Augusto ebbero una parte di rilievo nella difesa della citta. Antonio era imbarcato come nostromo sul vapore nazionale “Roma", con Augusto in qualità di timoniere, e Raffaele Castagnola comandante. Il piroscafo “Roma" si distingue nelle acque di Ancona, sfruttando il vapore nei periodi di bonaccia, per contrastare la flottiglia a vela austriaca che stringe d'assedio la citta adriatica. Il 12 giugno il capitano Giovanni Gervasoni (Crema, 30 apriIe1816 -Ancona, 12 giugno 1849) guidò una sortita contro le postazioni nemiche di Monte Marino, rimanendo ucciso (sul luogo e stato eretto un monumento in ricordo dell'azione durante la quale morirono e vennero feriti circa 50 soldati repubblicani). Seguirono altre due settimane con vari episodi di eroismo e due settimane di bombardamenti che costò centinaia di morti (facendo conquistare alla città, una volta entrata nel Regno d'Italia, la medaglia d'oro come “benemerita del Risorgimento nazionale" nel 1898), il 17 giugno, dopo 23 giorni di assedio, la citta (senza il consenso di Zambeccari) accettò la proposta di resa avanzata dal Wimpffen, firmata il 19 giugno. Il 21 fu consegnata la cittadella e i forti; i difensori della citta furono salutati dai vincitori con l'onore delle armi, per ordine del comandante austriaco.
martedì 21 maggio 2019
Appuntamento a Macerata ASC. Bollettino ed Invito
Giiovedì 23 maggio p. v. verrà presentato a Macerata presso La Bottega del Libro
l'ultimo tomo del progetto "Storia delle Marche nel XX secolo": .
Fervono poi i preparativi per il 2 giugno allorché si svolgeranno:
- ore 10.30, presso la Sede (via Chiostergi, 10) il Consiglio Direttivo ASC con il seguente ordine del giorno:
1. Comunicazioni del Presidente
2. Attività culturali estive
3. Sistemazione della biblioteca
4. Varie ed eventuali
- ore 11.00, presso la Sede (via Chiostergi, 10) la seconda Assemblea dei soci ASC con il seguente ordine del giorno:
1. Comunicazioni del Presidente
2. Programmazione estiva delle attività associative
3. Varie ed eventuali
- ore 11.30, presso il Palazzetto Baviera di Senigallia la presentazione, in occasione del 73° anniversario
della Repubblica Italiana, dei volumi freschi di stampa Le Marche per la libertà. Donne, uomini, scelte, eventi, luoghi,
a cura di L. Pupilli (Ed. Ventura, 2019) e Viaggiare nel mondo in guerra 1939-1945, a cura di M. Severini (Ed. Marsilio, 2019)
- ore 13.15, pranzo tricolore per tutti i soci, aperto ad amici, parenti e simpatizzanti (4 portate rigorosamente tricolori, prezzo 15,00 euro
a persona: gentilmente offerto agli autori e autrici dei libri in presentazione). Bisogna prenotare entro
le 18.00 di venerdì 31 maggio inviando una mail a questa casella di posta elettronica oppure un
whatsapp o sms (oppure chiamando) al numero 37557 99 348.
Questa mail vale come convocazione del Direttivo e dell'Assemblea.
Un'ultima considerazione.
Vi invito caldamente a presenziare agli eventi di questa mattinata per celebrare,
con il dialogo, il confronto e una partecipazione costruttiva,
al meglio i valori della cittadinanza repubblicana e della nostra Costituzione.
W la Repubblica!
Marco Severini
mercoledì 8 maggio 2019
Ancona 17-18-19 Mostra sulla Pesca
Sperando di fare cosa gradita vi segnalo la Mostra Fotografica "La pesca in Ancona - dalla vela al motore (1891-1940)", organizzata con i colleghi cantieristi dell'Ass. Uomini delle Navi nell'ambito di Tipicità in Blu 2019.
La mostra è alla Mole Vanvitelliana, Sala BOXE 1, terremo anche una conferenza sabato 18 maggio alle 16,30,
in cui io e
il mio collega Pasquale Frascione presenteremo lo stato della ricerca sulla storia del mondo della pesca anconetano tra il 1891 e 1940.
A presto, cordiali saluti.
A presto
Paolo Gissi
via V. Volterra, 20
60123 - Ancona
mobile: 3385709476
venerdì 3 maggio 2019
mercoledì 24 aprile 2019
Programma di Maggio 2019 Associazione Storia Contemporanea
LA FRASE del MESE
La realtà è più bizzarra della
finzione
Mark Twain
Gent.me/.mi
Socie e Soci,
nel
mese di maggio è il XXXII Salone Internazionale del Libro di Torino (9-13
maggio 2019) a catalizzare le iniziative associative: trovate di seguito i
dieci appuntamenti della kermesse sabauda in cui presenteremo le nostre novità
editoriali.
Ricordo
in proposito a tutti i soci che parteciperanno a questa edizione del Salone che
l’Associazione offre loro, more solito,
vitto (serale) e alloggio (trattamento presso l’Hotel Cairo, Via La Loggia 6,
angolo Corso Unione Sovietica, 10134 Torino, tre stelle, telefono: 011 317 1555)
+ prima colazione; ogni altra spesa è a carico dei soci.
Segnalo,
per chi ancora non avesse pagato la quota associativa (12,00 euro), le possibilità di farlo tramite cash in Sede (ogni
lunedì dalle 17.00 alle 19.00); conto corrente bancario; conto corrente postale
(rimando al link “Opportunità” del nostro sito).
Infine,
ci sono stati alcuni disguidi nella consegna della rivista «Centro e
periferie»: chi non l’avesse ricevuta è pregato di mandarci una mail ad ascontemporanea@gmail.com
Un
caro saluto
Marco
Severini
Presidente ASC
1)
Appignano del
Tronto (Ap) domenica
5, ore 17.30, in occasione
dell’intitolazione di uno spazio pubblico alla partigiana Mercedes Rizzoli da
parte di quella Amministrazione comunale, la Vice presidente Rita Forlini parla
della biografia della donna. NEWS
2)
Monte Vidon
Corrado (Fm),
domenica 5, ore 18.00, Teatro
comunale, presentazione del libro L’avvento
della Regione e la fine del Novecento 1970-2000 (Ed. Aras, 2019), a cura di
R. Forlini, M. Diambra e V. Sabbatini. Prendono parte le curatrici, autori e
autrici dell’opera e il coordinatore del progetto “Storia delle Marche nel XX
secolo”. NEWS
3)
Torino, domenica 12, nell’ambito del XXXII Salone Internazionale
del Libro, ore 13.00, Spazio espositivo Regione Marche, presentazione del libro
a cura di Lidia Pupilli, Le Marche per la
libertà (Ed. Ventura, 2019). Intervengono, insieme alla curatrice, autori e
autrici dell’opera. NEWS
4)
Torino, domenica 12, nell’ambito del XXXII Salone
Internazionale del Libro, ore 13.30, Spazio espositivo Regione Marche, presentazione
del libro di Marco Severini, Il circolo
di Anna. Donne che precorrono i tempi (Ed. Zefiro, 2019). Intervengono,
insieme all’autore, Lidia Pupilli e Rita Forlini. NEWS
5)
Torino, domenica 12, nell’ambito del XXXII Salone
Internazionale del Libro, ore 16.00, Spazio espositivo Regione Marche, presentazione
del libro Dall’istituzione della Regione
alla fine del secolo (1970-2000). Intervengono l’editrice Federica Savini,
la curatrice Rita Forlini, autori e autrici (Ed. Zefiro, 2019, pp. 154). NEWS
6)
Torino, domenica 12, nell’ambito del XXXII Salone
Internazionale del Libro, ore 16.30, Spazio espositivo Regione Marche, presentazione
del libro di Carla Calcatelli, Esperienze
di vita (Ed. Ventura, 2019). Intervengono, insieme alla sorella
dell’autrice, prof.ssa Anita Calcatelli, le socie Lidia Pupilli e Rita Forlini.
NEWS
7)
Torino, domenica 12, nell’ambito del XXXII Salone
Internazionale del Libro, ore 17.00, Spazio espositivo Regione Marche, presentazione
del libro Il circolo di Anna. Donne che
precorrono i tempi (Ed. Zefiro, 2019). Intervengono Lidia Pupilli e Rita
Forlini. NEWS
8)
Torino, domenica 12, nell’ambito del XXXII Salone
Internazionale del Libro, ore 17.30, Sala Romania, presentazione del libro di
Carla Calcatelli, Esperienze di vita
(Ed. Ventura, 2019). Intervengono, insieme alla sorella dell’autrice prof.ssa
Anita Calcatelli, le socie Lidia Pupilli e Rita Forlini. NEWS
9)
Torino, domenica 12, nell’ambito del XXXII Salone
Internazionale del Libro, ore 18.00, Sala Romania, presentazione del libro di
Marco Severini, Il circolo di Anna. Donne
che precorrono i tempi (Ed. Zefiro, 2019). Intervengono, insieme
all’autore, Lidia Pupilli e Rita Forlini. NEWS
Torino, domenica 12,
nell’ambito del XXXII Salone Internazionale del Libro, ore 19.00, Salottino Regione
Marche, presentazione del libro Vite da
gatti di Lidia Pupilli, Lucia
1)
Tarsi
e Simona Cardinali (Ed. Ventura, 2019). Intervengono le autrici Lidia Pupilli e
Lucia Tarsi. NEWS
2)
Torino, lunedì 13, nell’ambito del XXXII Salone
Internazionale del Libro, ore 12.30-13.30, Sala Avorio, presentazione del libro
Vite da gatti di Lidia Pupilli, Lucia
Tarsi e Simona Cardinali (Ed. Ventura, 2019). Intervengono le autrici Lidia
Pupilli e Lucia Tarsi. NEWS
3)
Torino, lunedì 13, nell’ambito del XXXII Salone
Internazionale del Libro, ore 16.30, Spazio espositivo della Regione Marche, presentazione
del libro Viaggiare nel mondo in guerra
(1939-1945), a cura di M. Severini (Ed. Marsilio 2019). Intervengono il
curatore, la Vice presidente ASC Rita Forlini, autori e autrici del volume. NEWS
4)
Senigallia, lunedì 19, Sede associativa, 17-19.00, Open space. Incontro riservato ai soci e
ai loro progetti.
5)
Ancona, giovedì 23, Biblioteca comunale, ore 18.00,
conferenza della prof.ssa Lidia Pupilli sul tema “La Resistenza taciuta. La Resistenza
delle donne”. NEWS
giovedì 18 aprile 2019
lunedì 1 aprile 2019
Offagna 25 aprile 2019
Egregi Soci ed Amici,
con la presente siamo ad inviare una bozza di volantino per invitarVi alla manifestazione del 25 aprile 2019 ad Offagna alla quale collabora la nostra Associazione con alcuni rievocatori.
La partecipazione è libera e gratuita; a pranzo è libero ma è possibile prenotare in locale al centro di Offagna dietro comunicazione alla presente mail entro il 15 aprile.
E' molto gradita l'uniforme polacca o degli alleati che presero parte alla liberazione di Ancona, ma è possibile partecipare anche in abiti civili.
Si raccomanda ai partecipanti un atteggiamento mirato alla correttezza ed al rispetto delle regole di educazione e comportamento etico-sociale.
Questo il programma di massima:
ore 9,30-10 raduno veicoli e rievocatori davanti al Museo della Liberazione di Ancona
ore 10-13 apertura al pubblico del Museo
ore 13 pausa pranzo
ore 16-19 apertura al pubblico del Museo
ore 16,30 cerimonia al monumento ai caduti con la nostra partecipazione
ore 17 conferenza sulle donne nella seconda guerra mondiale
ore 18,30 buffet offerto dal Comune di Offagna
E' tutto per il momento.
Grazie dell'attenzione.
Accademia di Oplologia e Militaria
Il Presidente Massimo Ossidi
mercoledì 27 marzo 2019
Lamberto Duranti, il primo giornalista Caduto nella Grande Guerra
Dal Convegno "Grande Guerra.Giornalisti in Trincea Report marchigiani morti in Battaglia"
Ancona 8 maggio 1915
Organizzato dall'Ordine dei Giornalisti Consiglio Nazionale
Ordine dei Giornalisti delle Marche
Comune di Ancona
Comune di Tolentino
Comune di Corridonia
Comune di Pesaro
Relazione di Massimo Coltrinari
(Questa relazione e stata preceduta da una relazione di Roseler Franz
"I giornalisti caduti nella Grande Guerra")
Lamberto Duranti fu il primo giornalista a morire nella Grande
Guerra. Fu uno dei garibaldini della
Legione Garibaldina che combatterono nelle Argonne (Francia) dove tra la fine
del 1914 e i primi mesi del 1915 caddero 300 soldati ed ufficiali, 400 restarono
feriti e un migliaio si ammalarono.
Patriota e di fede repubblicana, Duranti collaborò con vari giornali
del partito repubblicano e fondò "La Penna" (pubblicato
fino al 1914) assieme al pubblicistica
e saggista Camillo Marabini, uno dei più importanti rappresentanti del
garibaldinismo post-risorgimentale e collaboratore del quotidiano
repubblicano "La Ragione" e "La Luce".
Era nato ad Ancona il 21 gennaio 1890, figlio di Ulderico.
Fu Segretario di organizzazioni operaie e politiche e Segretario della Federazione regionale repubblicana umbra a Perugia, città dove era molto conosciuto.
Di carattere avventuroso, partì per prestare soccorso in Sicilia dopo il terremoto di Messina del 1908. Fu volontario garibaldino nel
Nel Comitato pro-Albania si prodigò con Felice Figliolia (giornalista foggiano di cui era molto amico e anch'esso morto poi in guerra il 12 novembre 1915 sul Monte San Michele), Alina Albani Tondi (esponente di spicco di "Fede Nuova", giornale femminile mazziniano), Giovanni Minuti (anch'esso morto poi in guerra il 19 marzo 1916 sull'Isonzo), e Giuseppe Chiostergi di Senigallia[3] Duranti partì da Brindisi il 15 agosto 1911[4], ma la spedizione non ebbe successo perché impedita dalla Triplice Alleanza. E il 17 settembre tornò a casa senza essere riuscito ad unirsi agli insorti albanesi. L'anno seguente si recò nuovamente con
Al suo ritorno
in Italia s'impegnò nella zona di Cervia e di Ravenna nelle lotte sociali e politiche
che videro una dura contrapposizione fra socialisti massimalisti e
repubblicani. Si adoperò per l'unità dei lavoratori e "…portò sempre una parola
di pace".
Allo scoppio della Prima Guerra Mondiale nel 1914 si arruolò in Francia nel Corpo volontari italiani garibaldini operante nella regione francese delle Argonne, dove erano arruolati anche alcuni nipoti di Garibaldi, due dei quali, Bruno e Costante, entrambi figli di Ricciotti, morirono eroicamente.[5]
Allo scoppio della Prima Guerra Mondiale nel 1914 si arruolò in Francia nel Corpo volontari italiani garibaldini operante nella regione francese delle Argonne, dove erano arruolati anche alcuni nipoti di Garibaldi, due dei quali, Bruno e Costante, entrambi figli di Ricciotti, morirono eroicamente.[5]
Lo stesso giorno morì Costante Garibaldi, nipote dell'Eroe dei Due Mondi[6]
Nel corso della
stessa battaglia restò gravemente ferito il giornalista sardo Augusto Alziator
de "Il Resto del Carlino", uno dei primissimi corrispondenti italiani
di guerra (nato a Cagliari nel 1879 era il segretario di Peppino Garibaldi. Fu
dato in un primo tempo erroneamente per morto, ma nel febbraio 1915 si seppe
che era stato preso prigioniero dai tedeschi e ricoverato a Baden. Una sorte
del tutto simile a quella toccata, come detto, a Giuseppe Chiostergi).
Lamberto Duranti
affidò al suo taccuino un drammatico messaggio sulla guerra e sul destino di
una generazione: "Ciascuno è pronto a compiere il sacrificio della propria
vita pur di scrivere quest'altra fulgida pagina del garibaldinismo…alla
baionetta per attaccare una trincea tedesca distante 20-30 metri dalla francese,
senza aver modo di passare. Sarà un massacro…io sarò il primo, se comandato, ad
avanzare."
In una sua lettera datata 1° gennaio 1915 (4 giorni prima di morire), indirizzata a Publio Angeloni, così descrisse lo svolgersi della battaglia del 26 dicembre 1914: "Ci siamo battuti da veri leoni. Sono veramente vivo per miracolo. Il Diavolo non m' ha voluto con sé. Abbiamo combattuto per due ore sotto un turbinio di fuoco ... Presto riattaccheremo: forse domenica. Sarò ancora fortunato? Ci credo poco ma... avanti! C'è gloria per tutti qui e bisogna conquistarsela. I tedeschi hanno veduto come sappiamo batterci: lo vedranno ancora perdio! Abbiamo sposato la santa causa francese e per essa daremo l'ultima stilla di sangue; italianamente".
Camillo Marabini, anch'egli marchigiano di Camerino e quasi un fratello per Duranti, riportò le sue ultime parole prima di morire. Dopo essere uscito dalla trincea disse: "Venite a vedere come muore un garibaldino!" Dopodiché fu ferito al cuore e, riportato in trincea, affermò: «Ah... muoio... muoio per la Repubblica».
In una sua lettera datata 1° gennaio 1915 (4 giorni prima di morire), indirizzata a Publio Angeloni, così descrisse lo svolgersi della battaglia del 26 dicembre 1914: "Ci siamo battuti da veri leoni. Sono veramente vivo per miracolo. Il Diavolo non m' ha voluto con sé. Abbiamo combattuto per due ore sotto un turbinio di fuoco ... Presto riattaccheremo: forse domenica. Sarò ancora fortunato? Ci credo poco ma... avanti! C'è gloria per tutti qui e bisogna conquistarsela. I tedeschi hanno veduto come sappiamo batterci: lo vedranno ancora perdio! Abbiamo sposato la santa causa francese e per essa daremo l'ultima stilla di sangue; italianamente".
Camillo Marabini, anch'egli marchigiano di Camerino e quasi un fratello per Duranti, riportò le sue ultime parole prima di morire. Dopo essere uscito dalla trincea disse: "Venite a vedere come muore un garibaldino!" Dopodiché fu ferito al cuore e, riportato in trincea, affermò: «Ah... muoio... muoio per la Repubblica».
I suoi ultimi istanti di vita sono raccontati
da Emanuele Sella: "Con il sorriso sulle labbra muore Duranti urlando:
"Italia!" in "L'Argonna", da "L'Eterno Convito", Roma,
Formigini, 1920 (citato in Giuseppe Fumagalli, Chi l'ha detto?, Hoepli, 1921,
p. 647). Secondo la versione riportata dal suo grande amico Camillo Marabini in
"La rossa avanguardia dell'Argonna. Diario di un garibaldino alla guerra
franco-tedesca", Milano, 1915, e ritenuta dal Fumagalli la più verosimile, (riporta sopra) il luogotenente Duranti uscì dalla trincea dicendo «Venite a vedere come muore un
garibaldino», dopodiché fu ferito al cuore e, riportato in trincea, disse:
«Ah... muoio... muoio per la Repubblica.».[1]
Il rientro in Italia della salma[2]
in treno prima fino a Torino, poi a Genova, Roma e quindi ad Ancona commosse
l'Italia. I suoi funerali si svolsero in forma solenne e con Ancona in
lutto cittadino (tutti i negozi chiusi). Duranti fu sepolto con gli onori
militari nel Cimitero delle Tavernelle di Ancona nei pressi dell’ingresso
principale, accanto alla tomba di diversi patrioti risorgimentali. Sul
feretro fu posta la camicia rossa di garibaldino che presentava un largo
strappo da un lato e chiazze di sangue. Parteciparono alle esequie i consoli di
Francia, Inghilterra, Russia e Belgio, l'ex sindaco della città e il
pubblicista forlivese Pietro Nenni, all'epoca repubblicano. [3]
Il valore dimostrato dai garibaldini italiani suscitò in Francia grande ammirazione e intensa commozione nell'opinione pubblica. [4]Ad un anno dalla morte il Partito Repubblicano pose una lapide in suo onore. Vi si legge: “A La Harazée nella Foresta delle Argonne, il tenente garibaldino Lamberto Duranti, giovinetto di 24 anni, balzò primo sulla trincea gridando: "Venite a vedere come muore un repubblicano italiano".[5]
All'inaugurazione
del monumento, nel 1916, funebre intervenne, tra gli altri, il pubblicista
(allora repubblicano) Pietro Nenni venuto appositamente in licenza dal fronte
dove stava combattendo.[6]
La città di Ancona gli ha intitolato una strada nei pressi del mare, nel quartiere Adriatico, vicino al Passetto. Duranti è inserito per ultimo nella 10^ colonna in basso a destra della lapide marmorea, realizzata nel 1921 dallo scultore anconetano Mentore Maltoni, su cui sono stati incisi i 614 nomi dei Caduti anconetani nella prima guerra mondiale. E’ posizionata sulla parete dello scalone monumentale all’interno del Palazzo degli Anziani, antica sede municipale della città.[7]
[1] Una diversa versione é, invece,
riportata da Souchon, in "Les mots heroïques de la guerre", p. 252. In sua memoria Oddo
Marinelli ha scritto nel 1961: "Lamberto Duranti: nella scapigliatura,
nell'apostolato, nel sacrificio", Fede e Avvenire", 1961 - 57 pagine.
[2]Dettero
notizia della sua morte Il Messaggero del 7/1/1915 a pag. 1 e 9/1/1915 a pag. 2
con foto e la
Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia n. 5 dell'8 gennaio 1915 a pag. 144 , Il
Mattino di Napoli del 10-11 gennaio 1915 a pag. 5 "Il dolore di Ancona per la
morte di Duranti" e il giornale La Stampa di Torino dell'11- 12 e 14
gennaio 1915 a
pag. 5.
La Stampa 11/1/1915 pag. 5 2^
colonna da sinistra in basso: "Quando le salme di Costante Garibaldi e di
Duranti passeranno per Torino", cliccare su:
La Stampa 12/1/1915 pag. 5 1^ e
2^ colonna in alto a sinistra: "Le salme di Costante Garibaldi e Lamberto
Duranti sono passate per Torino. 'omaggio dei garibaldini, della Colonia francese
e di parecchie Associazioni cittadine", cliccare su:
La
Stampa 14/1/1915 pag. 4 2^ colonna da sinistra in basso: "La Salma
di Lamberto Durante (n.b. vi é un lapsus nel suo cognome, ndr) ad Ancona",
cliccare su:
[4]Come ha
ricordato Silvio Pozzani in un articolo su L'Arena di Verona del
23/11/2014 a pag. 25 "; il
poeta Edmond Rostand volle darne testimonianza in una sua lirica intitolata “La
chemise rouge”, ispirata al garibaldino marchigiano Lamberto Duranti, caduto
il 5 gennaio 1915: “Regardez comment meurt un garibaldien”/ Crie un homme en
tombant dans la melée hagarde./La France s'agenouille auprés de lui, regarde, /
Et grave se relève en disant: “Il meur bien", cliccare su:
[5]Cadde con il
cuore spezzato da piombo germanico”. Cliccare su: http://it.wikipedia.org/wiki/Lamberto_Duranti#mediaviewer/File:Lamberto_Duranti_Tavernelle_AN_
e suhttp://it.wikipedia.org/wiki/Lamberto_Duranti#mediaviewer/File:Duranti_Lamberto_-_tomba_Tavernelle_AN_-
[7]Cliccare su http://www.pietredellamemoria.it/pietre/lapide-ai-caduti-di-ancona-nella-guerra-1915-18/
Il suo eroico sacrificio é stato immortalato nel 1965 nella cartolina commemorativa delle celebrazioni del 50° Anniversario della campagna garibaldina delle Argonne (1914-15/1964-65), sotto l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica, cliccare su:
Il suo eroico sacrificio é stato immortalato nel 1965 nella cartolina commemorativa delle celebrazioni del 50° Anniversario della campagna garibaldina delle Argonne (1914-15/1964-65), sotto l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica, cliccare su:
Su Il Messaggero di Ancona del 4 gennaio 2015 é stato
pubblicato l'articolo di Sergio Sparapani con foto dell'Eroe: "Duranti,
primo giornalista caduto nel 1915 "Guardate come muore un garibaldino -
Una figura eroica a lungo dimenticata. Volontario della Legione Garibaldina.
Perì per mano tedesca in Francia."
[1] Si riporta la breve biografia di Lamberto Duranti
predisposta per la Commemorazione al Famedio di Ancona del 5 gennaio 2015 da
Pierluigi Franz e pubblicata su www.coltrinarimassimo.blogspot.com.
[3] Chiostergi, in un primo tempo fu erroneamente dato per
disperso nella stessa battaglia del 5 gennaio 1915 in cui morì Duranti. Rimase,
invece, gravemente ferito e fu catturato dai tedeschi. Dopo le cure
venne interrogato e rischiò di essere fucilato in quanto volontario italiano,
ma fu salvato dall'intervento del presidente della Croce Rossa Gustave Ador.
Divenne poi deputato all'Assemblea Costituente e membro della Camera nella I
legislatura repubblicana.
[4] Vedasi
articolo "Nella bassa Albania" in 1^ pagina su "La Città di
Brindisi" del 27/8/1911 n. 27 anno XII.
[5] Cliccare su:
La sua foto insieme ai fratelli
Garibaldi e al loro padre Ricciotti con altri garibaldini au Camp de
Mailly (1- Bruno Garibaldi, 2- Ricciotti Garibaldi jr, 3-
Lamberto Duranti, 4- Du Plaat De Garat, 5- Umberto Cristini, 6-
Giuseppe (Peppino) Garibaldi, 7- Matoloni, 8- Cesare Briganti, 9-
Gino Finzi, 10 – Alziator) è riportata sul sito:
http://argonne1418.com/2010/08/23/les-garibaldiens-photos-depoque/garibaldiens-photo022/
Era Tenente del Corpo Volontari Argonne 4° Reggimento Legione Garibaldina 1° Battaglione (secondo altre fonti avrebbe invece fatto parte della 5^ Compagnia del 2° Battaglione).
Era Tenente del Corpo Volontari Argonne 4° Reggimento Legione Garibaldina 1° Battaglione (secondo altre fonti avrebbe invece fatto parte della 5^ Compagnia del 2° Battaglione).
Morì il 5/1/1915 a La Harazee – Four
De Paris - Courtes Chausses - Varennes nelle Argonne nei pressi di Verdun (Francia)
dove venne colpito al cuore in combattimento. Il suo nome compare nell'Albo d'Oro dei Caduti delle Marche Volume XIII a
pag. 212 n. 22, cliccare su:
[6]Vds. Il
Mattino di Napoli del 9-10 gennaio 1915 a pag. 3 "Come morì Costante Garibaldi").
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