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mercoledì 30 maggio 2018

1860. Difesa dello Stato Pontificio,


      Quando uno Stato rinuncia alle sue Forze Armate e si affida alla protezione di altri Stati o ad Alleanze, è destinato a subire le decisioni altrui.  Si presentano alcune note sullo Stato Pontificio nel 1860 a indicazione e studio.
       La Riflessione parte dalla constazione che oggi l'Italia è nella Nato, che la Superpotenza USA ha deciso di trasferire il centro dei suoi interessi in Asia.
(www.coltrinariatlantegeostrategico.blogspot.com e blog collegati)



1. Una serie di errori imperdonabili

La difesa di Ancona, seconda piazzaforte dello Stato e la città più viva ed attiva, dopo Roma, di tutte le provincie pontificie, fu l’ultimo atto della volontà di arrestare il progressivo sgretolamento della integrità territoriale iniziata l’anno precedente con la perdita di Bologna e delle Legazioni.
Ancona fu definitivamente persa, perché la Diplomazia, in particolare, e il Governo Pontificio, in generale, non compresero e non penetrarono nella loro esatta realtà e consistenza l’atteggiamento e gli interessi delle Grandi Potenze, in particolare quelli dell’Austria e, soprattutto, della Francia.
Dopo gli eventi del 1859[1], nonostante l’armistizio di Villafranca, non vi poteva essere intesa ed azione comune in Italia delle due Potenze Cattoliche, la Francia e l’Austria. E senza l’accordo diretto e fattivo tra Parigi e Vienna, tutto era possibile nella penisola, in quanto l’una ostacolava l’altra a favore di quello che a Roma veniva chiamato, “tout court”, “la rivoluzione” .
In tutti gli avvenimenti del 1860, il governo Pontificio credette che esistesse una intesa tra Francia ed Austria, e su questa base si contrastasse la “rivoluzione”  a favore dello Stato Pontificio, a difesa del Santo Padre e a salvaguardia del suo potere temporale, in nome della universalità della religione di Cristo. E questo fu il primo errore commesso.
Nel discorso della Corona del Gennaio 1860, la Regina Vittoria, sottolineando l’atteggiamento inglese, ebbe a sottolineare “….che appoggerebbe il principio di libertà negli Italiani di governarsi da loro”  a cui era seguito, a metà dell’anno, un altro significativo intervento, in cui si precisava che “…se niuna potenza straniera interverrà in Italia, la tranquillità degli altri Stati non correrà alcun pericolo di sorta”[2]
Parole dirette soprattutto a Vienna, la quale, a più riprese, aveva dichiarato a Parigi e a Londra, che non sarebbe intervenuta in Italia se le sue frontiere non fossero state minacciate. Era questa politica la risultante della situazione della Monarchia danubiana, che non aveva più forze per essere attiva sui suoi settori frontalieri, il nord verso la Boemia e, in generale, la Germania, l’est verso l’Ungheria, a sud-est, verso i Balcani e verso il sud, cioè l’Italia.[3] Questa politica difensiva non voleva dire che, in eventuale situazione favorevole determinatesi in Italia a fronte di smacchi o sconfitte da parte delle forze del Regno di Sardegna, non si cogliesse l’occasione per intervenire e ripristinare la situazione riconquistando i territori ceduti e rimettendo sul trono i regnanti filo austriaci. La possibilità di tentare colpi di mano reazionari era suffragata dalla ferma convinzione che si aveva a Vienna, che, se attuati, nessuna potenza si sarebbe mossa a difesa del Regno di Sardegna.
E questo fu il secondo errore commesso dal Governo di Roma. Sperare in un disastro delle forze nemiche, a fronte del quale si poteva avere la possibilità che l’Austria cogliesse l’opportunità di un colpo di mano reazionario significava veramente giocare d’azzardo, e gestire la situazione con fughe in avanti, basate su speranze ed illusioni.[4]
La Francia non poteva dimenticare i morti di Solferino e tutti i sacrifici fatti per estendere la propria influenza in Italia. Già l’intervento del 1849 a sostegno del ripristino del potere temporale dei Papi, dichiarato cessato dalla Repubblica Romana, di Armellini, Mazzini e Saffi, era costato troppo in relazione ai risultati ottenuti.
In pratica l’Austria, con un minimo sforzo,  era riuscita a mantenere la sua influenza su tutta l’Italia centro-settentrionale. Avergli strappato, nel 1859, la Lombardia e sottratto le Romagne alla sua influenza era già un gran passo. Ora occorreva gestire la situazione che si era determinata in modo che tutto questo si consolidasse. Ma, contemporaneamente, non si poteva vedere di cattivo occhio, il sorgere di eventi che limitassero  ulteriormente l’influenza austriaca in Italia.
Questo fu il terzo errore commesso dal Governo di Roma. La Francia non avrebbe preso nessuna iniziativa se azioni “rivoluzionarie” avessero sottratto ulteriori provincie allo Stato Pontificio. L’unica condizione che poneva era quella che al Papa non si doveva sottrarre il cosiddetto “Patrimonio di San Pietro”, ovvero l’odierno Lazio, territorio ritenuto necessario per esercitare liberamente il proprio potere di Capo della Chiesa Cattolica.
Al di là degli equivoci che si manifesteranno sul piano sia militare che diplomatico, e delle male interpretazioni di dispacci provenienti da Parigi e dall’Imperatore, questo di non aver capito che la Francia non si sarebbe opposta ad azioni che limitassero il predominio austriaco in Italia, fu veramente grave da parte del Governo di Roma.


[1] Il Regno di Sardegna, con la politica del suo primo Ministro, Cavour, che nel 1856, al Congresso di Parigi a cui aveva il diritto di presenziare a pieno titolo in quanto aveva preso parte con un corpo di spedizione alla guerra di Crimea combattuta, da una parte da Francia, Impero Ottomano ed Inghilterra, e dall’altra la Russia, Congresso in cui riuscì a porre alla attenzione del concerto europeo il problema della unità d’Italia, nonostante la forte opposizione di Vienna. Con abilità sia politica che diplomatica nella primavera del 1859, in virtù di un trattato difensivo, Cavour riesce a provocare l’Austria costringendola a dichiarare guerra; ciò provoca l’intervento della Francia di Napoleone III, decisa, dopo gli eventi del 1849, a limitare l’influenza austriaca in Italia estendendone la propria.  Scesi nella pianura lombarda  i Francesi, la guerra si sviluppa attraverso battaglie, la prima a Magenta, dopo la quale viene liberata Milano, e poi soprattutto Solforino e San Martino, dove gli Austriaci, sconfitti, sono costretti ritirarsi nel Veneto. In questi frangenti cadono gli Stati filoaustriaci dell’Italia centrosettentrionale in virtù di moti popolari di orientamento nazionale che danno vita ad una Lega dell’Italia Centrale, ma con l’intento di unirsi il prima possibile al Regno di Sardegna. Lo Stato Pontificio, in questi frangenti, perde le cosiddette Legazioni, le provincie dell’Emilia e della Romagna. Napoleone III, dopo Solferino, pressato anche dal forte partito Cattolico e soprattutto dalle elevate perdite sofferte sul campo di battaglia e da altri motivi contingenti, improvvisamente e senza consultare né Cavour né il Re di Sardegna, chiede all’Imperatore d’Austria un armistizio, che fu subito accettato dagli Austriaci. Il Cavour si dimette, ma nelle successive trattative diplomatiche scattano i patti già conclusi. In cambio di Nizza e Savoia, la Francia, che l’aveva precedentemente avuta dall’Austria, cede la Lombardia al Regno di Sardegna, mentre la Lega Centrale si orienta sempre più verso Torino. Un Congresso per la pace è tenuto  nel 1859 a Zurigo per regolare ogni questione, ma tutte le parti coinvolte in questi avvenimenti ritengono la situazione non soddisfacente e si preparano a nuove eventi, convinti di cambiare la situazione acquisitasi per favorire i loro interessi.
[2] Genova di Revel A., Da Ancona a Napoli. Miei Ricordi., Milano, Fratelli Dumolard, 1892, pag. 24
[3] Questa debolezza si paleserà nel 1866 quanto la Germania, avviato il suo processo di unificazione, attaccherà l’Austria e la sconfiggerà a Sedowa, costringendola tra, l’altro, a rinunciare al Veneto a favore dell’Italia; l’anno successivo l’Ungheria, per rimanere nell’Impero, chiederà ed otterrà di essere un Regno con un ampia autonomia politico-amministrativa. L’Impero sarà non più d’Austria, ma d’Austria-Ungheria.
[4] Per fronteggiare questa situazione il Comando Sardo aveva predisposto un piano di difesa estremamente robusto. Senza dare nell’occhio  aveva schierato il I Corpo d’Armata (al comando del De Sonnaz) ed il III Corpo d’Armata (Durando) a difesa della linea del Po da Ferrara a Casalmaggiore, ed il II Corpo d’Armata (Lamarmora) a difesa di quella del Mincio dal Po al Lago di Garda. Inoltre erano stati organizzati numerosi battaglioni mobili di Guardia Nazionale, i quali erano orientati a presidiare e mantenere l’ordine pubblico. In totale a metà del 1860 oltre 150.000 soldati erano schierati per fronteggiare l’Austria. Inoltre, tutto il piano di invasione delle Marche e dell’Umbria era incardinato su questo piano generale di difesa. Nel caso che l’Austria, dopo l’inizio dell’invasione avesse mosso guerra, il IV Corpo d’Armata (Cialdini) che agiva lungo la litoranea adriatica, ed era il più consistente, avrebbe invertito la marcia e si sarebbe attestato a riserva e sostegno delle forze schierare da Ferrara a Casalmaggiore, mentre il V Corpo d’Armata (Morozzo della Rocca), avrebbe, si conquistato l’Umbria, ma avrebbe, come poi fece, anche passato gli Appennini e posto l’assedio ad Ancona. Per questi aspetti vds. Coltrinari M., Il combattimento di Loreto, detto di Castelfidardo, Roma, Edizioni Nuova Cultura, 2009., in particolare la parte introduttiva. Vds anche dello stesso autore, L’investimento e la Presa di Ancona, Roma, Edizioni Nuova Cultura, 2010. Con l’avvertenza indicata nella nota 1 della Premessa.  


martedì 24 aprile 2018

giovedì 12 aprile 2018

Giornata del Decorato Roma 2018


cid:a06240801cb47351523c9@[192.168.1.2].1.0ISTITUTO DEL NASTRO AZZURRO FRA COMBATTENTI DECORATI AL VALOR MILITARE

COMUNICATO STAMPA

L’Istituto del Nastro Azzurro celebra l’annuale ricorrenza della “Giornata del Decorato” a Roma, città Medaglia d’Oro al Valor Militare, nei giorni 13, 14 e 15 aprile 2018, con un nutrito programma di eventi e manifestazioni organizzate dal Nastro Azzurro per l’occasione.
Venerdì 13 aprile, presso la Casa Madre dei Mutilati ed Invalidi di guerra, p.zza Adriana n. 3 a Roma, dalle ore 9,00 alle ore 19,00, si terrà un convegno sul tema “Il Valore Militare dall’Unità d’Italia alla crisi armistiziale: 1861 – 1943” con relazioni che trattano del Valor Militare nel Risorgimento, nel periodo coloniale, nella grande guerra, fra le due guerra mondiali e durante la seconda guerra mondiale fino alle conseguenze dell’armistizio dell’8 settembre 1943. Contemporaneamente, una delegazione di Azzurri Decorati al Valor Militare renderà omaggio con  la deposizione di corone d’alloro ai luoghi sacri del Valor Militare a Roma: Porta Pia (Valor Militare nel Risorgimento), la stele dei 500 di Dogali (Valor Militare all’epoca coloniale), basilica di Santa Maria degli Angeli dove sono le tombe del generale Armando Diaz, dell’ammiraglio Paolo Thaon di Revel e dell’onorevole Vittorio Emanuele Orlando (Valor Militare nella grande guerra) e infine Porta San Paolo (Valor Militare nella seconda guerra mondiale e nella guerra di Liberazione). Nel pomeriggio il convegno prevede le testimonianze dei Soci che, ricordando i Valorosi antenati, arricchiranno la memoria storica di cui l’Istituto è custode.
Sabato 14 aprile alle 9,30, Il Nastro Azzurro, con un’importante cerimonia organizzata in collaborazione con l’ANFIM presso le Fosse Ardeatine, ricorderà i 50 Decorati al Valor Militare, 22 dei quali militari in servizio, ivi sepolti. Alle ore 16,00, presso la sede della Presidenza Nazionale dell’Istituto, p.zza Galeno n. 1, avrà luogo la presentazione del volume “Generali in trincea – Comandanti eroici italiani nella prima guerra mondiale” dello storico Giovanni Cecini.
Domenica 15 aprile, a partire dalle ore 9,00, il Nastro Azzurro renderà onore al Valor Militare di Roma, capitale d’Italia, con un evento commemorativo ai Martiri di Forte Bravetta ed al Gianicolo presso il Sacrario dei Caduti della Repubblica Romana.
L’Istituto del Nastro Azzurro che, lo scorso 23 marzo ha festeggiato il  suo 95° compleanno, all’approssimarsi del proprio centenario, intende perseguire ancora e sempre la fondamentale missione di diffusione e sostegno del profondo significato del Valore Militare come collante sociale dell’identità nazionale del nostro popolo.

gen. Antonio Daniele
Direttore Responsabile de “Il Nastro Azzurro” – periodico sociale dell’Istituto

L’Istituto del Nastro Azzurro è un'Associazione Combattentistica posta sotto la vigilanza del Ministero della Difesa istituito il 23 marzo 1923 col proposito di: nobilitare il segno azzurro del valore richiedendo ai propri soci la rigida osservanza dell'onore e del dovere in ogni atto della loro vita pubblica e privata; affermare ed esaltare, con l'esempio e con le opere, il valore e le virtù militari per diffondere la coscienza dei doveri verso la Patria; ravvivare il ricordo degli eroismi compiuti, ove più rifulse il valore italiano; assistere gli iscritti e tutelare gli interessi morali e materiali della categoria. Inizialmente potevano far parte dell'Istituto quei combattenti che avevano ottenuto, per atti di valore compiuti esclusivamente in presenza del nemico, una ricompensa al Valor Militare e i loro congiunti. Dalla sua istituzione ad oggi, hanno chiesto ed ottenuto l'iscrizione al Nastro Azzurro oltre 90.000 Decorati al Valor Militare e loro familiari. Oggi l’iscrizione all'Istituto è consentita a tutti i Decorati al Valor Militare e di Forza Armata, ai loro congiunti (Soci Ordinari) ed a coloro che condividono le finalità statutarie (Soci Sostenitori). Il Nastro Azzurro vive con i proventi delle quote sociali e con un modesto contributo dello Stato.

giovedì 1 febbraio 2018

I risvolti sociali della Grande Guerra.



La Conferenza intende mettere in relazione la sorpresa strategica di Caporetto che il Re affrontò promettendo al popolo italiano la soluzione della questione agraria, aperta con l'unificazione del 1861, qualora si conseguisse la vittoria sul nemico ereditario.

Una concatenazione di motivazioni,eventi  e decisioni che coinvolgono il campo militare, economico, sociale e motivazionale che sono la mappa logica per comprendere il primo dopoguerra e  la nascita e l'avvento del fascismo

mercoledì 10 gennaio 2018

Lettere dal fronte di un soldato marchigiano. Pietro Bonci

L1. Lettera. Da Pietro Bonci a Margherita Bonci.

Lettera del 31 Gennaio 1916

La prima lettera del carteggi che via via proporremo ai lettori di questo blog riporta in poche righe l'impatto che il Soldato Pietro Bonci ha avuto con la vita militare. La Guerra è stata dichiarata sei mesi prima, e già si cominciano a chiamare complementi, dopo le quattro battaglie dell'Isonzo, che costarono oltre centomila tra morti. 


Mortara 31 Gennaio 1916

Finalmente oggi ho ricevuto la tua tanto cara e desiderata lettera dalla quale appresi l’ottimo stato di salute ed il buon viaggio fatto. Margherita cara sapessi quanto ho sofferto nell’abbandonarvi e quanto soffro nel rimanere così lontano e col continuo pensiero dell’adorato Peppino. Povero figlio mio quanto sono stato disgraziato non ho avuto neanche la consolazione di baciarlo per l’ultima volta!……..

La vita militare mi è stata dura fin dai primi giorni; ma oggi con quel continuo pensiero non ho più pace e spesse volte piango .

mercoledì 3 gennaio 2018

Il Bilancio del 1917 della Accademia di Oplologia e Militaria di Ancona

Cari Amici e Soci,
abbiamo passato insieme un altro anno e siamo pertanto a riassumere l’attività ormai conclusa.
Il 2017 ci ha visto molto impegnati sui vari fronti oplologici: a fine lettera potete trovare l'elenco tratto dal nostro sito internet con ben 26 appuntamenti, pertanto voglio ringraziare tutti quelli che più o meno si sono prodigati o hanno partecipato in vario modo alla loro realizzazione, ma anche chi ha scritto o telefonato per fornire suggerimenti, opinioni o anche solo per far sentire la propria vicinanza all'Associazione.
Per l'anno 2018 abbiamo già in programma:
- al Museo della Città di Ancona il prossimo 28 gennaio, il Socio Massimo Coltrinari presenta il volumeOBIETTIVO SUL FRONTE Le foto di Carlo Balelli (Novara 1894-Macerata 1981) scattate durante la Grande Guerra come operatore militare;
- prevista la presentazione del volume dedicato al 1916 nel Centenario della Grande Guerra, scritto dal Socio Massimo Coltrinari, pubblicazione prestigiosa con il riconoscimento ministeriale e da noi sponsorizzata; naturalmente seguiranno le conferenze di presentazione del libro stesso in varie località;
-naturalmente non mancheremo di celebrare il centenario della conclusione della Prima Guerra Mondiale;
- proseguirà la rinnovata collaborazione con il POLO MUSEALE di Offagna (An) che gestisce i tre musei locali, per cui collaboreremo sia al Museo delle Armi Antiche nella Rocca, sia al Museo della Liberazione di Ancona dedicato agli eventi del luglio 1944;
-consolidato il rapporto con il Museo delle Comunicazioni di S.Marcello (An) che propone decine di radio militari da tutto il mondo, alcune delle quali di nostri soci;
-verrà mantenuta la collaborazione con il Museo della Città di Ancona che ci ospita in occasione di conferenze e mostre a tema locale;
-stretto ancor più i rapporti con il Museo del Figurino Storico di Osimo che ora gestisce oltre la sede storica  un ampio locale che sarà utilizzato anche dalla nostra Accademia per mostre, conferenze e quant’altro;
-in preparazione una mostra a Falconara M.ma per ricordare il 170° anniversario della Prima Guerra di Indipendenza e il 169° della Repubblica Romana con conferenza del Socio Onorario Prof.Piccinini;
-a marzo ricorderemo l’anniversario della proclamazione del Regno d’Italia (17 marzo 1861) con una manifestazione ad Ancona in collaborazione con altre realtà locali;
Non mi dilungo oltre ed auguro a tutti un sereno e prospero Anno Nuovo da parte mia e di tutti i componenti del Consiglio Direttivo e Collegio dei Probiviri, recentemente rinnovati .
Massimo Ossidi

Elenco manifestazioni 2017

CASTEL D’EMILIO (AN) – PRESENTAZ. DEL LIBRO “I POETI DIALETTALI DELLE MARCHE NELLA G.GUERRA
OSIMO (AN) -  RIVIVI '700 NELLE BEVANDE COLONIALI - GROTTE DEL CANTINONE CON I CORSARI ANCON.
ROMA - CELEBRAZIONE DEL 168° ANNO DELLA REPUBBLICA ROMANA CON IL GRUPPO GARIBALDINO ELIA
OFFAGNA (AN) - RADUNO DI AUTOMEZZI E RIEVOCATORI DELL'ACCADEMIA-COMP.VEICOLI STORICI MILITARI
MODENA - VISITA ALL'ACCADEMIA MILITARE ED ALLE SALE MUSEALI
ANCONA- CONFERENZA "L'INVESTIMENTO E LA PRESA DI ANCONA -  20SETTEMBRE/8 OTTOBRE 1860"
CASTIGLIONE DEL L.(PG) - "UN VOLO NELLA STORIA: L'AEROPORTO MILITARE ELEUTERI - 1944" - CVSM
RAVENNA - GARIBALDI DAY AL CAPANNO GARIBALDI CON IL GRUPPO GARIBALDINO ELIA DELL'ACCADEMIA
TOLENTINO (MC) - RIEVOCAZIONE DELLA BATTAGLIA DEL 1815 - LA GUARNIGIONE DI PORTO NUOVO
ANCONA - RIEVOCAZIONI STORICHE E PICNIC AL VECCHIO FARO CON IL GRUPPO GARIBALDINO ELIA
SERRA S.QUIRICO, ROSORA E MERGO (AN) - RADUNO COMP.VEICOLI STORICI MILITARI PER IL 2 GIUGNO
TOLENTINO (MC) - LUDICA MARCHE 2° EDIZIONE AL CASTELLO DELLA RANCIA
ANCONA - PRESENTAZIONE DEL LIBRO "SCRITTI ED INTERVENTI" DI FELICE SIGNORETTI
ANCONA - MOSTRA FOTOGRAFICA: LA PROCESSIONE DEL CORPUS DOMINI NEGLI SCATTI ..-  20 GIUGNO 1946
POTENZA PICENA (MC) - ROMANTICHE ATMOSFERE A VILLA BUONACCORSI CON IL GRUPPO GARIB. ELIA
VAL MUSONE (AN) - CICLOTURISTICA "LA LIBERAZIONE  - LUGLIO 1944” - COMP.VEICOLI STORICI MILITARI
CINGOLI (MC) - RIEVOCAZIONE STORICA CINGOLI 1848 – CON IL GRUPPO GARIBALDINO ELIA
MODIGLIANA (FC) - FESTE DELL'800  CON LA PARTECIPAZIONE DEL GRUPPO GARIBALDINO ELIA
CASTELFIDARDO (AN) - CELEBRAZIONE PER IL 157° ANNIVERSARIO DELLA BATTAGLIA
REP.SAN MARINO - XVI RADUNO DELLA LINEA GIALLA - RADUNO VEICOLI E RIEVOCATORI DELLA II G.M.
ANCONA - CONFERENZA E PRESENTAZ. DEL LIBRO " DANS LA TOURMENTE DE L'UNIFICATION ITALIENNE"
SENIGALLIA (AN) - RIEVOCAZIONE DELLA FUCILAZIONE DI GIROLAMO SIMONCELLI  (2 ottobre 1852) 
CIVITANOVA M. (MC) - MOSTRA E CONFERENZA " CAPORETTO: UNA VICENDA ITALIANA"
ANCONA - PRESENTAZIONE DEL II  VOL.DEL 1915 SULLA G.GUERRA E MOSTRA DI CIMELI, MODELLI, FOTO,DOCUMENTI,ECC.
CASTEL D'EMILIO (AN) - PRESENTAZIONE DEL II VOL. DEL 1915 SULLA GRANDE GUERRA E DIBATTITO
ANCONA - PRESENTAZIONE DEL II VOL. DEL 1915 SULLA GRANDE GUERRA PRESSO LA SEDE UNUCI

venerdì 15 dicembre 2017

Auguri a tutti i lettori di questo blog

massimo coltrinari

Un Bell'Incontro all'UNUCI



Augusto Staccioli martedi 12 dicembre 2017 alla sede dell'Unuci di Ancona, Via Cialdini 1, ha presentato il volume di Massimo Coltrinari dedicato alla Grande Guerra (1915). (Indicazioni sul volume in www.storiainlaboratorio.blogspot.com).

L'incontro ha avuto successo: oltre agli ufficizali in concedo vi erano soci della Associazione marinai e sopratutto della Associazione paracadutisti, di cui Staccioli, generale che ha passato la sua vita militare come paracadutista, è Presidente.

Presente l'autore, i prossimi incontri saranno dedicati alle ricerche in corso sulla Grande Guerra, sopratutto a particolari settori come la prigionia di guerra, il serizio di spionaggio, la propaganda,  le attività dietro alle linee nemiche ed alle truppe speciali, come i raparti d'assalto e a quello particlare denominato "caimani del Piave", di cui nel primo dopo guerra fu fatto un film interessante.

L'Accademia di Oplologia e Militaria, attraverso il suo Presidente Ossidi ha ringraziato tutti per la partecipazione e per l'interessante dibattito che ne è seguito.



martedì 19 settembre 2017

Lo Scontro di Castelfidardo Anniversario

Alla presenza di autorità civili e militari, si è svolta a Castelfidardo (AN) nel piazzale antistante il sacrario-ossario dedicato ai caduti della battaglia del 18 settembre 1860, la celebrazione del 157° anniversario della battaglia.
A ricordare gli oltre seicento decorati della battaglia di Castelfidardo,  in prima fila era presente una delegazione del Nastro Azzurro Provinciale con il Presidente Mondaini. 
Dopo l'alzabandiera, l'inno nazionale e quello della regione Marche, sono intervenuti il Sindaco e la rappresentante del Prefetto D.ssa Calcagnini, il Commissario dell'Istituto di Storia del Risorgimento Italiano Dott.Tronca   e l'Assessore Pieroni dell'Ente Regione  per rimarcare l'alto significato della ricorrenza e ricordando che il Museo Risorgimentale di Castelfidardo è attualmente l'unico attivo nelle Marche.

Massimo Ossidi

martedì 23 maggio 2017

Ancona, 11 Giugno 2017 ore 17,30





L'Accademia di Oplologia e MIlitaria, 
 presenta, in occasione dei 90 anni di Padre Girolamo, 
Servo di Maria educatore, e assistente scout, di generazioni di anconetani
in suo omaggio
 presenta il volume di

 Felice Signoretti,

Scritti ed Interventi

Le esperienze di una vita dedicata alla educazione dei giovani attraverso la testimonianza di un vecchio scout

Ancona, 
 Museo della Città, Piazza del Plebiscito 1

Domenica 11 giugno 2017 ore 17,30