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lunedì 30 marzo 2020

1944 La Guerra in casa. 6. Castelfidaro ed Osimo in prima linea


Ore 20. Osimo preso di mira!!!!!
Abbiamo avuto per circa 55 minuti bombardamento ininterrotto di artiglieria. Terrorizzati ci rifugiamo nella nostra piccola cantina, io, Lina, Gianna e Lucidio. La zia e lo zio erano con la sig.ra Gisella. Le granate scoppiavano nelle vie, sulle case, fragore di vetri, schianti, calcinacci, polvere, un inferno!
Calmata momentaneamente la situazione fuggiamo a casa per andare dai signori D’Eramo. Nell’imboccare il vicolo di Sgardi una granata scoppia mi pare in piazza o dietro San Francesco. Spavento terribile! Ci rifugiamo con i sigg. D’Eramo, Giardinieri, Costantini, Baffetti, castellana e Manzi in una grotta e ci rimaniamo fino alle ore 23. sotto un continuo sibilo di granate che non da tregua! Ci accingiamo a ritornare nei nostri appartamenti per poter riposare in questa momentanea calma, ma la nottata è completamente bianca. Buttati sul letto vestiti, siamo sfiniti!
Ci sono molti feriti e diversi morti all’Ospedale causati dal bombardamento. Per questi ultimi è difficile il trasporto del Cimitero, perché oltre al pericolo del tragitto, mancano le casse ed i più poveri vengono sepolti con un semplice lenzuolo.

precede l’inizio del movimento delle forze di terra, integrato da azioni di bombardieri e Nella giornata di ieri, Lunedì (1 luglio 1944 n.d.a) con Gianna abbiamo fatto una sfuggitina a casa per prendere qualche cosa e per dare da mangiare alle galline. Povere bestioline! Anche loro vivono anormali. Bisogna vederle! Sono tutte raggruppate in fondo al pollaio e par che dicano: ma cosa succede?.
La nostra casa è un caos. Piena di polvere , senza finestre e porte interne. Schegge entrate hanno rovinato la credenza, il divano e diverse sedie della sala di sopra. Sulla terrazza oltre ad un ammasso di calcinacci perché è stato colpito il balcone del sig. Graziosi nostro vicino, ci sono pure pezzi di legno che non sappiamo da che parte sono venuti volando. Die stanze del maestro Niccolini sono state colpite in pieno e tutto ciò che c’era dentro è andato in frantumi e buona parte è arrivata sulla nostra terrazza. Tra questa roba c’è perfino del grano. La vasca da bagno della sig.ra Azzari, pure nostra vicina, è andata a finire nel cortile! E pensare che tutta la nostra preoccupazione era la strada! La quale finché fa comodo ai tedeschi, è lì intatta. Po!!??

Ore 19.00. In questo momento veniamo a sapere che i tedeschi hanno piantato i cannoni e le mitragliatrici al centro del Borgo San Giacomo. Si lasci immaginare il panico! Intanto la popolazione di quel rione fugge nei rifugi di città alta tra cui quello del Vescovo che può ospitare circa 3000 persone. Da considerare, però, che questo rifugio è adatto per i bombardamenti aerei, ma non per stare delle notti e dei giorni interi nell’umidità e all’oscuro e con la maggior preoccupazione del mangiare!
Siamo molto depressi, e purtroppo constatiamo che i tedeschi resistono dentro il paese, prova ne sia lo sbarramento al Borgo S. Giacomo. Non vediamo un barlume di salvezza! E’ inevitabile che venga il peggio! Oltre all’eccitamento nervoso che tutti proviamo per queste continue emozioni, noi personalmente in più abbiamo avuto sino a ieri la preoccupazione assillante per la sorta della mamma e dello Zio Don Vincenzo che erano rimasti all’Abbadia. Papà, l’essere più coraggioso della nostra famiglia, è da circa dieci giorni che si trova qui in Osimo dalla zia Fiorenzina e finalmente ieri mamma è venuta su da noi togliendoci la grande pena che da diversi giorni ci tormentava! Tale decisione è venuta subitanea e cioè quando l‘altra notte i tedeschi si sono schierati con le mitragliatrici all’Abbadia. Questo, ha fatto sì, che lo zio Don Vincenzo esortasse la mamma a fuggire immediatamente alla mattina di poi perché laggiù si preparava il combattimento. Infatti anche lo zio stamane è scappato ed è venuto su da noi perché laggiù si combatte! Povera cara mamma nostra! H fatto cinque chilometri attraverso i campi sotto il continuo ed assillante fischiare delle granate! Solo l’amore materno poteva dare la forza ed il coraggio di rischiare così la vita. Ci riferisce che per tutto il tragitto non ha fatto altro che pensare a San Giuseppe da Copertino ed il Beato Bambozzatto! Dio sia ringraziato!.
Con questo pericolo non ci azzardiamo state, specie la notte nelle camere da letto, ma da questa sera (4 luglio 1944 n.d.a) in cantina. Noi tre e Lucidio siamo venuti definitivamente qui a casa dalla sig.ra Gisella. Non è possibile stare divisi. Se dovremo morire moriremo tutti insieme agli zii! 

L’attacco polacco, come previsto dal gen Hotte, si era sviluppato in grande stile. Al’alba un fuoco intenso e tambureggiante polacco caccia bombardieri che concentrano il loro fuco sulle posizioni di artiglieria tedesca e sui centri di fuoco individuati a vista.
All’ala destra dello schieramento tedesco, da San Biagio i polacchi puntano su Centofinestre. I contrattacchi tedeschi risultano inefficaci e, sempre secondo Hoppe, in un ora tutti i cannoni d’assalto Fiat 35 della 2° compagnia del CCLXXVIII  gruppo controcarri divisionale sono distrutti; cade anche il comandante del reparto, il ten. Philip. Alle 5.45 l’artiglieria aveva aperto il fuco per 15 minuti sulle posizioni polacche; poi i tedeschi partono all’attacco, ma l’artiglieria polacca con l’appoggio dei carri aprono un fitto fuco di sbarramento ed ad uno ad uno tutti i carri tedeschi sono  colpiti, messi tutti fuori combattimento, compreso quello del ten. Philip; i polacchi proseguono nello slancio controffensivo e puntano su Villa Centofinestre. Alle 14 l’attacco è nel suo massimo svolgimento.
Il settore diveniva critico, tanto che lo stesso comandante della divisione, giunto personalemte in loco, disponeva l’inserimento del CCLXXVIII battaglione fucilieri tra il II battaglione del 994° reggimento e il II battaglione del 992° reggimento. A sera la falla tra Monto e Centofinestre per i tedeschi è momentaneamente tamponata.
Le perdite di queste unità erano a sera così elevate che dovette essere addirittura portato  al fronte il 903 battaglione da fortezze da Ancona. Il CCLXXVIII si sacrificherà completamente in un contrattacco che alla fine rimane un solo superstite dei 708 uomini che contava. Anche i Polacchi subiscono forti perdite, sia in uomini che in materiali.
Nel settore a sud di Castelfidardo le penetrazioni polacche sono contenute da parte del 993° reggimento con difficoltà.
Nella vallata del Musone la fanteria polacca avanza su tutta la linea e rafforza le varie posizioni
A Castelfidardo un gruppo di circa 10 tedeschi sagono all’Ospedale e osservano con dei binocli le posizioni sottostanti. Quando ne discendono una cannonata colpisce l’ospedale: due teteschi muoiono insieme a diversi ricoverati, mentre vi sono molti feriti: una suora è ferita gravemente e si dovette procedere alle amputazioni degli arti inferiori.


venerdì 20 marzo 2020

Coronavirus. Una Cronaca per la Storia

Le Marche sembrano essere una delle Regioni pi colpite dalla epidemia. L'Ospedale Regionale delle Torrette è sull'orlo del collasso. La situazione vista d fuori è ancora pi allarmante in quanto i TG nazionali poco parlano delle Marche. Ora ogni TG invia un servizio da Ancona in merito alla epidemia. Nella foto Don Claudio  Merli, Parroco.

martedì 10 marzo 2020

Coronavirus. Una cronaca per la storia

Da Roma, chiusi in casa come da disposizioni del Governo, arrivano tramite i contatti con gli amici note dell'atteggiamento degli anconetani di fronte al coronavirus non certo esaltanti. Oltre al fatto che sembra confermata la notizia della partita di pallacanestro a Pesaro-Urbino a cui sono affluiti oltre 6-800 persone in piena emergenza a febbraio di coronavirus, gli amici uno dietro l'altro dicono che la chiusura delle scuole e l'invito di rimanere a casa sia stato accolto con estrema superficialità dagli anconetani. Piazza del Papa è piena come se niente fosse; il viale pieno per la passeggiata come al solito, mentre Portonovo è pieno come a ferragosto. In pratica si sta prendendo con molta faciloneria le disposizioni in essere di rimanere a casa e di non avere nessun contatto. UN amico mi ha inviato il discorso che il Sindaco, Signora Mancinelli, ha fatto a tutti gli anconetani: con voce ferma ma abbastanza irritata, con un accento dialettale che non guasta e usando anche locuzioni tipicamente doriche ha chiesto a tutti comportamenti responsabili, non facendo mistero di applicare le sanzioni previste nella maniera piu dura possibile per contrastare questa epidemia. Sorprende questo atteggiamento di una autorità che richiama i cittadini al loro dovere. Vediamo come andrà a finire. Se è vero che questa epidemia mostra la sua pericolosità dopo due settimane, avremo una fine di marzo molto difficile. La speranza è che le indicazioni date dai medici, in prima fila il marchigiano Burioni, siano solo un avvertimento e non si manifestino nella loro reale portata. (massimo coltrinari