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giovedì 29 settembre 2022

La Resistenza nelle Marche



 Ruggero Giacomini. Storia della Resistenza nelle Marche 1943-1944, Ancona, Affinità Elettive, 2020

24 euro. ISBN 9978887326460 6

domenica 18 settembre 2022

Osimo e la questione agraria 6 La sicurezza del territorio


 

La Sicurezza del territorio.  Un fucile arruginito

 

Sul finire degli anni trenta le condizioni socio-politiche dell’Italia si erano giocoforza stabilizzate. La marcia su Roma dell’ottobre del 1922 fu un vero e proprio colpo di Stato che, avallato ed accettato dal Re e dal vertice politico terrorizzati dalla esperienza in Russia e dal pericolo rosso, aveva portato il fascismo al potere. Fino al delitto Matteotti (1924) vi fu un simulacro di regime parlamentare, ma con l’uccisione del deputato socialista, che alla camera aveva denunciato pubblicamente le violazioni dello statuto albertino e delle leggi liberali, il fascismo estremista impose a Mussolini un ulteriore giro di vite in termini di libertà. Furono le leggi del 3 gennaio 1925, dette “fascistissime” che privò gli italiani di ogni liberta e diede vita alla dittatura. Tutto questo avallato dal Re e dai rappresentanti delle classi agiate, convinte di aver messo al sicuro i propri privilegi e le proprie fortune. Iniziava il “ventennio” e tutto era sotto controllo, i treni arrivavano in orario, ed il sistema poliziesco di controllo si perfezionava sempre più. Vi era, oltre alla normale Polizia, l’OVRA (Organizzazione vigilanza repressione antifascismo oppure Organizzazione vigilanza reati antistatali) formata da uffici speciali di polizia in seno alla Direzione generale di P.S. (dipendente dal ministero dell’Interno, in mano a Mussolini) che fu istituita verso la fine del 1927 da Arturo Bocchini ed adibita al servizio d’investigazione , pedinamento ed infiltrazione, anche all’estero. Aveva il suo ordinamento con circa 400 agenti e si avvalevano di oltre 900 “Informatori” vere  e proprie spie segrete pagati direttamente dal centro. Ogni informatore non aveva un nome ma un numero o un nome di battaglia. Il popolo italiano era così ben sorvegliato. Dopo l’attentato di Bologna del 26 maggio 1927 contro Mussolini a tutti gli italiani fu ritirato il passaporto, mentre era vietato trasferirsi da una località all’altra del Regno se non muniti di permessi rilasciati dalle autorità di polizia; erano vietate le serrate e lo sciopero, mentre negli uffici di collocamento i posti di lavoro venivano assegnati in base al numero della tessera di iscrizione al PNF. Il 27 novembre 1925 la Camera dei Deputati (ancora si chiamava così) approvò la legge che istituiva il podestà di nomina prefettizia (e non più elettiva) nei comuni con popolazione inferiore ai 5000 abitanti (7337 si 9148 Comuni) al posto del sindaco scelto con suffragio popolare, poi la legge venne estesa (1926) a tutti i Comuni del Regno. Restava in carica 5 anni  e doveva possedere il titolo di scuola media superiore. I podestà venivano sempre scelti tra le persone di fede sicura e con la tessera del partito. Nelle grandi città erano speso gerarchi. In questo contesto, in cui Osimo non faceva eccezione, è molo facile comprendere quanto scrive Filippo Scarponi in merito alla sicurezza pubblica nel territorio osimano:

 

Circa le condizioni sociali del territorio e per quanto riguarda la pubblica sicurezza, dopo le parole dette antecedentemente sul carattere mite della popolazione poco v'è da aggiungere. Il lavoro dei campi non è turbato da nessuna causa, rarissimi sono i furti e questi tutti di lievissima entità. Non si verificano mai, e ciò si può affermare con sicurezza, delitti che sono l'espressione e la manifestazione ultima di un sentimento d'odio, di rancore, di vendetta. Cosicché il contadino riposa tranquillo nella sua casa la notte, e nella maggioranza dei casi, fidato nella difesa che gli può offrire un fucile antidiluviano, su cui la ruggine ha aumentato di qualche millimetro lo spessore delle pareti della canna!

 

Tutto era in ordine, una sorta di mulino bianco della pubblicità odierna, un di paradiso terrestre in cui mancava solo una cosa: la libertà.